Oltre due miliardi di dollari: l’Unione delle Banche Svizzere (Ubs), una delle principali realtà creditizie elvetiche, si trova a fronteggiare una vicenda davvero ambigua e particolare, ma che poteva rivelarsi anche più grave di quello che poi è stato. L’istituto ha infatti perso ben 2,3 miliardi a causa delle operazioni condotte da un trader africano, Kweku Adoboli, per il quale sono già scattate le manette. Nello specifico, questi ammanchi sono stati provocati da alcune transazioni e negoziazioni finanziarie dello stesso Adoboli che non beneficiavano però della necessaria autorizzazione. Inoltre, si è trattato di vere e proprie speculazioni su diversi prodotti, tra cui, in primis, i contratti futures sugli indici azionari (il trader in questione aveva una certa predilezione per l’americano S&P 500 e il tedesco Dax), con gli ultimi tre mesi che sono stati costellati da un numero impressionante di operazioni.
Redazione
Piazza Affari: analisi ciclica FTSE-Mib
Secondo l’analisi ciclica ed i vincoli classici di Hurst la fase in cui ci troviamo adesso è la seconda parte dell’intermedio iniziato sul bottom di fine Giugno. Ma andiamo con ordine; a Marzo 2009 è iniziato l’annuale precedente che si da’ per concluso sul bottom relativo del 25 Maggio 2010, quando il Mib si aggirava intorno a 18000 punti dopo aver sfiorato i 24000 durante il top della seconda metà del 2009.
Irlanda: probabile piano per gli obbligazionisti di Anglo Irish
Un tiepido spiraglio comincia a brillare sugli obbligazionisti di Anglo Irish Bank: il ministro delle Finanze irlandesi, Michael Noonan, ha dichiarato espressamente che per questi soggetti dovrebbe essere predisposto a breve un apposito piano governativo che consenta di assorbire e recuperare le perdite subite. Lo stesso Noonan ha anche precisato che l’atteggiamento di Dublino sarà quello di intervenire quanto prima, anche perché le autorità europee si sono invece concentrate su un approccio maggiormente coercitivo.
Perchè i futures sono pericolosi?
Di solito quando ci si riferisce ai derivati scatta subito l’allarme in testa agli investitori con basso profilo di rischio; secondo i media infatti questi sono strumenti finanziari ad alto rischio, fortemente speculativi e dedicati ad operatori specialisti che cercano il maggior profitto nel minor tempo possibile a fronte, appunto, di un grande rischio.
La realtà dei fatti è un po’ diversa; per definizione i derivati sono semplicemente strumenti il cui prezzo “deriva” appunto dall’andamento di altri strumenti finanziari detti sottostante. Una delle caratteristiche è quella di avere un grande effetto leva. Questa caratteristica fa’ pensare che si possano usare anche con capitale ridotto, in realtà non è così ed è questo uno dei motivi per cui chi decide di negoziarli presto rimane senza soldi sul conto corrente; il fatto che venga richiesto solo un margine a garanzia per la negoziazione, non vuol dire che non si debba avere un capitale adeguato.
Ecofin: una nuova governance dal “six-pact”
Il Consiglio Ecofin ha finalmente trovato l’intesa per il varo delle misure di rafforzamento, una operazione che è destinata in particolare alla governance dell’economia europea: si tratta del cosiddetto “six-pact”, il patto comunitario che racchiude al suo interno ben sei atti di tipo legislativo. Quali sono, di preciso, questi atti? Come è noto, le sessioni dell’Ecofin sono sempre precedute da quelle dell’Eurogruppo ed è stato in questa occasione che la Commissione Europea, il Parlamento e la presidenza polacca di turno hanno dato vita a un compromesso sulle questioni. In effetti, non è un caso che l’annuncio ufficiale delle misure finanziarie sia giunto direttamente da Jacek Rostoeski, il ministro delle Finanze della stessa Polonia.
Piazza Affari: ottava verde, grazie al tracy+1
La partenza del tracy+1 sul derivato dell’indice Mib è arrivata più che puntuale e fino ad oggi ha totalizzato circa 1600 punti di rialzo negli ultimi 4 giorni di contrattazione; un risultato notevole se consideriamo che solo fino a Lunedì si temeva il peggio e sembrava non ci fosse motivo di essere ottimisti se non le scadenze cicliche imposte dal modello di Hurst.
Il ritorno in area 14800 di Mib proprio nel giorno della scadenza dei derivati di Settembre ha vanificato il valore di tutti gli strumenti ribassisti fuori dal range di interesse e le opzioni con gli strike più vicini hanno rapidamente invertito rotta favorendo quei pochi rialzisti che ormai avevano perso le speranze di veder fruttare il proprio investimento.
San Raffaele: Ior e Malacalza per il salvataggio
Il forte indebitamento dell’ospedale milanese San Raffaele ha imposto un intervento urgente per il suo salvataggio: l’offerta più sostanziosa giunta sul tavolo del consiglio di amministrazione è stata quella dello Ior (Istituto per le Opere di Religione) e della famiglia Malacalza. In pratica, questa strana coppia garantirà il finanziamento complessivo della struttura con 250 milioni di dollari, un capitale che sarà messo a disposizione mediante l’apposita creazione di una newco. In pratica, è stato promesso l’accollo quasi totale dei debiti mediante una fidejussione bancaria; in realtà, comunque, la somma che è stata citata in precedenza è molto più alta, visto che occorre aggiungere altri 750 milioni relativi all’acquisto dei debiti, sfiorando quindi il miliardo di euro.
