Finanziamenti Snam per 11 miliardi

 Come era ampiamente atteso, Snam Rete Gas, separatasi da Eni, ha compiuto la mossa che gli consentirà di acquisire una vera e propria autonomia finanziaria: l’azione di cui sopra è relativa alla nuova gamma di finanziamenti sottoscritti con un gruppo di istituti di credito (tra cui gli italiani Unicredit, Intesa e Mediobanca), per un totale di 11 miliardi di euro.

Una cifra molto rilevante, come si potrà facilmente notare, che è tuttavia compatibile con i flussi di cassa che la società dovrebbe generare nel prosieguo delle proprie attività. I fondi arrivano grazie all’intesa che la società guidata da Carlo Malacarne ha siglato con un cluster di undici istituti di credito di livello internazionali, tra cui spiccano – oltre ai già ricordati partner italiani – gli stranieri Ubs, Morgan Stanley, Societe Generale, Hsbc, Citi, Jp Morgan, Bnp Paribas, e Bank of America – Merrill Lynch.

La Confesercenti lamenta una eccessiva pressione fiscale

 La denuncia è stata davvero forte: Marco Venturi, numero uno della Confesercenti, si è scagliato contro i nuovi aumenti della pressione fiscale, preferendo puntare su una vera e propria spallata alla spesa pubblica per far ripartire l’economia italiana. Si è trattato di uno dei punti più interessanti della relazione del presidente all’assemblea annuale di questa confederazione. In effetti, sempre secondo il punto di vista di Venturi, ogni riforma potrebbe essere resa vana dalla continua perdita di occupazione, quindi è più che mai urgente porre un freno alla spesa. Un plauso, comunque, è giunto nei confronti della cosiddetta spending review, un intervento che viene ritenuto utile e che rappresenta un passo in avanti decisivo oltre ai soliti provvedimenti tributari.

La Consob blocca i termini dell’istruttoria su Intek

 Una breve nota della Consob ha messo in luce la sospensione dei termini relativi all’istruttoria per quel che riguarda Intek: si tratta della spa di Ivrea che è attiva nell’ambito del settore elettrico ed elettronico e che in questi ultimi giorni è stata protagonista di una offerta volontaria totalitaria sulla totalità dei propri titoli azionari. La stessa Commissione Nazionale di Società e Borsa ha fatto riferimento al documento di offerta che è destinato alla pubblicazione. In pratica, quest’ultimo, il quale è stato depositato lo scorso 29 maggio. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che si tratta di una operazione che è stata sospesa nel rispetto dei dettami del quarto comma dell’articolo 102 del Decreto legislativo 58 del 1998 (si tratta della parte del testo relativa agli obblighi degli offerenti e ai poteri interdittivi).

Cina taglia i tassi di interesse

 Mossa a sorpresa da parte del Governo Cinese; senza annunci o preavvisi, è stato deciso il taglio dei tassi di interesse per la prima volta in tre anni di 25 punti base. Il tasso di interesse sui prestiti a un anno passa quindi dal 6,56% al 6,31% mentre quello sui depositi a un anno scende dal 3,5% al 3,25%. Negli anni precedenti sono stati alzati i tassi in questione ben tre volte, di cui due nel 2010 e una nel 2011.

Invariati invece i tassi in Inghilterra; la Bank of England lascia invariato il tasso allo 0.50%, ed infatti non erano previsti cambiamenti in questo senso. La risposta del mercato è immediata; il rialzo dei giorni precedenti trova conferma grazie alle nuove politiche monetarie del Dragone che, nonostante la fase di crisi che stà attraversando, consolida la sua presenza nel mondo finanziario con scelte ragionate e sopratutto condivise.

Antitrust avvia istruttoria su Alitalia – Windjet

 L’Antitrust ha avviato l’istruttoria per verificare se l’acquisizione di Windjet da parte di Alitalia possa o meno rappresentare un ostacolo alla concorrenza su 9 rotte nazionali. In particolare, afferma l’Authority in un recente comunicato, l’istruttoria analizzare le l’operazione di acquisto della compagnia Windjet da parte di quella di bandiera “sia in grado di eliminare o di ridurre in modo sostanziale la concorrenza”, a causa della sovrapposizione fra le attività delle compagnie sulle di seguito ricordate tratte.

