Immatricolazioni auto in Europa ai minimi storici

Il declino del settore auto in Europa non accenna a fermarsi. Il nuovo anno si è aperto nel peggiore dei modi per il settore automobilistico, che già nel corso del 2012 aveva manifestato clamorosi segnali di debolezza. A gennaio le immatricolazioni di nuove auto in Europa sono scese dell’8,5% su base annua a 918.280 unità. Il dato comprende sia l’Ue-27 che l’Efta. Non era mai stato registrato un valore così basso dall’inizio delle serie storiche, ovvero dal 1990. Secondo le rilevazioni dell’Association des Constructeurs Europeens de l’Automobiles (ACEA), nell’Ue-27 è avvenuto un calo dell’8,7%.

Fiat titolo non resterà a lungo sopra 4€ secondo Citi

La nuova ottava di borsa non si apre nel migliore dei modi per il titolo Fiat, che a Piazza Affari è al momento il peggiore del listino milanese FTSE MIB con un ribasso dell’1,33% a 4,44 euro. A dare una spinta verso il basso alle azioni della casa automobilistica torinese è la conferma della view negativa di Citigroup sul titolo. Gli esperti della banca d’affari americana si chiedono come Fiat riuscirà davvero a ridurre il debito. Il pessimismo di Citi si traduce con un rating “sell” (vendere le azioni).

Fiat in difficoltà, -10% a marzo?

L’azienda Torinese, simbolo dell’automobile Italiana, in Italia non ci vuole più stare e non è una novità. Dovendo conquistare il mercato mondiale è necessario decentrare la produzione per ottimizzare i margini e quant’altro, ma anche espandersi a nuovi mercati e realtà. Ogni occasione è quindi buona per annunciare chiusure in Italia e riaperture all’estero, ma questa volta non si tratta di una scusa ma di una necessità.

Secondo le stime, la Fiat perderà il 10% di quote di mercato in Marzo grazie agli scioperi in corso; la notizia viene diffusa al 20esimo giorno di sciopero del servizio di autotrasporto. Così il comunicato che arriva direttamente dal Lingotto:

Calo immatricolazioni, ma Fiat mantiene la quota di mercato

Gennaio di segno negativo per il mercato italiano dell’auto (-7,3%). Infatti nel primo mese dell’anno le immatricolazioni di auto nuove sono calate a 232.207 unita’. Meno grave il calo in Europa, il mercato dell’auto occidentale ha mostrato in gennaio una contrazione, nell’area dei paesi EU15 + EFTA, le immatricolazioni sono diminuite dell’1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno passato, con un volume pari all’incirca a 1.207.000 vetture. Complessivamente nell’Europa allargata dei 28 paesi sono state immatricolate quasi 1.309.000 vetture con un calo dello 0,3% Segno negativo anche per il mercato francese (-5,6%) che, come la Spagna, ha scontato l’introduzione del nuovo sistema di tassazione “bonus-malusapplicato al momento dell’immatricolazione, volto a penalizzare i veicoli maggiormente inquinanti e a favorire al contempo, mediante il riconoscimento di un incentivo, l’acquisto di quelli più ecologici.

General Motors-Toyota: sfida all’ultima auto

Sfida aperta tra General Motors e la rivale nipponica Toyota. I dati resi pubblici dalla casa automobilistica statunitense, primo produttore al mondo di auto da 76 anni, parlano di 9,369,524 veicoli venduti. Primato perso se paragonato ai 9,37 milioni di auto vendute da Toyota, ma quest’ultima non ha ancora diffuso i dati ufficialmente, nè ha dato una cifra precisa. Subito dopo l’annuncio di GM infatti sembra che Toyota abbia rivisto le proprie vendite a 9,366 milioni. La sfida resterà ancora aperta quindi, almeno fino a lunedì, giorno per cui sono attesi i dati ufficiali dell’azienda nipponica. La GM ha concluso con un incremento del 3% mentre la Toyota ha guadagnato un 6% in più rispetto allo scorso anno.
General Motors resta comunque un’azienda leader, con il secondo anno consecutivo di vendite oltre i nove milioni di veicoli. Ha pagato senza dubbio la crisi economica statunitense, ma ha saputo compensare allargando i propri orizzonti ed imponendosi sui mercati emergenti: in Cina ha venduto oltre un milione di auto, in Brasile record di consegne con mezzo milione di unità ed in Russia; anche nell’est Europa record storico di vendite con la cifra di 258 mila. A trainare le vendite soprattutto il marchio Chevrolet, che ha aumentato le proprie consegne europee del 34%, ed Opel, che complessivamente ha venduto 1,69 milioni di auto. D’altra parte Toyota ha saputo conquistarsi la propria fetta di mercato negli Stati Uniti con un 16,3%, raddoppiando le proprie vendite rispetto al 1990.

Fiat: nonostante le vendite il titolo cede

Crolla il titolo Fiat a Piazza Affari nonostante i dati positivi sulle immatricolazioni e le vendite. Nella giornata di venerdì la casa automobilistica torinese ha perso il 6,96% a 15,555 euro, seguendo il trend negativo di tutto il settore. Secondo gli esperti il calo deriva dalla crescita galoppante del prezzo della benzina e dalla crisi economica americana, con il relativo crollo delle vendite di auto negli USA annunciato dalle case giapponesi: la Toyota, con un mercato più ampio negli Stati Uniti che in patria, si è preoccupata di rivedere le stime, prevedendo solo un +1-2 %.