Età avanzata, aumento della disoccupazione e degli stranieri residenti: sono questi i tre elementi che emergono con maggiore nettezza dall’annuario 2011 stilato dall’Istat, il ritratto più aggiornato della nostra popolazione. In effetti, secondo l’istituto statistico, sono oltre due milioni i cittadini che stanno attualmente cercando un lavoro, gran parte dei quali sono molto giovani, con il tasso piuttosto accentuato per quel che riguarda coloro che sono in attesa da più di un anno. Le nascite in oltre non progrediscono, anzi si sono praticamente arrestate. Nel dettaglio, si è passati dai 568.857 nati del 2009 ai 561.944 dello scorso anno, una contrazione piuttosto evidente che viene però compensata dalla crescita dei residenti, soprattutto di nazionalità straniera.
Redazione
La Libia rafforza il capitale in Unicredit
Giusto in tempo; mentre l’assemblea straordinaria approva l’aumento di capitale da 7.5 miliardi di euro per Unicredit, vengono sbloccati i fondi libici permettendo l’adempimento degli accordi non scritti presi in precedenza.
Da una parte l’asse Italo-Libico è importante per gli investimenti del Bel Paese che ricordiamo sono stati bloccati per via della guerra; con la scomparsa del Colonnello però le attività stanno riprendendo e gli investimenti Italiani sul suolo Libico potranno dare finalmente i loro frutti. Dall’altra parte, forse più importante, ci sono i legami finanziari tra i due Paesi, rafforzati anche dal lavoro dell’ex-premier Berlusconi nel 2008.
Lagarde (Fmi) preoccupata dall’escalation della crisi europea
Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ne è sicura, la crisi del debito europeo sta crescendo a tal punto che non potrà essere risolta da un unico gruppo di paesi: secondo l’ex ministro transalpino, infatti, se dovesse mancare collaborazione, allora ci si troverebbe di fronte a una situazione molto simile a quella degli anni Trenta, prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. In pratica, l’immunità dalla crisi non spetta a nessuno, né alle economie più povere né a quelle emergenti e nemmeno a quelle più ricche, ma bisogna ricordare che questa escalation imporrà di focalizzarsi prima o poi su quanto dovrà essere realizzato.
Standard & Poor’s declassa dieci banche spagnole
Il turno della Spagna è ormai giunto: Standard & Poor’s ha riversato tutta la propria “rabbia” finanziaria nei confronti del credito iberico, provvedendo a declassare il rating di ben dieci banche nazionali: si tratta del risultato dell’applicazione dei nuovi criteri valutativi in questo senso e non è detto che l’agenzia americana possa ritoccare ulteriormente al ribasso questi giudizi nel giro di pochi giorni. Il comunicato è stato molto esplicito, gli istituti coinvolti devono ora far fronte a questa revisione negativa e rimangono ancora sotto osservazione con tutte le implicazioni negative del caso, visto che i rischi sono seri e concreti per il breve termine.
Euro/Dollaro sulla scia dell’azionario recupera terreno
Se l’azionario Europeo (ed Americano) nell’ultima settimana è sceso, allora Euro/Dollaro è proprio crollato; il segnale di ribasso scattato nelle prime ore di contrattazione di Lunedì scorso ha dato il via al down-trend di breve periodo che ha costretto il cross a cedere circa 400 pips in 4 giorni a favore della valuta USA, mentre i cross correlati non hanno dato segni di alcun genere per confermare lo short.
Dopo aver perso durante la giornata di Martedì il supporto a 1.3149 la situazione di medio periodo si è indebolita tanto che si è ricominciato a parlare di un cambio 1:1 con il Dollaro USA che farebbe tirare un respiro di sollievo alle due potenze mondiali (Stati Uniti appunto, e Cina, che detiene una quantità ingente di Dollari USA). Mentre quindi in area Euro si parla di recessione e di rischio dei debiti sovrani, il resto del mondo beneficia della situazione sfavorevole e sembra essere completamente estraneo al momento di tensione, anche se sappiamo che dopo il 2008 non è sicuramente così.
