Allarme FMI: crescita mondiale rallenta

 Il Fondo Monetario Internazionale lancia l’ennesimo allarme sulla crescita dell’economia e questa volta le stime che va’ a ritoccare sono di livello mondiale. Secondo Lagarde “Le previsioni della crescita globale saranno leggermente inferiori a quanto abbiamo anticipato tre mesi fa” mentre tra dieci giorni saranno pubblicati i numeri (che sostituiranno il 3,5% di Aprile scorso).

BoE congela i mercati, bank rate a 0.5%

 Le Piazze Europee aprono le contrattazioni ancora dentro il range segnalato nei giorni precedenti, frenati durante la mattinata dalle tensioni relative alle decisioni della Bank of England. Pochi minuti fa’ i mercati hanno appreso che la BoE intende lasciare invariato il bank rate a 0.5% aumentando il programma QE a 375 milioni di sterline, ma ancora una volta la risposta degli investitori è “piatta” ed il mercati restano “al palo”.

Borse negative, focus sullo spread

 Dopo la formazione di una doppia finestra di prezzo sull’indice Italiano il mercato è salito da 13750 punti fino a sfiorare 14500, dove ora è stato disegnato un doppio massimo compreso tra lunedì scorso e questa mattina. Il livello di resistenza ha una forte valenza nel medio termine e l’eventuale recupero in close weekly ribalterebbe definitivamente la situazione facendo virare Piazza Affari in positivo per il recupero immediato dei 16000 punti ancora distanti. 

Agenzie di rating indagate dall’ESMA

 L’Autorità di Vigilanza Europea ha dato il via ad un indagine legata alle tre maggiori agenzie di rating del Mondo; Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch. L’Esma intende rivedere i criteri con cui sono stati valutati la solidità patrimoniale delle banche, per capire se le veramente il giudizio è indipendente o se ci sono state delle manipolazioni.

Buona parte degli investitori ha già la risposta da anni; fino al 2011 le agenzie di rating agivano indisturbate e solo dall’anno scorso in poi gli è stata richiesta la registrazione all’Esma per operare nel Vecchio Continente. Come se non bastasse è sotto gli occhi di tutti il comportamento tenuto con la crisi dei sub-prime in USA; il downgrade del debito degli Stati Uniti è arrivato con anni di ritardo mentre durante la crisi che ha investito prima gli USA e poi il Mondo le agenzie di rating si sono comportate in modo prevenuto su tutti gli istituti di credito tranne che su quelli del Nuovo Continente.

Nuovi Buoni Fruttiferi di Luglio 2012

 La Cassa dei Depositi e Prestiti ha emesso il comunicato stampa relativo alle nuove serie di Buoni Fruttiferi Postali relativi al mese di Luglio, che andranno a sostituire le precedenti del mese di Giugno 2012. Come di consueto la comunicazione arriva il primo giorno lavorativo del mese in corso e quello che viene descritto potrà essere sottoscritto in tutte le filiali delle Poste sul territorio Italiano.

Nove sono le serie che vengono offerte per Luglio 2012; “E02”, “N05”, “S07”, “T10”, “M73”, “J26”, “D31”, “Z12” e “B93”, che vanno a sostituire le precedenti “E01”, “N04”, “S06”, “T09”, “M72”, “J25”, “D30”, “Z11” e “B92”.

Core Capital o Tier 1 Capital

 Nel corso delle ultime settimane abbiamo parlato diverse volte delle precarie situazioni in cui verterebbero alcuni istituti di credito nazionali e – soprattutto – internazionali, e sulla necessità di procedere alla ripatrimonializzazione degli stessi al fine di rispettare nel migliore dei modi le indicazioni diramate dall’Autorità bancaria europea.

Indice fondamentale dell’analisi sulla patrimonializzazione di una società quotata è l’indice Tier 1 capital (o Core capital o, in termini tricolori, “patrimonio di classe 1”). Come è possibile desumere dallo stesso nome dell’indicatore, il Tier 1 fa riferimento al solo capitale azionario e alle riserve di bilancio provenienti da utili non distribuiti al netto delle imposte, escludendo pertanto dal “peso” patrimoniale gli elementi aggiuntivi non rientranti nello stretto recinto di ci sui sopra.

La riforma sanitaria USA è Costituzionale

 Uno dei temi caldi portato avanti in USA fin da prima della candidatura dell’attuale presidente è la copertura assicurativa del Paese. Con la giornata di oggi si è raggiunta un conclusione a questa vicenda che da anni fa’ discutere e divide gli Stati Uniti, con una sentenza dei giudici che appoggiano l’Affordable Care Act dando ragione al Presidente che non nasconde l’entusiasmo per la sua personale vittoria.