A finire sotto le osservazioni dell’Antitrust sono le seguenti rotte: Catania-Bologna; Catania-Milano Linate; Catania-Milano Malpensa; Catania-Pisa; Catania-Roma; Catania-Venezia; Palermo-Milano; Palermo-Roma; Palermo-Torino. “Nel valutare la concentrazione” – spiega il Garante, le cui dichiarazioni sono state riportate da un recente articolo del Corriere – “andrà inoltre considerato il valore concorrenziale dell’acquisizione, da parte di Alitalia-CAI, di nuovi slot su uno scalo, quale quello di Milano Linate, dove gli slot sono contingentati a causa di vincoli strutturali e regolamentari”.

Cessione Flammarion da Rcs

 Rcs Mediagroup è vicinissima alla vendita di Flammarion. La società dovrebbe essere ceduta alla casa editrice Gallimard, con operazione in corso di formalizzazione già entro la fine della settimana. Gli ultimi intoppi sono comunque relativi ai prezzi della transazione: un aspetto sul quale Mediobanca, in qualità di advisor (e primo socio della compagnia) sta lavorando alacremente, al fine di trovare una via di mezzo tra le richieste delle parti.

Rizzoli aveva infatti inizialmente richiesto un prezzo tra i 250 e i 300 milioni di euro, mentre i francesi avrebbero preferito non offrire più di 200 milioni di euro. La soluzione intermedia dovrebbe essersi collocata intorno ai 220 milioni di euro. Alla transazione dovrebbe prendere parte anche il fondo sovrano francese Fsi, rilevando una quota di minoranza di Flammarion.

Si avvicina l’acquisto di azioni proprie del Banco Popolare

 Fra quattro giorni esatti il Banco Popolare provvederà ad avviare il programma di acquisto di azioni proprie, le quali si riferiscono al premio aziendale dello scorso anno: come ha informato chiaramente il gruppo cooperativo di Verona, si tratta di una traduzione in fatti concreti di quanto deliberato lo scorso 21 aprile in sede di assemblea ordinaria dei soci. Quale è l’obiettivo specifico in questo caso? L’acquisto in questione si rivolge soprattutto ai dipendenti delle società del gruppo: il controvalore massimo che è stato fissato è superiore ai trentanove milioni di euro, con gli acquisti stessi che possono essere realizzati fino a quando non si raggiunge il numero necessario di titoli azionari che può soddisfare tutte le adesioni relative al piano. Anche le modalità di acquisto vanno approfondite ovviamente.

Accordo tra Consob e Bankitalia sui bond bancari

 L’accordo che è stato sottoscritto ieri dalla Consob (Commissione Nazionale di Società e Borsa) e dalla Banca d’Italia può diventare determinante per chiunque ha a che fare con i titoli di debito messi a disposizione dagli istituti di credito: le due autorità hanno infatti dato vita a un importante protocollo d’intesa, il cui obiettivo principale sarà quello di rendere ancora più efficiente lo scambio di informazioni, cercando di arricchire allo stesso tempo la serie di procedure di approvazione di cui la commissione stessa è protagonista quando si presentano dei prospettivi relativi all’offerta di tali bond. Insomma, se si volesse sintetizzare al massimo il risultato finora raggiunto, si sono poste le prime basi per quel che concerne lo scambio informativo su tutte le banche emittenti.

Unipol – Fonsai convergenza sul cambio

 Stando a quanto anticipato da Reuters, le negoziazioni sulla fusione tra Unipol e il gruppo Fonsai – Premafin avrebbero probabilmente conseguito una importante accelerazione. A sostenerlo è stato un comunicato che fa riferimento a fonti “vicine alla vicenda” (ma non confermate), che avrebbero altresì aggiunto che una controproposta da parte di Unipol potrebbe già arrivare alla fine di una giornata che si sta rilevando come decisiva per la realizzazione di uno step fondamentale nella formazione del grande polo assicurativo italiano.

In particolare, le trattative sull’operazione di fusione avrebbero conseguito una convergenza significativa e sostanziale verso il concambio intorno al 61% del nuovo aggregato che spetterà alla società bolognese. Rimane invece da trovare un accordo sulle condizioni accessorie richieste da Fonsai. Nessun via libera imminente, dunque, ma certamente un sostanzioso passo in avanti rispetto alle precedenti posizioni assunte dalle parti, nell’auspicio che, finalmente, la vicenda possa avere un fine soddisfacente per la struttura assicurativa.

Cdp potrebbe investire in Telecom

 La Cassa depositi e prestiti (Cdp) sarebbe pronta a partecipare a un corposo investimento in Telecom Italia, nella realizzazione di reti di fibre ottiche. Stando a quanto riportato da Milano Finanza, il big della telecomunicazione italiana sarebbe altresì aperta al dialogo, dando pertanto spazio a libere interpretazioni in materia di possibili impieghi congiunti in uno dei settori maggiormente focali per il futuro del Paese.