Buona domanda per l’asta dei Btp a cinque anni
Lo spread tra titoli italiani e tedeschi continua ad aumentare, ma comunque una piccola certezza c’è: il medio termine fa ancora gola. Non si spiegherebbe altrimenti l’andamento dell’ultima asta di Buoni del Tesoro Poliennali a cinque anni, la quale ha beneficiato di una domanda che può essere definita “buona” e di rendimenti che sono giunti ai loro massimi storici. Entrando maggiormente nel dettaglio di questa emissione, c’è da dire che l’ammontare complessivo che è stato offerto ha raggiunto i tre miliardi di euro, mentre la richiesta da parte degli investitori è stata superiore, con 4,25 miliardi complessivi. Lo sforamento c’è stato, non eccessivo, ma comunque concreto.
Quarto giorno di ribasso per la rupia indiana
La rupia indiana prosegue imperterrita il proprio declino nei confronti del dollaro americano: ormai si è giunti a un vero e proprio record negativo da questo punto di vista, dato che la valuta asiatica è ormai giunta al suo quarto giorno consecutivo di ribasso. Che cosa sta accadendo di preciso? In pratica, gli investitori sono molto sensibili ai rischi monetari e i timori crescenti in relazione alla crisi del debito sovrano dell’eurozona la fa da padrona, coinvolgendo anche nazioni emergenti e in rampa di lancio come l’India. La moneta verde è così riuscita a battere il suo record precedente nei confronti della rupia, attestandosi a quota 54,21 (giusto un giorno fa questo stesso valore era pari a 53,88 rupie), con dei picchi anche superiori che non si sono però mantenuti nel corso della giornata.
Borse recuperano, spread in salita per motivi tecnici
Il close negativo di ieri sera a Piazza Affari si riflette sull’open di oggi che dopo un’ora di incertezza costringe il Mib al test del supporto a 14580 punti; sul listino italiano le vendite si riversano su Fondiaria-Sai, che peggiora la sua situazione generale allontanando ancora di più gli investitori di medio periodo ed avvicinando invece gli speculatori, seguita da Generali con -2.71% e Diasorin che con -2.59% vede l’intero guadagno dei giorni precedenti al crollo.
A sorpresa a reggere di più è proprio il settore più bersagliato; i bancari infatti guadagnano complessivamente 0.82% e sul listino delle blue-chips abbiamo Banca Popolare di Milano in cima ai migliori con +5.02% seguita da Intesa SanPaolo a +1.74% e Banca MPS a +1.48%. Bene anche Unicredit che guadagna lo 0.48% e sembra volersi allineare al resto del settore durante il proseguo della giornata. Il rimbalzo dell’indice FTSE-Mib in questo momento apre anche le porte per un’eventuale ripresa generale nel pomeriggio che spingerebbe i bancari a sovraperformare il listino lasciando a fine giornata sul grafico un chiaro segnale di ripresa ed inversione di tendenza.
PayPal sfida Groupon nel business delle offerte del giorno
PayPal, celebre sistema di pagamento via internet, oltre che uno dei business più proficui di eBay, rappresenta la sfida maggiore della casa d’aste online a due aziende di rilievo come Groupon e LivinSocial.com nell’ambito dell’offerte giornaliere: in effetti, l’intenzione è quella di mettere a disposizione degli appositi tagliandi e coupon che i clienti potranno utilizzare per gli acquisti di abiti e cellulari. La compagnia tenterà la sua prima incursione nel mondo della telefonia mobile proprio nel corso del primo trimestre del 2012, grazie in particolare a una partnership con ben duecento operatori americani.
