La BCE ribadisce ancora una volta, in maniera pubblica, di essere pronta a tutto a settembre affinché l’Eurozona possa godere del giusto supporto attraverso gli stimoli economici che si riterranno opportuni e necessari.

La BCE ribadisce ancora una volta, in maniera pubblica, di essere pronta a tutto a settembre affinché l’Eurozona possa godere del giusto supporto attraverso gli stimoli economici che si riterranno opportuni e necessari.

Sono tante le domande che i maggiori esperti dell’economia mondiale si pongono in merito a quella che sarà la politica della Federal Reserve statunitense dopo la riunione prevista per domani, ma una svetta su tutte: la banca centrale americana è pronta a iniziare una politica più aggressiva?

Dopo lo scoppio della crisi finanziaria del 2008, le banche centrali di tutto il mondo hanno messo in campo misure non convenzionali di politica monetaria per stimolare le economie nazionali. La misura più importante e significativa è quella che prende il nome di quantitative easing, ovvero allentamento monetario. Si tratta di un meccanismo di immissione di liquidità nel sistema economico-finanziario, attraverso l’acquisto da parte delle banche centrali di azioni, titoli di stato e altre securities detenuti da banche, assicurazioni e altri investitori privati con effetti positivi sul bilancio di questi ultimi.
La Banca Centrale Europea si conferma cautamente ottimista e stima che la ripresa economica dell’Eurozona prenderà luogo nella seconda parte dell’anno. Nel suo bollettino mensile l’istituto centrale banchiere di Francoforte assicura che la politica monetaria rimarrà comunque accomodante, a sostegno di una più celere ripartenza dell’economia dell’area euro. Preoccupa, tuttavia, il continuo deterioramento del mercato del lavoro, con tassi di disoccupazione record.
Dopo il rialzo di un quarto di punto nello scorso mese di aprile, oggi la Banca centrale europea (Bce), al termine della riunione del consiglio direttivo, ha annunciato d’aver lasciato invariato il costo del denaro nell’Area Euro, che così resta fermo all’1,25%. Trattasi di un nulla di fatto che però non chiude le porte ad una nuova manovra restrittiva nella prossima riunione del consiglio direttivo della Bce, oppure nelle successive.
Cronaca di una nomina annunciata. Possiamo intitolarlo così il cammino di Mario Draghi, attuale Governatore della Banca d’Italia, verso la Presidenza della Bce, la Banca centrale europea. L’Eurogruppo ha infatti dato il via libera alla nomina di Mario Draghi alla Presidenza della Bce nell’ambito di un iter che prevede poi la sua designazione formale il 24 giugno prossimo. Dopodiché Mario Draghi prenderà comunque il posto dell’attuale Presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, solo a partire dall’1 novembre del 2011.
È ufficialmente cominciata la “scalata” di Mario Draghi al trentesimo piano dell’Eurotower di Francoforte: l’attuale governatore di Bankitalia è infatti il nome su cui sta convergendo un numero sempre maggiore di preferenze per quel che concerne la successione di Jean-Claude Trichet alla presidenza della Bce. Anche le ultime ritrosie sono state vinte, con il cancelliere tedesco Angela Merkel che, dopo aver espresso i propri dubbi, ora si sbilancia sull’affidabilità dello stesso Draghi.
Ennesimo nulla di fatto, nell’odierna riunione della Banca centrale europea, in materia di tassi di interesse. La Bce, infatti, ha deciso di lasciare il costo
Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, ha mostrato ancora tutta la sua cautela circa la fine della crisi economica e la messa in campo
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L’euro ieri era scivolato ai minimi di 1,411 USD. Questa mattina la valuta europea é scambiata con 1,414 USD, quindi la variazione é minima. Oggi
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