Wall Street: ottimo rally per il Dow Jones Industrial Average
Si può parlare con una certa ragionevolezza di un giovedì positivo per l’indice statunitense Dow Jones Industrial Average: le ultime contrattazioni, infatti, hanno fatto registrare dei guadagni piuttosto interessanti, soprattutto dopo che sono giunte delle notizie incoraggianti per quel che concerne l’eurozona e l’azione concordata delle varie banche centrali. Nel dettaglio, l’indice in questione ha subito un rialzo di 1,66 punti percentuali, attestandosi a quota 11.433,18 punti complessivi. Anche gli altri riferimenti a stelle e strisce si sono comportati egregiamente, comunque, come ad esempio il Nasdaq, protagonista di un importante +1,34%. In pratica, si sta assistendo a un vero e proprio rally, dato che gli indici sono in rialzo da quattro giorni consecutivi e di questi tempi è davvero oro colato.
Analisi Tecnica: il volume degli scambi, ma senza Market Profile
Durante la giornata di contrattazioni a Piazza Affari i volumi che muovono il mercato sono tutt’altro che costanti e al variare di questi cambiano le prospettive in base anche ai movimenti del prezzo.
Tralasciando il Market Profile che studia i volumi sotto un aspetto molto approfondito con grafici ad hoc, limitiamoci all’osservazione degli scambi direttamente sul grafico classico; durante la prima ora di contrattazioni del Fib generalmente ci si rende conto della piega che prenderà la giornata visto che con una semplice proiezione si arriva molto vicini al volume finale di giornata. Lo scambio delle prime ore infatti è uno dei punti fermi del Market Profile secondo cui anche il range di prezzo che viene definito in questo periodo di tempo avrà importanza per tutto il giorno come punto di resistenza e supporto.
La Grecia rimarrà nell’eurozona: parola di Merkel e Sarkozy
Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere Tedesco Angela Merkel ne sono certi, la Grecia rimarrà nell’eurozona: il colloquio internazionale tra i leader dei due principali paesi europei non poteva che riguardare questo argomento, visto che c’è l’intenzione di fronteggiare con decisione la crisi del debito. L’euro ha reagito ovviamente anche a questo annuncio, apprezzandosi in modo ulteriore. Parigi e Berlino sono entrati infatti in contatto col premier ellenico George Papandreou, il quale è ben lontano dall’aver raggiunto i propri obiettivi di riduzione del deficit di bilancio. Secondo gran parte degli analisti, inoltre, si tratta di una sottolineatura importante: è ovvio che si tratta solamente di parole e dichiarazioni, ma sono proprio queste a far gonfiare in continuazione la moneta unica.
Alfa Romeo, nel 2011 un buon incremento delle vendite
Il Salone dell’Auto di Francoforte di questi giorni è ovviamente l’occasione per discutere di business e proiezioni future in relazione alle principali case automobilistiche: è il caso di un brand molto noto nel nostro paese, Alfa Romeo, la quale fa parte integrante del Gruppo Fiat e che sta guardando con un certo ottimismo al biennio 2013-2014. Harald Wester, amministratore delegato del marchio in questione, è stato piuttosto prodigo di dichiarazioni: a suo parere, infatti, le vendite globali che verranno realizzate entro la fine di questo anno raggiungeranno una interessante quota, vale a dire 155mila unità. Appena un anno fa, invece, lo stesso totale si era fermato a 115mila vetture, il che vuol dire che si prospetta un importante aumento da questo punto di vista. L’annuncio in questione è giunto a margine di una presentazione destinata agli analisti.
Piazza Affari: Barroso sostiene il mercato
Il Presidente della commissione UE sostiene l’andamento dei mercati; la comunicazione di opzioni per l’introduzione degli Eurobond fa’ dimenticare per un attimo le tensioni accumulate grazie alle agenzie di rating e fa’ respirare Piazza Affari che gira in positivo di appena lo 0.61%.
Arrivata a quota 13853 di FTSE-Mib, Milano è in positivo anche se il bancario è prossimo alla parità mentre Unicredit perde l’1.22% e Intesa San Paolo invece guadagna l’1.90%.
Crack di Solyndra, a rischio la politica energetica di Obama
Il calo progressivo dei consensi elettorali, le difficoltà economiche e ora perfino la bancarotta di Solyndra Llc: si tratta delle batoste che, una dopo l’altra, stanno colpendo il presidente americano Barack Obama. In particolare, l’ultima che è stata citata è risultata quantomeno inattesa, anche perché ora minaccia seriamente gli incentivi del governo e una delle politiche a cui la Casa Bianca teneva di più, vale a dire quella delle energie rinnovabili. La compagnia di Freemont, attiva nella produzione di pannelli solari da diverso tempo, aveva comunque già annunciato il proprio ricorso al tristemente celebre Chapter 11, nonostante avesse ricevuto delle garanzie federali e prestiti per ben 527 milioni di dollari. Questo denaro non è bastato per tenere in vita l’azienda californiana e ora bisognerà cercare una strategia alternativa.
Francia: il ministro Pecresse rassicura sugli istituti di credito
Le preoccupazioni erano già diventate altissime, l’agenzia di rating Moody’s sarebbe pronta a declassare i tre principali colossi bancari di Francia, Bnp Paribas, Société Générale e Crédit Agricole: ci ha quindi pensato una esponente del governo transalpino a rassicurare sulla situazione a cui stiamo facendo riferimento e il compito non poteva che spettare al ministero del Budget. La titolare del dicastero, Valerie Pecresse, ha infatti voluto sottolineare che la situazione non è così drammatica come viene dipinta nel corso di un’intervista all’emittente televisiva Canal Plus. Secondo l’opinione del ministro, infatti, il credito francese rimane ancora solido, quindi bisogna continuare a nutrire fiducia nei suoi confronti, nonostante i titoli azionari stiano declinando ormai da diversi mesi.