Twitter e Gilt si oppongono ai nuovi limiti della Sec
Twitter e Gilt Groupe sono le due principali startup del web di una lunga lista che stanno facendo pressione sul Congresso americano per far passare una legislazione relativa alle regole finanziarie di queste stesse compagnie: come hanno spiegato i due ad delle società, Dick Costolo e Kevin Ryan, la loro opposizione ai nuovi limiti imposti dalla Sec (Securities and Exchange Commission) sarà fortissima, visto che viene di fatto imposto a chi beneficia di oltre cinquecento azionisti di rivelare tutti i dati economici dell’azienda. Il gruppo in questione è convinto che questo numero sia restrittivo e che limiti di fatto la creazione di posti di lavoro in territorio americano, una presa di posizione che emerge chiaramente dalla lettera delle startup al Congresso stesso.
FTSE-Mib oltre 15000 punti a metà seduta
Lieve recupero per il mercato Italiano; dopo un’open incerto che fa’ seguito alla giornata di ieri, sul book di negoziazione sono scattati gli acquisti che hanno riportato in quota l’indice con Diasorin e Prysmian che guidano il rialzo in cima alle Blue-Chips.
Il FTSE-Mib si trova ora poco sopra ai 15000 punti ed è proprio questo il livello di interesse valido per la giornata di oggi. Sotto a questo l’ipotesi di inizio tracy+1 sul bottom del 9 Dicembre vedrebbe si l’avvio di un nuovo ciclo ma con tendenza ribassista, mentre sopra al livello psicologico avremo buone possibilità di vedere un recupero del top del 7 Dicembre con conseguente up-trend di medio periodo.
Fine dell’idillio tra Mediobanca e la famiglia Ligresti
Le decisioni del consiglio di amministrazione di Fondiaria Sai continuano ancora a tenere banco: l’obiettivo che dovrà perseguire la compagnia assicurativa torinese sarà quello di approfondire nel dettaglio quali sono le proposte relative alla possibile patrimonializzazione, le quali dovranno diventare realtà concreta nel breve periodo e potranno anche essere di tipo strutturale. Tale incarico, comunque, spetterà in prima battuta all’amministratore delegato e alla direzione generale del gruppo in questione. Ecco perché si è anche scelto di sfruttare l’operato di un advisor finanziario totalmente indipendente in tal senso, una figura che Fonsai ha individuato nella banca americana Goldman Sachs.
Pessima performance di Intel a Wall Street
Non si può certo parlare di un’ultima giornata positiva per il New York Stock Exchange: il segno meno ha caratterizzato tutti i principali indici azionari di Wall Street, ma non si è trattato di pochi punti, ma di cali di un certo rilievo e che invitano sicuramente a riflettere. In particolare, c’è da rimarcare come il Dow Jones e il Nasdaq siano stati protagonisti di un ribasso identico (-1.3%), mentre l’S&P 500 ha ceduto sul terreno ben 1,5 punti percentuali. Non è un mistero che ormai sia la crisi del debito europeo a dominare i sentimenti americani e queste contrattazioni ne sono una chiara testimonianza.
Bot-Day: esito positivo ma la tensione è alle stelle
Sotto un certo punto di vista possiamo affermare che il Bot-Day è stato un successo; 7 miliardi di Euro di Bot prenotati nei giorni precedenti e quindi collocati oggi, con un calo del rendimento a 5.952% con una domanda che ha superato di gran lunga l’offerta. A guardare solo i numeri effettivamente la giornata dovrebbe essere positiva, ma vedere Piazza Affari in questo momento (-3.16%) confermare la negatività di apertura di giornata costringe a valutare la situazione complessiva.
Anche se i risultati del Bot-Day sono due volte più incoraggianti di quelli del Btp-Day (visto che si trattava in quest’ultimo caso di acquisti sul mercato di titoli già emessi e non prenotazioniper le nuove aste) dobbiamo tenere conto degli orizzonti temporali; nel caso dei Btp (e quindi del famoso spread) noi prendiamo in considerazione titoli a lungo termine (10 anni) che ovviamente scontano le aspettative del momento per il futuro a lungo termine dell’Europa. Nel caso dei Bot invece si tratta di scadenze ad un anno, che per quanto le cose potranno andare male resteranno debiti quasi sicuramente saldati verso gli investitori, mentre da qui a 10 anni le cose potrebbero cambiare radicalmente.