La zona euro è probabilmente ad un bivio. La crisi bancaria in Spagna, le elezioni in Grecia, la recessione e l’effetto-contagio sembrano essere i fattori in grado di mettere definitivamente in ginocchio la farraginosa struttura dell’unione monetaria europea. Alla Spagna è stato promesso un aiuto fino a 100 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche. Tuttavia, il debito pubblico di Madrid – che a fine 2010 era al 61,2% del pil – dovrebbe attestarsi al 90-95% del pil entro fine anno.
Redazione
Cdp possibile partner finanziario per Edipower-A2A
Bruno Tabacci, pro-console di Giuliano Pisapia sulle società pubbliche del comune di Milano, avrebbe già in mente il possibile partner finanziario da affiancare alla nuova Edipower, nata attorno alla utility lombarda A2A e dal divorzio di Edison con Delmi. Si tratta di Cassa Depositi e Prestiti, e quindi il Fondo Strategico Italiano (Fsi) promosso da Cdp per investire in imprese di rilevante interesse nazionale nei settori della difesa, sicurezza, infrastrutture, pubblica utilità, trasporti, energia e così via. Edipower è sempre alle prese con l’intricato nodo del debito e potrebbe essere affiancata da un soggetto finanziario.
Tensioni sul debito Telecom Italia
Osservando l’andamento del titolo Telecom Italia alla borsa di Milano appare evidente che gli investitori siano preoccupati per l’eventuale peggioramento di qualche punto debole del colosso telefonico italiano. Il primo pensiero va senza dubbio al debito monstre del gruppo, visto che si parla di 40 miliardi di euro complessivi in una fase storica dei mercati finanziari in cui gli investitori stanno facendo pressioni su stati sovrani e aziende al fine di ridurre il loro indebitamento di lungo periodo. Tuttavia, Telecom sta proseguendo sulla strada della diminuzione, ma c’è il rischio che forti stress sulla zona euro possano impattare pericolosamente sul debito del gruppo.
Fitch taglia rating 18 banche spagnole
Pochi giorni fa l’agenzia di rating Fitch aveva tagliato il giudizio sul merito di credito della Spagna, portandolo a BBB da A con outlook negativo. Ciò vuol dire che ora il rating di lungo periodo del paese iberico è appena due gradini sopra il livello di speculative grade, che significherebbe far precipitare il giudizio sui titoli di stato al livello “junk” (spazzatura). Due giorni fa la stessa agenzia di rating aveva abbassato il rating anche sui due colossi bancari spagnoli Banco Santander e BBVA (Banco Bilbao Vizcaya Argentaria) a BBB+ da A. Ora Fitch ha deciso di procedere con il downgrade di altre 18 banche.
Italia non avrà bisogno di aiuti finanziari secondo Fitch
Dopo la richiesta di aiuti finanziari della Spagna all’UE per ricapitalizzare le banche, la speculazione internazionale ha cambiato velocemente obiettivo spostando la propria attenzione su quella che al momento appare come la prossima probabile vittima della crisi dei debiti sovrani, cioè l’Italia. In realtà, Madrid resta ancora sotto pressione con il rendimento del decennale salito oggi al 6,7% ma la tensione non si placa nemmeno sui Btp, visto che il rendimento del titolo decennale italiano è balzato fino al 6,2%.
Salini chiede revoca cda Impregilo nominato da Gavio
Salini ha replicato all’esposto presentato da Igli (gruppo Gavio) alla Consob relativamente al prospetto informativo presentato dallo stesso costruttore romano per la procedura di sollecitazione delle deleghe di voto in vista dell’assemblea di Impregilo del 12 luglio. Salini ha sottolineato, replicando in una nota, che non si trova in conflitto di interesse. Salini ha dichiarato di non essere in possesso di una copia di tale esposto e di aver appreso la notizia soltanto dalle agenzie di stampa. Il costruttore capitolino “si riserva pertanto ogni ulteriore valutazione e replica”.
Italia nel mirino della speculazione finanziaria
Dopo aver preso atto della notizia degli aiuti finanziari a favore della Spagna per ricapitalizzare le banche, il focus della speculazione finanziaria internazionale si è spostato velocemente sull’Italia. Ieri la borsa di Milano ha perso il 2,79%, dopo che in mattinata era in rialzo di oltre due punti e mezzo percentuali. Lo spread Btp-Bund è tornato sopra 450, mentre le vendite hanno messo in ginocchio i titoli bancari. In particolare, Unicredit ha perso l’8,81%, Intesa SanPaolo e Banco Popolare il 5,92%, Mediobanca il 5,64% e Banca Mps il 5,25%.
