Via libera Fonsai a Unipol

 Il consiglio di amministrazione di Fonsai ha analizzato la proposta ricevuta da Unipol, deliberando – a maggioranza – la propria disponibilità a procedere all’operazione di integrazione sulla base della partecipazione degli attuali soci ordinaria di Fondiaria Sai, diversi da Premafin, pari al 27,45 per cento del capitale ordinario.

La decisione è stata presa in ugual modo da, Milano Assicurazioni controllata di Fonsai, sulla base della partecipazione minima dei soci ordinari di minoranza di Milano Assicurazioni, pari al 10,7 per cento del capitale ordinario. Nella nota con la quale è stata formalizzata la decisione si legge che la stessa “si fonda sul presupposto essenziale che venga definito da Unipol nel più breve tempo possibile il modo con cui verranno superate le sopravvenute incertezze concernenti l’esenzione dall’obbligo di Opa”.

Scalata Antonveneta: la preferenza illecita di Fazio

 È il 2005 quando la Banca Popolare di Lordi tenta la scalata ad Antonveneta: quei fatti vengono ancora discussi oggi, tanto è vero che di recente l’allora governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, è stato condannato a due anni e sei mesi per il reato di concorso in aggiotaggio. Ieri si sono conosciute le motivazioni relative a questa sentenza. Secondo la Corte di Appello di Milano, l’ex inquilino di Palazzo Koch avrebbe instaurato un rapporto di preferenza illecita con l’amministratore delegato dell’istituto di credito lodigiano, Gianpiero Fiorani, una situazione che ovviamente non può essere realizzata. I giudici, inoltre, hanno voluto sottolineare come lo stesso Fazio fosse pienamente consapevole delle informazioni fuorvianti e distorte che avrebbe dovuto fornire al banchiere, oltre che delle modalità illecite delle condotte.

KR Energy approverà oggi il bilancio del 2011

 Dopo che la Consob lo aveva richiesto espressamente, KR Energy si è vista costretta a intervenire con una opportuna comunicazione: in effetti, la giornata odierna sarà piuttosto importante per l’azienda di Milano, celebre per le sue partecipazioni nel settore industriale, visto che l’assemblea si riunirà per discutere l’approvazione del bilancio di esercizio dello scorso anno. In aggiunta, vi sono altri due elementi da tenere in considerazione, vale a dire la relazione sulla gestione, così come è stata approvata dal consiglio di amministrazione lo scorso 13 aprile, e la relazione della società che è incaricata per la revisione legale del bilancio stesso.

Previsioni Dow Jones Giugno 2012

 Dalla crisi dei sub-prime abbiamo conosciuto due volti degli “USA” completamente diversi; la prima fase ha visto il crollo degli indici azionari con conseguenze su tutto il mondo finanziario. I titoli tossici hanno raggiunto le realtà più distanti, anche se il vero problema è rimasto all’interno degli USA con il fallimento dei colossi bancari del Paese.

La ripresa è stata altrettanto veloce; dal bottom del 2009 la strada del Dow Jones è stata in salita ma il target raggiunto sfiora i 13500 punti che ora sono il “muro” da superare per consolidare la politica portata avanti fin’ora.

Lo stop alla speculazione non è arrivato ma i cambiamenti nel mondo finanziario ed il sostegno all’economia reale hanno rilanciato il Paese intero, che ora è tornato ad essere il punto di riferimento mondiale che era prima della crisi dei sub-prime.

Boom per i servizi multicanale di Cariparma

 Oltre venticinque punti percentuali di incremento non sono certo un dato trascurabile: si tratta del cambiamento che ha fatto registrare la piattaforma multicanale di Cariparma, un +25,4% che si riferisce nello specifico ai primo quattro mesi di quest’anno e al confronto con lo stesso periodo del 2011. Di cosa si tratta esattamente? Volendo essere ancora più precisi, c’è da dire che due anni fa vi fu il debutto ufficiale di questa novità, con il gruppo emiliano, il quale fa capo ai francesi di Crédit Agricole, che si rivolse sin da subito a quei clienti interessati all’utilizzo di internet, del cosiddetto mobile banking e della modalità relativa alla banca telefonica.

Tesmec comunica gli acquisti di azioni proprie

 C’è stato un importante comunicato oggi da parte di Tesmec: la spa di Milano ha infatti reso noto che il periodo compreso tra le scorse giornate del 4 e dell’8 giugno sono state caratterizzate da un acquisto complessivo di trentamila titoli azionari di tipo ordinario, vale a dire una quantità che rappresenta circa lo 0,028% del capitale sociale del gruppo lombardo. La comunicazione si è resa necessaria alla luce dell’autorizzazione all’acquisto che è avvenuta il 10 gennaio scorso da parte dell’assemblea degli azionisti, come prevede espressamente il Regolamento 11971 del 1999 della Consob (Commissione Nazionale di Società e Borsa). Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che il prezzo unitario medio relativo a questi strumenti finanziari è stato pari a 0,3228 euro, un valore che è calcolato al netto delle commissioni.

Rischio interruzione servizio da Ferrovie Italiane

 Le Ferrovie Italiane potrebbero presto non essere più in grado di offrire il proprio servizio? A lanciare l’allarme, nelle scorse ore, è stato l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, stando al quale “o si aumentano le tariffe o i contributi, oppure non si può andare avanti. Possiamo solo interrompere il servizio, ci denuncino pure e poi vediamo cosa succede”.

Insomma, a ben vedere, il rischio che le regioni italiani rischino di rimanere senza treni locali a partire dal 2013, per mancanza di fondi, è concreto.  “Nel 2013 se non ci saranno soldi a bilancio non faremo il servizio regionale”. Una dichiarazione che apre numerosi differenti scenari interpretativi, e che ha già creato molto allarme in istituzioni e parti sindacali, evidentemente preoccupate dalle evoluzioni che le strategie delle Ferrovie dello Stato potrebbero subire.

