Perdite della crisi finanziaria: meglio investire in oro o immobili?

La crisi iniziata nel 2007 prosegue inesorabile, bruciando i risparmi di migliaia di famiglie. Sono stati piazzati dai promotori diversi prodotti finanziari “a basso rischio” che hanno finito per mandare in rovina persone di tutto il mondo. In mezzo alla tempesta dei Mercati alcuni pensano che la crisi sia finita e mantengono le posizioni in essere aspettando la ripresa.

Poi vi è chi non ha ancora perso tutto e tenta in qualsiasi modo di uscirne limitando le perdite: il primo pensiero che raggiunge le menti di chi si ritrova il conto corrente smagrito è quello di cercare immediatamente un altro settore o prodotto a cui affidare i propri averi sperando di recuperare le perdite subite.

Comunemente si tende a pensare ad investimenti cosiddetti “sicuri” come l’oro, o l’immobiliare. Ma sono veramente delle soluzioni? Una casa non perderà mai il proprio valore? Un lingotto d’oro ci garantisce tra qualche anno un prezzo di vendita migliore?

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I target di Tenaris

Giornata fortemente negativa per gli indici italiani, trainati al ribasso da una serie di Blue Chips che hanno registrato performance negative da panic-selling.

Tra queste, spicca sicuramente il ribasso di Tenaris che in una sola giornata perde il 11,13 % chiudendo a quota 12,94.

I venditori sono usciti dalla Piazza solamente dopo aver chiuso un gap-up di lunga data, quello del 21-02-2008 situato a 12,99-13,18.

Da diversi giorni la media mobile a 55 periodi funge da resistenza per i prezzi: nessuno si poteva aspettare un’accelerazione simile, ma il target era sotto gli occhi da tempo (il gap sopraccitato).

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SPMIB: analisi del Lunedì

Ennesima settimana d’indecisione per l’SPMIB che si conclude con la formazione di una candela rossa sul grafico weekly nonostante sia stato visto un massimo superiore alla settimana del 15-19- Settembre.

A livello daily la situazione è ancora più complessa: le quotazioni si sono ristabilite fermamente sotto la trend-line blu segnalata settimana scorsa, che funge da spartiacque tra le previsioni rialziste e ribassiste.
Rimane quindi negativo il quadro generale, confermato anche dallo stazionamento delle contrattazioni sotto la media mobile a 55 periodi.

L’area che negli ultimi giorni ha sorretto le quotazioni è 26800: livello da tenere in considerazione nella settimana a venire. Se violato al ribasso con volumi adeguati, i prezzi subiranno una forte accelerazione fino al prossimo supporto previsto.

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Analisi tecnica: le 24 Regole di Gann

Mr. Gann, nei suoi scritti cita più volte una serie di regole comportamentali dedicate agli investitori. L’attenta osservazione e applicazione di queste, riduce sensibilmente il rischio di perdere i propri risparmi nei mercati mobiliari. Invitiamo ad una lettura attenta di quanto segue, ma soprattutto ad un’analisi personale rispetto a queste regole, così da essere in grado di riconoscere e correggere i propri errori immediatamente.

Le 24 Regole di Gann

1) Dividi il tuo capitale in 10 parti uguali e rischiane al massimo solo una per operazione.
2) Usa sempre lo stop loss.
3) Non sovraesporti (overtrade), perchè violeresti la regola N.1.
4) Non permettere mai che un profitto diventi perdita. Per far ciò alza il tuo stop-loss (o abbassalo se sei al ribasso) man mano che i prezzi salgono (o scendono). In tale maniera, l’eventuale inversione di tendenza, ti “liquiderà” mentre sei ancora in “profitto”.
5) Segui sempre la tendenza. Non pensare di anticiparla. Non intervenire ne in acquisto ne in vendita se non sei sicuro della direzione del mercato o del singolo titolo.
6) Se hai dubbi, astieniti da qualsiasi operazione.

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Non solo prezzi: introduzione ai volumi di scambio

Solitamente si pensa che un’analisi si esegue unicamente sulle serie di prezzi: in realtà questo atteggiamento riduce la possibilità di creare un quadro complessivo e approfondito del Mercato oggetto di studio. È utile unire alle serie di prezzi e al loro studio, i volumi di scambio (disponibili su qualsiasi piattaforma di trading) per ricercare conferme o anomalie di mercato.

Per volumi si intende la quantità scambiata di uno strumento (siano azioni, future, covered warrant, o quant’altro). Sono solitamente visibili nella parte inferiore di un grafico, e sono rappresentati da un istogramma: ogni barra dell’istogramma indica la quantità di scambi avvenuti nell’arco di tempo impostato (time frame). Vi si possono applicare determinati oscillatori come sulla serie di prezzi.

Innanzitutto, i trend dei mercati devono essere sostenuti da elevati volumi per durare nel tempo. Così anche nelle inversioni di tendenza, bisogna assistere ad un aumento sulla media degli scambi, per avere una conferma che l’inversione stia effettivamente avvenendo.

