Non ha usato giri di parole, John Lipsky, vicepresidente del Fondo Monetario Internazionale, per descrivere gli scenari più immediati che si prospettano per i paesi maggiormente avanzati dell’organizzazione nata a Bretton Woods: in particolare, per quel che concerne il debito di tali nazioni, si tornerà ai livelli del 1950, mentre fra quattro anni l’intero G7 (esclusi il Canada e la Germania) sforeranno il limite del 100% in relazione al rapporto debito/Pil. Lipsky, intervenuto nel corso del China Development Forum, ha quindi messo in luce le possibili ricette per sanare questa situazione; le previsioni per il Pil globale parlano di una crescita di quattro punti percentuali, dunque, l’auspicio del Fondo è quello di mantenere gli stimoli economici in favore delle economie avanzate per tutto il 2010, ma di cominciare a eliminarli progressivamente a partire dal 2011, in modo da far assestare il deficit a livelli più tranquilli.
Il Tesoro italiano ha provveduto a effettuare una stima sui conti relativi al nostro Stato, delineando una situazione economica non molto incoraggiante. Il dato che preoccupa di più è, senza dubbio, il peggioramento del patrimonio statale, il quale, nel giro di soli quattro anni, ha subito un’erosione di ben 165 miliardi di euro. Come ha precisato la Ragioneria Generale, le cifre in questione si riferiscono al periodo 2004-2008, un quinquennio abbastanza negativo, visto che le attività sono aumentate a ritmo molto ridotto (+87 milioni, vale a dire un rialzo del 16,37%), mentre le passività hanno subito un incremento di oltre tredici punti percentuali. Tutte queste rilevazioni vogliono significare, in pratica, che l’aumento in valore assoluto delle passività dello Stato (di gran lunga superiori, in questo senso, rispetto alle attività) ha portato a un inasprimento del risultato finale del patrimonio complessivo.
Mentre sul listino delle blue-chips si contano i guadagni dai minimi di Marzo 2009 di diverse azioni importanti, su Telecom la situazione è decisamente più tranquilla: siamo infatti ancora in balia del segnale fornito con la violazione del doppio minimo di lungo periodo formato tra Ottobre 2008 e Marzo 2009 che non è arrivato al dunque.
La violazione rialzista di 1.1394 avrebbe dovuto spingere Telecom oltre a 1.6 Euro, con stop-&-reverse sotto a 0.95; nessuno dei due livelli è stato raggiunto a distanza di un anno, formanzo anzi una pericolosa compressione dai possibili risvolti ribassisti.
Come da grafico, il superamento della dinamica a 1.145 spingerà Telecom vicino al target di lungo periodo a 1.38, mentre la perdita del livello psicologico di 1 Euro potrebbe dare via ad un nuovo bear-market di lunghissimo periodo.
Ancora una settimana positiva per Wall Street, con il Dow Jones che chiude a ridosso dei 10800 punti indice con una performance dell’1,1%.
I Mercati americani proseguono la corsa verso l’alto, lasciando però diversi segnali ribassisti in attesa di conferme; le operazioni controtrend, in vista di possibili inversioni, vengono effettuate al raggiungimento di determinati livelli riducendo il rischio al minimo grazie a reverse molto stretti.
In questo caso specifico, il raggiungimento della Bollinger Band superiore, unitamente alla vicinanza con l’area di resistenza compresa tra 11372 e 11048 ha fornito ai traders il segnale che forse siamo vicini ai massimi.
Anche l’analisi ciclica indica Marzo come possibile mese in cui vengono formati i massimi di periodo, anche se la conferma della view ribassista arriverà solamente con la peridta di 9930 punti.
L’assicurazione della macchina, le utenze di luce e gas, l’affitto o la rata del mutuo, unitamente alle spese per i servizi bancari, rientrano nel bilancio familiare tra le spese obbligate, ovverosia quelle di cui non se ne può fare a meno. Ebbene, se negli anni ‘70 l’incidenza sul bilancio familiare delle spese fisse, rispetto ai consumi totali, si attestava al 18,9%, nel 2008 tale percentuale è balzata al 30%. A rilevarlo è un Rapporto della Confcommercio da cui emerge, quindi, come le famiglie italiane siano sempre di più asfissiate dalle spese fisse con la conseguenza che si è costretti per andare avanti o ad indebitarsi, oppure a tagliare tutte le altre voci e capitoli di spesa non di prima necessità come l’abbigliamento, calzature e consumo di cibi fuori casa (leggasi ristoranti). Ad essere penalizzati sono di conseguenza non solo i consumatori, ma anche le imprese e l’intera economia visto che le famiglie hanno un potere d’acquisto che, escludendo le spese obbligate, si riduce sempre di più.
Galleria Porta di Roma è il centro commerciale laziale che si trova nella parte settentrionale della Capitale: le ultime news finanziarie riguardano proprio questo centro, visto che Allianz e Corio NV (una delle principali compagnie europee di investimento) sono fortemente intenzionate ad acquisire la galleria per lo shopping più grande d’Italia, per una cifra che si aggira attorno ai 430 milioni di euro. L’intento è quello di acquistare Porta di Roma da almeno quattro investitori che hanno comunque preferito rimanere nell’anonimato. Le trattative sono ancora private, così come emerge anche dagli scarsi commenti alla vicenda da parte dei vertici delle aziende coinvolte. Il centro commerciale romano può vantare 220 negozi e un cinema multiscreen che attraggono 13 milioni di persone ogni anno: l’attuale gestione commerciale spetta al Gruppo Lamaro e a Parsitalia Real Estate, ma l’arrivo di una compagnia solida come Allianz, tra l’altro già attiva nell’acquisizione di altre proprietà immobiliari a Parigi, potrebbe portare a una svolta nella proprietà.
Proseguono i guadagni sull’azionario Italiano, con una nuova settimana positiva ed una performance di 0.54% messa a segno dall’indice di riferimento delle blue-chips.
Il target di medio periodo rilevabile sul grafico weekly è posizionato appena sotto a 24000 punti indice, livello psicologico di medio periodo e massimo dell’anno 2009; vicino passa la dinamica discendente dai massimi relativi sul grafico weekly, che fornirà resistenza all’andamento dei prezzi.
Il supporto si stringe alle quotazioni, passando a 22000 punti; questo è il livello da non perdere in chiusura weekly, per evitare nuove disastrose discese oltre a 19000 punti indice.
Marzo è mese di set-up, pertanto potremo assistere alla formazione di un massimo di lungo periodo qual’ora in Aprile romperemo al ribasso i minimi del mese corrente, anche se è presto per valutare l’impatto sul lungo periodo di questa ipotesi negativa.
In data odierna, sabato 20 marzo 2010, il Forum italiano dei movimenti per l’acqua scende in piazza contro la privatizzazione del servizio idrico. Ad aderire alla manifestazione è anche Legambiente, la quale ha sottolineato come non sia vero che l’Europa imponga agli Stati membri la privatizzazione dell’acqua. Trattandosi di un bene prezioso, finito e di pubblica utilità, il coordinatore della segreteria di Legambiente, Maurizio Gubbiotti, ha messo in evidenza come l’acqua non possa sottostare a dei criteri mercantili, e come di conseguenza serva l’istituzione di una Autorità pubblica indipendente che vigili e controlli sulla gestione del servizio idrico che deve essere sostenibile e socialmente equa. La Legge approvata in Italia, tra l’altro, secondo l’Associazione ambientalista non risolve per l’acqua tre problematiche fondamentali: la riduzione dei consumi e delle perdite nella rete, la garanzia di accesso universale all’acqua e l’adeguata depurazione delle acque reflue.