Mps titolo +6,3% dopo ok Monti-bond da Bankitalia

Il titolo Banca Mps resta sotto i riflettori a Piazza Affari e anche stamattina dimostra di aver assorbito in buona parte lo shock dello scandalo dei derivati finanziari, che aveva portato le azioni della banca di Rocca Salimbeni a perdere più del 20% in tre giorni. Dopo l’exploit dell’11% di venerdì, anche oggi il titolo segna un progresso importante dopo una sospensione per eccesso di rialzo in apertura. Attualmente il titolo Banca Mps sale del 6,31% a 0,2762 euro ed è il migliore del listino FTSE MIB, in scia all’approvazione dei Monti-bond da parte di Bankitalia.

Banca Mps ecco chi c’è dietro il rally in borsa

Uno dei temi caldi a Piazza Affari negli ultimi giorni è stato il rally specttacolare di Banca Mps, che a partire dallo scorso 4 gennaio ha iniziato un movimento rialzista esplosivo che ha portato la quotazione da 0,235 euro a 0,313 euro nel giro di un paio di sedute (+33%). Alla base dell’impetuoso strappo dei prezzi sembra ci sia stata la regia di alcuni grandi investitori isituzionali, che hanno preso posizione sul titolo sfruttando il buon momento dei listini azionari e il forte calo dello spread.

Speculazione Banca Mps

Giornata di realizzi sui titoli bancari a Piazza Affari, dopo il rally degli ultimi giorni favorito dal crollo dello spread Btp-Bund sotto 270 punti base e dalla revisione degli accordi di Basilea 3 sui vincoli di liquidità per gli istituti di credito europei. Le prese di beneficio interessano soprattutto Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha iniziato il nuovo anno in grande spolvero passando da area 0,23 euro a 0,313 euro. Il top toccato ieri è il livello più alto da aprile 2012. Stamattina, però, il titolo cede l’1,98% a 0,2766 euro.

Rcs in picchiata

Come qualcuno si attendeva, dopo il grande boom di inizio settimana, gli ultimi due giorni di negoziazioni settimanali per il titolo Rcs hanno rappresentato un duro ritorno alla realtà per gli azionisti della società editoriale. La quotazione dell’editore del Corriere della Sera ha subito una contrazione del 28 per cento nella sola giornata del venerdì, tornando su una più realistica quota dei 1,55 euro, dopo aver raggiunto il massimo storico recente di 2,57 euro nella precedente giornata del 5 settembre 2012.

Speculazione sui Btp

Secondo quanto affermato dal direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, “sui mercati dei titoli di Stato sono presenti anche flussi di carattere speculativo”. Intervenuto a margine della presentazione del rapporto sull’economia del Veneto a Venezia, secondo il direttore di Bankitalia vi sarebbero stata una vera e propria “fuga verso la stabilità” in direzione dei Bund tedeschi.

Da “oltre un decennio l’economia del Paese segna il passo, sia in prospettiva storica, sia rispetto ai principali Paesi europei” – ha dichiarato Saccomanni, soffermandosi soprattutto sui danni prodotti dalla recessione del 2008 – 2009, che ha “pesantemente colpito l’economia nazionale”. “La debole ripresa del 2010 e di parte del 2011” – ha poi aggiunto – ha fatto segnare “solo un modesto recupero, in parte vanificato dall’arretramento seguito alle tensioni sui mercati del debito sovrano ancora in atto”.

Fonsai sospesa per eccesso di ribasso

Dopo poche battute Fondiaria-Sai arriva a perdere oltre il 7% rispetto al valore di chiusura della seduta precedente e le contrattazioni vengono interrotte momentaneamente. Al momento gli scambi sono ripresi vicino a 3.904 euro per azione con un ribasso teorico superiore del 5%. Meglio Unipol (-0.20%) e Premafin (+1.74%) mentre Milano Assicurazioni cede poco più del 2%. Gli scambi si infiammano intorno ai Ligresti mentre sembra che si sia finalmente trovata una soluzione tra Unipol e FonSai; questa sarebbe semplicemente il rinvio dell’acquisizione di Milano Assicurazioni. Equita Sim ritiene positiva la notizia, anche se per il momento non vi è nulla di ufficiale.

Il caso Ligresti sembra passato in secondo piano; la procura di Milano fino a poco tempo fa’ riteneva il caso Ligresti più complesso e grave del caso San Raffaele. Al momento però gli analisti ritengono che l’unico rischio per le società è un allungamento dei tempi di fusione, puntando già sull’ottenimento di un risultato positivo dalle indagini.