Prelios vuole ridurre i debiti sotto 390 milioni entro fine 2012
Prelios (simbolo di borsa: PRS), già Pirelli Real Estate, ha intenzione di accelerare sul fronte delle cessioni per ridurre drasticamente l’indebitamento entro fine anno. La società immobiliare italiana vuole procedere velocemente con le cessioni delle attività detenute in Germania, per le quali di certo non mancano le offerte. Ora è spuntata una nuova pista, dopo quella di Bilfinger & Berger. Si tratta della conglomerata Amburgo Ece Group. Intanto, in Italia proseguono le manovre dell’imprenditore Manfredi Catella, intenzionato a unire il gruppo Hines Italia con Prelios.
Banche europee più rischiose nel 2012
Il recente taglio del rating di Moody’s su 6 banche tedesche e 3 austriache ha portato ad un nuovo aggiornamento della mappa dei rischi nel settore bancario europeo, mentre l’ultimo downgrade su uno stato sovrano è stato quello di Fitch che ha declassato la Spagna al livello BBB da A. La scure delle agenzie di rating, intervenute in numerose occasioni negli ultimi mesi, la richiesta di continui adeguamenti di capitale da parte dell’Eba e la sfiducia dimostrata dagli investitori sono i fattori che stanno impattando negativamente sul settore del credito europeo.
Previsioni borse mondiali 2012
La maggior parte degli analisti finanziari è d’accordo sul fatto che anche nei prossimi mesi la volatilità sui listini azionari globali dovrebbe mantenersi su livelli elevati. Insomma, i timori sui mercaati finanziari dovrebbero proseguire ancora per molto tempo, salvo sporadiche e veloci schiarite come quella di stamattina: la notizia degli aiuti finanziari alla Spagna ha fatto partire a razzo i mercati, che nelle ore successive si sono rimangiati tutti i guadagni della mattinata. Le previsioni per la zona euro restano fosche, a causa dei gravi problemi della periferia.
Indice Nikkei a 10mila punti a fine 2012 secondo Nomura
Stamattina l’indice Nikkei 225 ha chiuso in forte rialzo, evidenziando una performance dell’1,96% a 8.625 punti. Il balzo dell’indice azionario nipponico più noto a livello internazionale è dovuto all’euforia sui mercati, a seguito del piano di ricapitalizzazione delle banche spagnole che porterà Madrid a chidere gli aiuti finanziari all’UE nella prossima riunione dell’Ecofin e dell’Eurogruppo del 21 e 22 giugno prossimo. L’indice azionario giapponese era sceso sui minimi a 6 mesi lo scorso 4 giugno, toccando un nuovo minimo annuale a 8.238,96 punti.
Spagna chiederà gli aiuti all’Europa
Il governo Rajoy getta la spugna e accetta di farsi aiutare dall’Europa nel processo di risanamento del proprio settore bancario. Le banche sono da tempo la spina nel fianco del governo spagnolo, impegnato già nella difficile sfida di rientro del debito e del deficit di bilancio entro i parametri fissati dal fiscal compact europeo. Alla fine la Spagna chiederà gli aiuti finanziari all’Europa nella prossima riunione dell’Ecofin e dell’Eurogruppo, in programma il 21 e 22 giugno in Lussemburgo. I ministri finanziari europei hanno dichiarato che sono pronti fino a 100 miliardi di euro per salvare il settore bancario spagnolo.
Target Euro/Dollaro giugno 2012
L’incertezza sul destino della moneta unica europea continua ad aumentare ogni giorno di più che ci avviciniamo alle elezioni politiche in Grecia, in programma domenica 17 giugno. Gli euroscettici ritengono che la Grecia abbandonerà l’euro per tornare alla dracma, cancellando il debito e rifiutando in toto le misure di austerità imposte dall’Europa. I più ottimisti ritengono, invece, che la Grecia resterà nell’unione monetaria, in quanto i costi legati alla sua uscita potrebbero essere enormi e in grado di creare uno spaventoso effetto-domino al resto della periferia europea.
Telecom Italia possibile preda a Piazza Affari
L’attuale capitalizzazione di borsa di Telecom Italia potrebbe ingolosire qualche grande gruppo delle telecomunicazioni o fondi di investimento. Secondo Franco Bernabè, presidente del colosso italiano delle tlc, non è soltanto Telecom ad essere una potenziale preda degli investitori mondiali, bensì tutti i titoli del listino azionario. In effetti, sono molti i titoli che trattano su valori di capitalizzazione irrisori e spesso sui minimi storici. Bernabè, senza mezzi termini, ha affermato che attualmente le capitalizzazioni di borsa a Piazza Affari sono a livelli “ridicoli”.