Sprint in apertura per l’ultima giornata dell’ottava in corso; la seconda settimana di Giugno si appresta a chiudere in positivo con il FTSE-Mib che apre in gap-up in prossimità di 13125 punti e dimentica le 4 difficili giornate precedenti in cui il mercato ha prima perso terreno e poi lateralizzato. Il rialzo prosegue per tutta la mattina e spinge l’indice delle blue-chips vicino a 13400 punti per poi rallentare la corsa in vista dell’apertura di Wall Street.
Lo spread Btp-Bund fin dall’apertura subisce una netta contrazione; i 470 punti base visti nella giornata di ieri sono già a distanza di sicurezza ed è probabile che la giornata si chiuderà sotto il livello attuale intorno a 454 punti. L’allentamento delle tensioni si deve quasi completamente alla buona performance di Wall Street della giornata di ieri, con il Dow Jones che archivia la seduta con un guadagno dell’1,24% a 12651.76 punti.
Secondo quanto affermato dal direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, “sui mercati dei titoli di Stato sono presenti anche flussi di carattere speculativo”. Intervenuto a margine della presentazione del rapporto sull’economia del Veneto a Venezia, secondo il direttore di Bankitalia vi sarebbero stata una vera e propria “fuga verso la stabilità” in direzione dei Bund tedeschi.
Secondo quanto annunciato dal quotidiano La Repubblica, Sator e Palladio starebbero avviando una battaglia legale per Fonsai. Stando a quanto dichiarato dal quotidiano, infatti, toccherà di nuovo alla Consob ed eventualmente alla magistratura, decidere l’esito della guerra finanziaria finalizzata a ottenere il controllo di Fonsai e, di conseguenza, a svolgere un ruolo di protagonista nella riorganizzazione dell’importante polo assicurativo italiano.
Premafin ha approvato l’aumento di capitale sociale da 400 milioni di euro riservato a Unipol. Una scelta che tuttavia non ha escluso la possibilità di poter valutare ulteriori alternative, poiché d’altronde l’operazione con la compagnia bolognese sembra essere soggetta a condizioni sospensive. Nell’assemblea, si è arrivati ad avere gradualmente un quorum pari al 56,6 per cento del capitale, dopo una partenza timida, al 25,6 per cento.
La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Telecom Italia, sulla base di quanto stabilito dalla legge 231 per la responsabilità degli enti, e per l’ex amministratore delegato Riccardo Ruggiero. La richiesta coinvolge altresì l’ex direttore operativo Massimo Castelli, e l’ex responsabile marketing Luca Luciani (in precedenza, anche amministratore delegato di Tim Brasil).