Bofa e ML investono in Unicredit e Barclays

Il pericolo recessione nell’area Euro non è del tutto svanito con i recuperi dell’azionario e con il ridimensionamento dello spread, ma il quadro generale è molto diverso rispetto a qualche mese fa’. L’andamento del FTSE-Mib conferma la volontà di cambiamento con il Governo Monti che da più parti è stato lodato per il lavoro svolto e per le aspettative positive di lungo periodo. A sostegno di un quadro che va’ migliorando di mese in mese abbiamo il settore bancario che dal bottom di Novembre scorso ha recuperato il 35% e si dirige verso nuovi top relativi di medio periodo rilanciando anche il settore assicurativo direttamente connesso.

I continui down-grade/up-grade delle agenzie di rating riescono ancora a girare il mercato e cambiare le aspettative; dopo aver screditato il sistema bancario Europeo fino a fargli rischiare il collasso le banche d’affari e le agenzie rivedono le stime e correggono il tiro, anche se il discorso non vale per tutti gli attori del mercato.

I nuovi rincari dei carburanti

I carburanti italiani non riescono a conoscere un movimento diverso da quello che va verso l’alto: l’ultima settimana, infatti, è stata caratterizzata da aumenti su aumenti, con i vari centesimi che hanno fatto letteralmente lievitare i prezzi della benzina verde, ma non solo. In effetti, se quest’ultima ha subito un rialzo di un centesimo, il diesel non è stato certo da meno (0,5 centesimi), così come il Gpl, il carburante che fa risparmiare di più (addirittura 2,5 centesimi nella media nazionale). In pratica, la domanda di propano e butano hanno inciso fortemente su questi trend, anche perché si tratta di combustibile utilizzato anche per il riscaldamento e con il gelo di questi tempi è più fondamentale che mai.

AXA potrebbe entrare in Fondiaria-SAI

La situazione di Fondiaria-Sai è tutto sommato forte dal punto di vista fondamentale; l’accordo con Unipol per la formazione di un unico grande gruppo assicurativo insieme alla holding dei Ligresti offre opportunità nel medio-lungo periodo di crescita e di stabilità finanziaria e gli investitori già valutano l’entrata sul mercato anche se probabilmente le operazioni scatteranno appena un mese prima dell’effettiva unione in borsa dei titoli interessati.

Accordo Unipol-Ligresti raggiunto

Piazza Affari: -3.35%, banche e assicurazioni le peggiori

La perdita di fiducia verso la Merkel? Le perplessità sulla manovra italiana di Agosto? O la paura per la Grecia? Quali che siano le cause a cui si attribuisce il crollo di questa mattina, sono comunque sbagliate se non si guarda la situazione complessiva senza escludere niente. Più volte è stato ribadito che il Mercato è globalizzato ormai, ed anche se Wall Street è dall’altra parte dell’oceano i condizionamenti sono continui e bilaterali e non si può certo attribuire sempre la colpa dei crolli ad un motivi piuttosto che ad un’altro escludendo una visione d’insieme. La sfiducia è generale e la finanza non riesce più a convincere tanto che le vendite trascinano i settori portanti della finanza al ribasso, con performance rosse ben superiori al 5%.

Tremonti-Juncker, Piazza Affari snobba l’incontro

Ieri a Lussembrugo c’è stato un incontro lampo tra il Ministro italiano all’Economia ed alle Finanze, Giulio Tremonti, e Jean Claude Juncker, il presidente dell’Eurogruppo. Si è chiaramente discusso dell’attuale situazione dei mercati e della speculazione che anche in queste ore sta colpendo l’Italia. E se l’Ue continua a rinnovare la propria fiducia sull’Italia e sulle misure prese sulla via del risanamento, gli investitori a Piazza Affari anche oggi continuano a snobbare tali rassicurazioni.

Pininfarina: sano ottimismo, o semplice speculazione?

In un mercato dove le voci di corridoio contano più delle notizie vere e proprie (scontate sempre in qualsiasi direzione vogliano trascinare il prezzo) non bisogna certo stupirsi di un 30% realizzato su rumors fondamentali.

Chi segue dal punto di vista tecnico il titolo Pininfarina lasciando le news da parte ricorda benissimo altri aumenti di volatilità seguiti da rialzi di tutto rispetto che iniziano con una Long White e finiscono…con lo scoppio della  bolla.