S&P ribassa outlook Grecia

La ripresa dell’Euro dipende da tanti fattori. Uno dei più importanti è sicuramente la situazione dei Paesi a rischio come Italia e Spagna, ma sopratutto Grecia; Atene è in default controllato da mesi ed il crollo verticale della fiducia è alimentato dal ritardo nell’applicazione delle nuove misure richieste dall’UE per giustificare gli aiuti monetari. A fronte di questa situazione arriva l’azione decisa di Standard & Poor’s che rivede al ribasso l’outlook della Grecia cambiandolo da “stabile” a “negativo”. 

Misure insufficienti in Eurozona secondo il FMI

Il Fondo Monetario Internazionale definisce insufficienti le misure prese per fermare il contagio della crisi in Eurozona e rilancia l’allarme dopo il “giovedì nero”. La giornata di ieri, iniziata in un clima positivo dopo la tenuta di mercoledì scorso, ha subito nel pomeriggio un drastico cambio di rotta dopo la conferenza stampa di Mario Draghi, dove sono state annunciate le nuove misure a sostegno dell’Euro.

Previsioni capitalizzazione banche italiane

Le banche italiane devono continuare nei piani di capitalizzazione già avviati e, per alcuni istituti, intrapresi per la gran parte di quanto previsto e richiesto. A dirlo è il direttore del dipartimento europeo del Fondo Monetario, Reza Moghadam, secondo cui le aziende bancarie nazionali “dovranno portare avanti i programmi di ulteriori capitalizzazioni”, al fine di poter continuare a garantire il credito, e navigare al meglio nel mare della crisi.

Il Fondo, nel documento conclusivo della missione, dichiara come le banche italiane “continuano a beneficiare di una larga e stabile raccolta retail, di un basso leverage e di un tradizionale modello di prestito che ha limitato le esposizioni agli asset a rischio”. Tuttavia, la situazione delle banche non sarebbe affatto rosea, nonostante questi elementi appena ricordati, certamente in grado di giocare un ruolo positivo al futuro delle stesse.

L’UE aumenta i fondi del FMI di 150 mld

L’Eurogruppo straordinario dei ministri finanziari dei 17 Paesi di Eurolandia ha deciso di erogare la somma di 150 miliardi di euro per il Fondo monetario internazionale di Washington (Fmi), il quale a sua volta utilizzerà questa somma per concretizzare iniziative a sostegno della moneta unica. La Germania sarà il principale contributore mentre l’Italia parteciperà con una somma proporzionale alla sua quota di partecipazione al Fondo di Washington in 23,48 miliardi di euro. Il nostro Paese tra l’altro, viste le ultime vicissitudini economico finanziarie, potrebbe essere uno dei primi beneficiari degli interventi del FMI. Il risultato di 150 miliardi é ancora insufficiente, si potrà raggiungere la quota prevista di 200 miliardi solo con il contributo di altri paesi extraeuropei, ai quali si é rivolto l’Ecofin:

Per la Grecia altri 2,2 miliardi di dollari dall’Fmi

Il Fondo Monetario Internazionale ha approvato proprio ieri una tranche da 2,2 miliardi di dollari del proprio programma di emergenza per la Grecia, una misura che servirà a scongiurare a tutti i costi un default della nazione ellenica: il via libera dell’organismo di Washington permette in questo modo di finanziare sin da subito il paese, fornendo quindi del tempo prezioso all’Unione Europea per prevenire che la situazione peggiori e il contagio si propaghi all’intera eurozona. Secondo quanto si legge dal comunicato del numero uno del Fondo, Christine Lagarde, Atene deve far fronte a obiettivi piuttosto ambiziosi, tra cui non si può non ricordare la riduzione dell’ampio deficit fiscale.