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Inside Bar e Outside Bar: gli studi di Gann

L’osservazione del Mercato allo scopo di individuare la tendenza e i punti critici (temporali o di prezzo) è un percorso lungo, ma non per forza complicato: esistono una serie di semplici accorgimenti che possono dare indicazioni importanti o conferme sullo sviluppo dei prezzi. Mr. Gann poneva particolare attenzione alle barre (o candele) inside e outside: vediamo cosa sono.

Per Inside Bar, si intende una candela (o una serie di candele) con un range high-low interamente compreso nel range della candela precedente.

Non è raro (come vedrete nella prossima immagine rappresentante il future SPMIB a time frame 15 minuti) assistere ad una serie di barre inside tutte “contenute” nel range di una candela precedente particolarmente ampia (in questo caso vi sono ben 39 candele contenute nel range della prima).

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Introduzione a William Delbert Gann

Vi sono stati nella storia diversi personaggi illustri che hanno contribuito con le loro teorie allo sviluppo di sistemi di previsione. Nello specifico, introduciamo ora la figura di W.D. Gann, speculatore vissuto nella prima metà del secolo scorso: Gann è sicuramente un personaggio che suscita interesse per i metodi di analisi utilizzati, che spaziano dalla geometria all’osservazione degli astri, passando per studi di natura religiosa.

Il contributo in termini di strumenti di analisi che Mr. Gann ci ha lasciato è smisurato. Basta aprire un qualsiasi libro specifico per accorgersene: fan-line (altrimenti chiamate “ventaglio di Gann”), la teoria dei cicli temporali, i livelli di resistenza naturali, gli square, la Gann-Wheel, gli swing, il main trend, e tanto altro.

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Misuriamo la Forza Relativa del Mercato

Come già detto nel precedente articolo, grazie agli oscillatori e agli indicatori siamo in grado di misurare vari aspetti del Mercato, basandoci sulle serie storiche.

Vogliamo oggi misurare l’intensità dei movimenti del Mercato oggetto di studio, e per farlo ci serviremo dell’oscillatore di Forza Relativa, noto con l’acronimo RSI (Relative Strength Index), ideato nel 1978 da J.W. Wilder.

Grazie a questo strumento, l’analista può ottenere una misura più o meno attendibile della forza del trend in corso, oltre che rilevare situazioni di ipercomprato e ipervenduto (quindi si riesce a identificare se ci si trova in una situazione anomala rispetto alla serie storica studiata).

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Oscillatori: La media mobile semplice

L’analista tecnico dispone di una serie di strumenti, alcuni permettono di determinare lo stato attuale del mercato, altri invece aiutano a formulare previsioni.

Gli oscillatori classici si basano sulle serie di prezzi (o di volumi) storiche, sono quindi di aiuto per determinare lo stato attuale di un Mercato. Quali informazioni si possono rilevare? Prima di tutto se è in corso una tendenza o meno (se siamo in un trend rialzista, in un trend ribassista, oppure in una fase laterale). Successivamente, possiamo identificare mediante alcuni oscillatori (che conosceremo in seguito) le zone di ipervenduto e ipercomprato. Ancora, si può studiare la forza del Mercato.

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Analisi Settimanale S&P-MIB

La settimana è di quelle che non dimenticheremo facilmente: la candela disegnata sul grafico weekly è di colore verde ma la sua lower shadow decisamente ampia ci fa’ intendere che abbiamo assistito a una settimana contrastante: Analizziamo il daily quindi per vedere cosa è successo.

Le contrattazioni sono iniziate Lunedì mattina con un’apertura in deciso gap-down che non ha lasciato dubbi sulla direzione: il primo target era l’area 27377-27358 (il gap-up aperto il 18 Luglio), per poi proseguire verso la statica di lungo periodo posta a 25405, sfiorata Giovedì con un minimo di 25585.

Venerdì i compratori sono tornati sul mercato e la reazione è stata tanto violenta da segnare un rialzo percentuale di 8,62% che ha riportato il mercato in prossimità della media mobile veloce a 55 periodi. Solo chi ha una lunga esperienza può ricordare rialzi di questo calibro, che da oltre 10 anni non si vedevano sulle Borse mondiali.

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Introduzione ai “salti” del prezzo: gap up e gap down

Abbiamo parlato di gap nei precedenti articoli, è giunto il momento di scoprire cosa sono e soprattutto come possono fornirci indicazioni utili. Innanzitutto, la definizione:

GAP ( dall’inglese: salto) è il termine tecnico che indica uno spazio del grafico nel quale non si è manifestata alcuna attività di compravendita. Prendiamo un grafico a candele giapponesi (che ormai conosciamo e sappiamo leggere) a time frame daily dell’SPMIB per spiegare le due grandi categorie di gap:

Gap-down: il gap-down, si forma quando il low (minimo) di una barra (in questo caso giornaliera) è maggiore dell’high (massimo) della barra successiva.

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