Bitcoin, no futures: prima stress test

Per i Bitcoin al momento le banche americane dicono no ai futures: prima sono necessari degli stress adeguati. E dato l’andamento volatile della materia prima come dare torto da questo punto di vista? Va anche riconosciuto però che al momento il valore delle criptovaluta si aggira intorno ai 14 mila 500 dollari.

Banche americane chiedono di ritirare Basilea 3

Le banche americane si schierano contro le regole previste dalla nuova normativa Basilea 3. L’associazione che rappresenta gli istituti di credito statunitensi (Aba) ha inviato una lettera ai regolatori nazionali (Fed, Fdic, Occ) per chiedere la cancellazione delle regole di Basilea 3. In allegato alla lettera è stato presentato un documento di 181 pagine con tutte le correzioni ritenute fondamentali per non alterare il correttamento funzionamento del sistema bancario. Il testo è stato firmato anche da altre associazioni finanziarie americane, come ad esempio la Securities industry and financial markets association (Sifma).

Citigroup taglia bonus

Citigroup, una delle principali banche degli Stati Uniti d’America, ha affermato la propria volontà di ridurre i bonus societari, sulla scia di quanto già avvenuto nel corso del 2011, quando la divisione dell’investiment banking del gruppo creditizio potè ottenere impieghi inferiori di circa 30 punti percentuali rispetto a quanto abituata in precedenza, a causa di una flessione evidente dei ricavi societari.

Gli sforzi compiuti da parte del chief executive officer Vikram Pandit sono d’altronde evidenti: al fine di ripristinare un adeguato livello di redditività, il manager delegato di Citi sta producendo significative riduzioni del costo del personale (principalmente, attraverso tagli delle risorse umane), controbilanciando così in maniera almeno parziale il contributo negativo derivante dal calo del giro d’affari del gruppo.

Fitch: forti rischi di contagio per le banche americane

La sfida che le banche degli Stati Uniti si apprestano ad affrontare nel nuovo anno è seria e rischiosa: il rischio deriva soprattutto dal progressivo deterioramento che sta interessando il debito sovrano europeo, con gli spread di molte nazioni che sono saliti alle stelle e il rischio di un contagio sempre più vicino. L’osservazione è di Fitch, una delle tre principali agenzie di rating a livello internazionale, la quale ha mostrato una certa preoccupazione per l’outlook del credito americano, nonostante la crisi del Vecchio Continente possa essere risolta in tempo e in maniera adeguata. L’esposizione di questi gruppi è infatti piuttosto elevata e bisogna quindi prestare la massima attenzione.

Fed: aumenta il capitale di trentacinque banche americane

Trentacinque istituti di credito: non sono poche le banche americane che beneficeranno dei nuovi requisiti stabiliti dalla Federal Reserve in merito al capitale. Il programma in questione prevede un aumento delle base in questione, un modo per tutelare il settore del credito dalla crisi economica. Le banche con holding societarie di almeno cinquanta miliardi di dollari in assets, dovranno adottare tutti i processi volti a pianificare un capitale che sia il più possibile robusto e attento ai principali fattori di rischio, così come emerge chiaramente dall’annuncio ufficiale della banca centrale americana.

Bank of America e Citigroup a caccia di mezzi freschi

In linea con le indiscrezioni degli ultimi giorni, alcune banche americane oggetto dei cosiddetti “stress test” per verificare la loro solidità finanziaria, saranno costrette a rafforzare la propria posizione patrimoniale attraverso il reperimento di mezzi freschi che avverrà, molto probabilmente, attraverso un aumento di capitale. Le prime banche indiziate in merito sono proprio Citigroup e Bank of America che, secondo quanto riporta il Financial Times, avrebbero bisogno entrambe di almeno 10 miliardi di dollari. Gli istituti di credito coinvolti negli “stress test” conoscono già l’esito, anche se la Federal Reserve in merito ai risultati ha chiesto alle banche il massimo riserbo; i dati sui test dovrebbero essere infatti svelati alla comunità finanziaria solamente giovedì prossimo, 7 maggio 2009, quando in Europa tra l’altro si riuniranno i membri della Banca Centrale Europea per decidere sul probabile taglio dei tassi di interesse di 25 punti base, dall’1,15% all’1%.

Anche il banco Santander entra fra i pretendenti della banca americana Wachovia

Fra i due litiganti il terzo gode, si potrebbe dire commentando la nuova clamorosa indiscrezione che vedrebbe il Banco Santander di Emilio Botin deciso a fare un offerta per rilevare il colosso del credito americano Wachovia, caduto in una profondissima crisi, e al centro di una contesa fra Citygroup e Wells Fargo, entrambi intenzionati a rilevarlo per salvarlo da un quasi certo fallimento. Secondo fonti vicine alla banca spagnola, riprese dal Wall Street Journal, che solo pochi giorni fa ha rilevato le attività di Sovereign Bank, dimostrando perciò ferma intenzione di allargare la sua presenza negli Stati Uniti. La Banca americana secondo quanto riportato dall’edizione on line del quotidiano americano, infatti,, avrebbe aperto agli spagnoli forse nel tentativo di sbloccare la contesa creata fra City e Wells Fargo, considerando che la situazione della Banca sembra sempre più critica.