“Nelle aree a maggiore intensità di traffico” – ha dichiarato il presidente Cdp, Franco Bassanini – “è opportuno che qualcuno si preoccupi di fare la rete Ngn con tecnologie idonee con la fibra ottica”. Stando alle attuali considerazioni, la palla passa tra i piedi di Telecom Italia, che dovrà lasciare intendere se sia pronta o meno a realizzare questi importanti investimenti.

Previsioni Oro Giugno 2012

 Il mercato dell’oro è ancora una “nicchia” sicura per gli investitori? L’andamento di medio termine potrebbe rispondere negativamente a questa domanda, costringendo a cambiare aspettative verso una commodities che diventerà sempre meno popolare nel mondo degli investimenti. La distanza tra mercato reale e mercato finanziario costringe a prendere due posizioni ben diverse sul bene di rifugio; mentre il mercato dell’oro “reale” (quindi lingotti e gioielli) manterrà un valore costante con prospettive rialziste grazie all’effettiva qualità del prodotto in questione, il lato finanziario dell’Oro è attualmente in una fase di sovra-valutazione e nei prossimi mesi potrebbe avviarsi la fase discendente attesa dal 2011.

Dopo anni e anni di salita incontrastata il top raggiunto nel 2011 sembra aver messo la parola “fine” all’up-trend in favore di una fase di ritracciamento che dovrebbe riportare il valore dell’oro in linea con il mercato reale. da quota 1931.4 il mercato dell’Oro è sceso fino a sfiorare 1527.2 durante la fine di Dicembre 2011; questo è il range che ora definisce i livelli di intervento di lunghissimo periodo, con il primo che funge da resistenza ed il secondo da supporto.

ORO PUO’ TORNARE A 1800$

Fabrizio Palenzona scelto per il dopo Ponzellini a Impregilo

 L’addio di Massimo Ponzellini è ancora fresco, ma Impregilo doveva forzatamente voltare pagina: ed ecco che al vertice dell’impresa del settore delle costruzioni è salito Fabrizio Palenzona. Alcune anticipazioni già si conoscevano da tempo, tanto più che poi sono state confermate da Beniamino Gavio, uno dei consiglieri più importanti della società in questione, nonché primo azionista con una quota di capitale pari al 29,96%. Mancano pochi dettagli per perfezionare l’insediamento del nuovo presidente, una mossa che cerca anche di allontanare il nome di Ponzellini dalle attività aziendali, visto che le dimissioni dell’ex numero uno si riferiscono a fatti relativi all’esperienza nella Banca Popolare di Milano.

L’uscita dallo Stoxx 50 fa crollare il titolo Telecom

 Si può parlare a ragione di un vero e proprio tracollo per il titolo di Telecom Italia e le sue ultime quotazioni a Piazza Affari: la sospensione per eccesso di ribasso è stato uno dei momenti principali della giornata di ieri, anche se poi si è riusciti a rintuzzare le perdite, con una chiusura a -5,55% e una quota complessiva di 0,655 euro. Erano quasi quindici anni che il riferimento azionario della società non scendeva a livelli così bassi, ma cosa è successo esattamente? L’influenza più negativa è stata esercitata dal fatto che fra nove giorni esatti Telecom Italia uscirà dall’indice Stoxx 50 di cui ancora fa parte, con l’effettività di questo abbandono che diventerà ufficiale il 18 giugno.

Morto Bernheim, ex presidente di Generali

 Si è spento all’età di 87 anni l’ex presidente delle Generali, Antoine Bernheim. Tra i principali banchieri del vecchio Continente, uno dei più importanti uomini d’affari francesi, Bernheim è morto a Parigi: la notizia è stata data in anteprima mondiale qualche ora fa dal quotidiano francese Le Monde, edito da un gruppo societario che era co-amministrato proprio dall’ex banchiere.

Proprio in Francia Bernheim iniziò la sua fortunata carriera, prima di approdare nel Belpaese dentro le stanze di Generali. Partito con una brillante ascesa negli anni ’60, divenne a capo di Lazard nel 1967, per rimanere al numero 1 della società fino al 2005. Negli anni Ottanta l’uomo d’affari supportò la nascita di grandi fortune industriali, come quella di Bernard Arnault, o del finanziere Vincent Bollorè.