Con 4 voti contrari ed uno a sorpresa favorevole da un conservatore (John Roberts) la riforma sanitaria varata dai democratici nel 2012 viene considerata a tutti gli effetti costituzionale, anche se non tutte le critiche sono state sedate. Secondo la riforma infatti ora c’è l’obbligo da parte dei cittadini USA di dotarsi di assicurazione sanitaria. Secondo più parti l’obbligo in questi termini è paragonabile all’introduzione di una tassa e va’ ad incidere sulla libertà dei cittadini, da sempre uno dei valori fondamentali degli Stati Uniti.

Italia propone scudo anti-spread

 Anche se cambiano le parole, sembra che il concetto proposto sia sempre lo stesso e forse è proprio questo il motivo per cui l’Euro non è ancora uscito dalla crisi; da quando il Vecchio Continente ha cominciato a mostrare le sue debolezze la BCE si è limitata ad acquistare titoli di Stato a sostegno dei Paesi in difficoltà, rimandando di settimane e di mesi l’inevitabile destino (vedi Grecia e Spagna). Ora a distanza di diversi mesi dalle fallimentari misure prese in precedenza il Governo Italiano torna davanti ai vertici dell’Eurozona proponendo la stessa identica ricetta. Secondo il Bel Paese bisognerebbe usare il fondo salva-stati per creare uno scudo a difesa dei Paesi “virtuosi”, con un meccanismo ancora da valutare.

Previsioni petrolio Estate 2012

 Buona parte delle famiglie italiane seguono le previsioni del petrolio dando per scontato che queste possano influenzare direttamente il prezzo delle vacanze, ormai imminenti. In realtà il legame tra carburanti e petrolio è ormai completamente assente; in passato ad ogni rialzo del petrolio (quando il grafico era ancora in uptrend) si continuava a leggere di aumenti sui carburanti dovuti appunto all’inarrestabile rialzo della materia prima. Con il crollo verticale subito alla fine della prima metà del 2008 e proseguito fino all’inizio del 2009 però non si è registrato un ribasso netto proporzionale anche sui carburanti derivati. Questo ha fatto perlomeno insospettire chi segue un minimo i movimenti della finanza mondiale, confermando la tesi che i rialzi dei carburanti sono puramente speculativi e non direttamente proporzionale all’aumento del petrolio sul mercato finanziario, ormai completamente staccato dal mercato reale.

Accordo MPS e creditori

 Le pressioni sul titolo MPS in Borsa aumentano man mano che il processo di ricapitalizzazione sembra volgere ad una conclusione. Così il Fatto Quotidiano tenta di fare chiarezza:

Il segnale più preoccupante per il mercato finanziario, ormai in fuga disordinata dai titoli Mps, è la decisione di rimpolpare il patrimonio della banca con un nuovo ricorso ai cosiddetti Tremonti Bond. L’Eba, l’autorità bancaria europea, ha chiesto al Monte dei Paschi di fornirsi di 3,2 miliardi di euro di mezzi freschi per riportare a livelli di sicurezza il patrimonio. La azioni messe in campo da Viola avrebbero finora assicurato poco più di 2 miliardi. Per il miliardo mancante, scartata l’opzione dell’aumento di capitale, che il maggiore azionista, la Fondazione Mps, non sarebbe in grado di fronteggiare, si è deciso di farsi prestare i soldi dallo Stato

La critica riguarda ancora una volta direttamente i Tremonti Bond; secondo il giornale (e gli analisti) il prezzo da pagare per questa soluzione sarebbe troppo elevato. L’istituto ha già emesso Tremonti Bond per un importo complessivo prossimo ai 2 miliardi di euro ed un tasso dell’8,5% che diventerà a fine anno il 9%. Il costo annuale si stima in 250 milioni di euro per MPS e, secondo più parti, non sarebbe la soluzione ideale per la tenuta dei conti.

Nuove Aste titoli di Stato BOT, CTZ e BTP€i Giugno 2012

 Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha diffuso i dettagli relativi alle prossime due aste di titoli di Stato di Giugno 2012, che rispettivamente riguarderanno BOT il 27 Giugno 2012 e CTZ e BTP€i il 26 Giugno prossimo.

Per quanto riguarda l’asta di breve termine, i Buoni Ordinari del Tesoro offerti con regolamento al 29 Giugno prossimo saranno a scadenza semestrale per una durata complessiva di 185 giorni (31/12/2012) ed un importo offerto pari a 9 miliardi di euro.

Il precedente collocamento dei semestrali aveva riscontrato una domanda sostenuta come di consueto (anche se in leggero rallentamento) ma i rendimenti registrati erano quasi raddoppiati rispetto alla precedente asta. Durante il collocamento di Giugno è atteso ancora un rialzo dei tassi di interesse offerti sui buoni semestrali, anche se l’entità sarà ben diversa rispetto a Maggio scorso.