Alitalia multata da Antitrust

 L’Authority ha multato per 100 mila euro totali cinque compagnie aeree: Alitalia, Easyjet, Wizzair, Blue Panorama e Ryanair. Le società penalizzate dalla sanzione dell’Autorità erano state precedentemente oggetto di un procedimento sui prezzi applicati con le procedure online da parte delle compagnie aeree.

In termini più estesi, le compagnie sarebbero state sanzionate “per non avere rispettato le precedenti delibere dell’autorità che qualificavano come pratica commerciale scorretta la mancata incorporazione nella prima indicazione del prezzo dei biglietti aerei della commissione applicata al momento della carta di credito”. Un problema ben noto, quello del credit card surcharge, con il quale migliaia e migliaia di utenti dei trasporti aerei, in tutta Italia, hanno dovuto fare i conti negli ultimi tempi.

Asta BOT annuali di Giugno 2012

 La nuova asta del Ministero dell’Economia e delle Finanze prevista per il mese di Giugno in corso riguarda i Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza annuale. Nello specifico il 13 Giugno prossimo si svolgerà l’emissione con regolamento al 15 giugno 2012 di 6,500 milioni di euro di BOT con scadenza al 14/06/2012 (364 giorni totali).

ASTA BOT ANNUALI 13 GIUGNO 2012

Nel comunicato stampa che ha diffuso il MEF sull’asta prevista per il 13 giugno viene specificato che in assenza di esigenze particolari di cassa non viene offerto il BOT trimestrale come invece era previsto. La notizia potrebbe essere considerata positiva, ma i rendimenti dei BOT annuali sono attesi ancora  in rialzo, come per la precedente emissione. Il 15 Giugno prossimo vengono a scadere BOT per 9615 milioni di euro (di cui 3,5 miliardi di euro trimestrali e 6,115 miliardi di euro annuali).

Il nuovo bond a tasso fisso di Ubi Banca

 L’Unione delle Banche Italiane (meglio nota con il nome di Ubi Banca) ha collocato due giorni fa presso il DomesticMot di Borsa Italiana un nuovo titolo obbligazionario. Si tratta di “Unione di Banche Italiane Scpa – Tasso Fisso 4,00%”. Come si intuisce piuttosto facilmente, questo prodotto (il codice Isin di riferimento è IT0004815368) prevede un tasso fisso e un rendimento iniziale fissato a quattro punti percentuali: volendo essere ancora più precisi, c’è da dire che il numero totale di bond in circolazione è pari a 15.371, con un valore nominale unitario di mille euro. Questo vuol dire che l’importo complessivo dell’offerta del gruppo bergamasco è di 15,37 milioni di euro.

A un passo la fusione tra Hera e Acegas-Aps

 Acegas-Aps, l’azienda friulana che opera nell’ambito dei multiservizi, potrebbe a breve fondersi con il gruppo Hera, la holding celebre per il suo impegno nel settore ambientale: le indiscrezioni e le ipotesi che stanno circolando in queste ultime ore hanno già fatto volare il titolo Acegas, con ben 7,85 punti percentuali di guadagno e una quota complessiva che si è attestata al di sopra dei tre euro. La proposta di Hera ha i suoi vantaggi. In effetti, il lato finanziario è molto appetibile, soprattutto per quel che concerne i concambi e i conguagli, ma pare che bisognerà attendere la giornata di lunedì per una eventuale aggregazione.

Dolce e Gabbana a giudizio per evasione fiscale

 Non accenna ad attenuarsi la tensione tra Dolce & Gabbana, uno dei brand della moda internazionale più noti, e la procura di Milano. Dopo un primo giudizio sostanzialmente positivo per la coppia di stilisti (che erano stati assolti), si profila un secondo tempo meno agevole e dall’esito più incerto. I due stilisti dovranno infatti andare a processo, rispondendo delle accuse di aver spostato all’estero i marchi per incassare le royalties senza pagare le tasse.

La procura ha altresì rincarato la dose sostenendo l’ipotesi di una falsa compravendita dei marchi, che sarebbe avvenuta a valori sostanzialmente inferiori rispetto al reale, al fine di diminuire l’impatto del fisco. Le contestazioni erano quelle di truffa ai danni dello Stato e dichiarazione infedele. Anche se la Cassazione ha fatto cadere il primo dei due reati, ad esser rimasto in piedi è stato il secondo: quanto sufficiente per lanciare un nuovo processo.

Produzione industriale Italia in discesa, crolla Piazza Affari

 Avvio di seduta traumatico a Piazza Affari; il FTSE-Mib sconta il ribasso sui futures Europei delle ore precedenti aprendo in netto ribasso ed avvicinandosi al close settimanale con le prese di profitto che gravano sul quadro generale. La produzione industriale di Aprile scorso registra un calo dell’1,9% rispetto al mese precedente e del 9,2% rispetto allo stesso mese dell’anno 2011. Secondo l’ISTAT, che ha rilevato i dati, si tratta dell’arretramento più grave da novembre 2009 ed a ben vedere non poteva essere altrimenti.

Nei mesi precedenti l’Italia è stata paragonata prima alla Grecia e poi alla Spagna; la crisi ha colpito il Paese e lo spread pesa sui conti interni da ormai quasi un anno (l’avvio della fase di pericolo dello spread con il Bund risale infatti allo scorso Agosto). Fallimenti di imprese, disoccupazione, crescita zero; questi i motivi che spingono al ribasso la produzione industriale e gettano nel panico gli imprenditori, costretti a rivedere le proprie posizioni.