Fmi: la Romania gode di ottima salute

Se l’eurozona non sta mostrando di essere in salute, l’Europa dell’est riserva invece una sorpresa dopo l’altra: non si tratta soltanto della Polonia e della sua importante crescita del prodotto interno lordo, ma anche della Romania, un paese che viene spesso lasciato ai margini delle trattazioni economiche, ma che secondo il Fondo Monetario Internazionale meriterebbe invece maggiori attenzioni. In effetti, la nazione gode di ottime condizioni “fisiche”, tanto che l’organismo di Washington ha di fatto certificato questa situazione privilegiata. In pratica, tutti i parametri e le performance che dovevano essere conseguite lo scorso mese di settembre sono stati rispettati in pieno.

L’Ungheria alla ricerca di nuova assistenza finanziaria

Il governo ungherese potrebbe anche decidere di modificare la propria posizione sulle regole del Fondo Monetario Internazionale in cambio di un nuovo aiuto finanziario: l’indiscrezione giunge direttamente da due banche di livello internazionale, vale a dire Barckays e Goldman Sachs. Giusto una settimana fa, il premier Viktor Orban aveva abbandonato la sua politica di contrasto nei confronti dell’organismo di Washington, cercando aiuti sostanziosi dopo che l’agenzia di rating Standard & Poor’s aveva declassato il debito magiaro al grado “junk”, vale a dire “spazzatura”. L’introduzione di tasse di emergenza e un nuovo piano immobiliare potrebbero essere le due misure più importanti in tal senso.

Fondo Monetario Internazionale: necessaria altra liquidità

La crisi che imperversa nell’Unione Europea esige molto più impegno di quanto si immaginasse: sembra sia necessaria un’iniezione di liquidità nel Fondo Monetario Internazionale, per dotarla di più mezzi per aiutare la Grecia,  nello specifico il fondo necessiterebbe di circa  350 miliardi, secondo quanto riferito da una fonte G20 di un’economia emergente. Il vertice  dei ministri delle Finanze dei paesi del G20, partito ieri a Parigi, sembra stia discutendo proprio su questo punto e sul fatto che la zona euro abbia in programma di presentare proprio nel corso di questo mese ulteriori misure per arginare il deterioramento della crisi del debito.

Lagarde preme per la ricapitalizzazione delle banche europee

Una delle prime impronte di Christine Lagarde come direttore generale del Fondo Monetario Internazionale è rivolta soprattutto al Vecchio Continente: ne è un chiaro esempio l’ultimo discorso dell’ex ministro delle finanze francesi a Jackson Hole (Wyoming) nel corso di un incontro con gli economisti americani. In effetti, è stato lanciato l’allarme in merito alla nuova fase che sta vivendo l’economia mondiale, definita come “altamente pericolosa” e che richiede quindi nuove procedure e nuove misure per un pronto rafforzamento. In particolare, il riferimento è andato all’eccessiva crescita dei prezzi immobiliari statunitensi e alle banche europee, le quali hanno bisogno in questo momento di rinvigorire il loro capitale, in modo da scongiurare una crisi del debito che contagi a macchia d’olio tutto il continente.

Fmi: si preme anche per un nuovo leader non europeo

Il dibattito sulla scelta del prossimo direttore generale del Fondo Monetario Internazionale è davvero serrato e avvincente: dopo che il nome di Christine Lagarde, ministro delle finanze francesi, sembrava aver messo d’accordo tutti, ci si accorge che in realtà alcuni paesi puntano ad altro. È il caso dei principali mercati emergenti, i cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), i quali sono convinti di avere in patria i candidati ideali.

Fmi: Lagarde favorita per il dopo Strauss-Kahn

Con tutta probabilità il nuovo direttore generale del Fondo Monetario Internazionale sarà ancora un francese: le dimissioni forzate di Dominique Strauss-Kahn hanno imposto una successione rapida alla guida dell’organizzazione di Washington e ormai tutti i fari sono puntati sul ministro transalpino delle Finanze, Christine Lagarde. In realtà, c’era chi paventava l’avvento di un candidato proveniente dalle principali economie emergenti, ma un accordo in tal senso non è stato trovato. Timothy Geithner, segretario del Tesoro americano, è stato molto chiaro e ha auspicato una soluzione rapida e valida della vicenda; la sua richiesta è andata nella direzione di un leader che abbia la giusta esperienza per gestire le situazioni più urgenti dell’economia globale.