Credit crunch per pmi italiane

Ai numerosi appelli lanciati dalle associazioni nazionali, e alla presa d’atto da parte della Banca d’Italia, a testimoniare il credit crunch subito dalle piccole e medie imprese italiane è ora giunto un report a cura della Banca Centrale Europea, che nella sua indagine semestrale comunica una contrazione del 3 per cento del credito alle imprese, e dell’1,3 per cento alle famiglie.

Basilea 3 ancora un miraggio per molte banche europee

I requisiti di Basilea 3 sono ancora lontani per diverse banche europee. Stando a quanto affermato a margine dell’esposizione dei dati statistici di Deloitte sul sistema creditizio del vecchio Continente, infatti, il 60 per cento dei 59 istituti di credito esaminati non rispetterebbe i ratio patrimoniali di breve termine che sono stati fissati dalla nuova regolamentazione, mentre il 44 per cento degli istituti indagati non rispetterebbe quelli di lungo termine.

Basilea 3 per le pmi

Il direttore generale Abi, Giovanni Sabatini, ha recentemente dichiarato – nel corso dell’incontro istituzionale con il commissario europeo per i servizi, Michael Barnier, che “in una fase ancora complessa per l’economia nazionale e internazionale, è fondamentale scongiurare il rischio di un restringimento del credito, adottando un trattamento dei requisiti patrimoniali che non penalizzi le pmi, che rappresentano l’ossatura economica dell’Europa e, in particolare, dell’Italia“.

Spagna fanalino di coda dell’Euro

La diffusione questa mattina dei dati relativi alle PMI Europee è stata commentata duramente dagli analisti, che registrano per la prima volta un cambiamento di “ruoli” nell’Eurozona insieme ad un peggioramento generale.

Jens Sondergaard, economista di Nomura, ha affermato che l’Eurozona si sta avviando nel secondo e terzo trimestre dell’anno verso la recessione, con il PMI che si conferma ai minimi di tre anni. L’indice è sceso a 45,1 punti a maggio (era a 45.9 ad aprile) mentre la situazione in Spagna registra un arretramento sui minimi del 2009. Alla luce di quanto è emerso dai dati, secondo un fattore puramente “numerico” il fanalino di coda dell’Eurozona è ora proprio la Spagna, che “spodesta” la Grecia aggravando la sua posizione di crisi. A pesare sul Paese sono sicuramente le condizioni sui consumi e sull’occupazione, ma il colpo decisivo è stata sicuramente la nazionalizzazione di Bankia, che ancora non è chiaro come verrà ricapitalizzata.

Piazza Affari alla ricerca di pmi da quotare

Tra le quotazioni principali dei prossimi mesi vi potrebbero essere senza dubbio quelle delle piccole e medie imprese del nostro paese: l’appello e la richiesta in questione sono giunti direttamente dalla Consob, nel corso del discorso di Giuseppe Vegas a Piazza Affari di qualche giorno fa e ora si cominciano a ipotizzare le casistiche maggiormente frequenti. Anzitutto, bisogna specificare che il collocamento dei titoli azionari delle pmi viene ritenuto strategico e fondamentale per mantenere in vita la stessa Borsa Italiana, visto che le quotazioni nuove di zecca sono davvero scarse e non molte aziende sembrano interessate a una prospettiva del genere. L’invito della Commissione Nazionale di Società e di Borsa è stato dunque perentorio, ma in che modo verrà percepito nella realtà concreta?

Per le PMI richieste di credito in aumento nel 2010

Le piccole e medie imprese hanno bisogno di liquidità. La crisi economica tocca la maggior parte dei settori e la riduzione delle vendite é uno scoglio contro cui molte aziende finiscono per scontrarsi. Riduzione delle vendite significa meno guadagni, meno risorse da investire, nei casi peggiori mancanza di liquidità per pagare fornitori e dipendenti. La richiesta di un finanziamento quindi viene vista non solo come un’opportunità, ma in questo periodo anche come un’ancora di salvezza. La richiesta di credito da parte delle pmi nel triennio 2007-2010 é aumentata, ma é diminuita la quantità di denaro prestata: gli intermediari finanziari quindi meno facilmente concedono finanziamenti.