Euro/Dollaro scende dopo minacce di Moody’s

 Mentre la giornata sull’azionario conferma la tensione superficiale che tiene con il fiato sospeso i trader del mondo, con Piazza Affari vicino al -3% e Wall Street che segue, sul Mercato dei cambi Euro/Dollaro accusa le nuove minacce di Moody.

L’agenzia di rating americana torna a puntare il dito verso l’Europa ricordando che entro il primo trimestre del nuovo anno la scure potrebbe toccare nuovi debiti dell’Eurozona che ancora, sempre secondo i loro analisti, sarebbero sopravvalutati.

La notizia tocca direttamente gli investitori che ancora una volta credono alle parole dell’agenzia sul rischio del debito Europeo e cominciano a vendere facendo perdere in poche ore oltre 100 pips che orami sta diventando un range di reazione piuttosto “standard” sul cross.

Dove comprare lingotti d’oro

 Se c’è un investimento considerato “sicuro” ed infallibile è sicuramente quello immobiliare, anche se su queste stesse pagine abbiamo già discusso di come si tende sempre a sottovalutare i problemi legati alla gestione burocrazia ed alla gestione di qualsiasi tipo di edificio, ma sopratutto ai problemi che si hanno senza capitali adeguati da mobilitare. L’alternativa all’investimento in immobili è invece l’acquisto dei beni di rifugio, di cui il massimo esponente è sicuramente l’Oro.

Investire in Oro può essere fatto in modalità molto diverse tra di loro e la grande flessibilità del mercato consente a tutti i portafogli l’ingresso in acquisto, sia che si tratti di beni materiali sia (anzi, sopratutto) che si tratti di beni finanziari. Se da un lato abbiamo infatti il classico acquisto diretto di monete d’oro o meglio ancora di lingotti (che ricordiamo deve essere fatto tramite gli operatori specializzati indicati sul sito della Banca d’Italia) che comprende un servizio di giacenza presso siti dedicati, dall’altro possiamo acquistare l’Oro direttamente seduti da casa tramite il trading on-line; ci sono infatti una serie di prodotti finanziari che hanno un’andamento legato al prezzo dell’Oro;

La folta platea dei finti poveri in Italia

 Che l’evasione fiscale fosse un problema del nostro paese lo si sapeva da diverso tempo, ma avere dei dati e delle conferme così nette fa sempre riflettere: il riferimento non può che andare a quanto stimato dall’Anagrafe Tributaria, un quadro dalle tinte piuttosto evidente per quel che concerne alcune tendenze di fondo. In pratica, l’aggettivo che meglio si addice a molti contribuenti è quello di “finti poveri”. Si tratta di una platea di soggetti che non dichiara più di ventimila euro all’anno, ma che adora anche viaggiare a bordo di auto potenti (le intestazioni complessive in questo caso sono molto vicine ai trenta milioni di redditi Irpef): anche le barche di lusso gli aerei e gli elicotteri, però, contraddistinguono una situazione simile.

La Corea del Sud riduce le previsioni di crescita economica

 Il governo della Corea del Sud si è visto costretto a tagliare le proprie previsioni di crescita economica sia per il 2011 che per il 2012, un riflesso incondizionato dell’attuale momento globale, soprattutto se si pensa alla crisi del debito dell’eurozona: le stime non saranno come quelle dei mesi scorsi, ma la nazione asiatica è intenzionata a rimanere piuttosto conservatrice dal punto di vista tributario, cercando di ottenere come obiettivo principale la stabilità economica. Nel dettaglio, il ministero della Strategia e della Finanza si attende ora una crescita del 3,8% nel corso di quest’anno e del 3,7% nel 2012, ben al di sotto dell’incoraggiante 4,5% di qualche tempo fa. L’outlook, comunque, è stato rivisto leggermente al rialzo.

L’Aduc denuncia i rincari attuati da Ryanair

 I rincari attuati da Ryanair, vettore irlandese celebre per le sue offerte a basso prezzo, sono sotto gli occhi di tutti: al problema si sta interessando soprattutto un’associazione dei consumatori, l’Aduc (Associazione per la Difesa degli Utenti e dei Consumatori), la quale si è anche chiesta se questa nuova politica d’oltremanica possa rappresentare la parola fine per i voli low cost. Gli aumenti tariffari sono specifici e stanno interessando diverse voci della prenotazione online. In particolare, è stato registrato un incremento in merito al trasporto dei bagagli a bordo, visto che questa opzione comporterà a Natale un aggravio da venti a venticinque euro.

Previsioni sull’EFT Leveraged Natural Gas

 L’ETF che replica l’andamento del Gas Naturale negoziabile a Piazza Affari richiama l’attenzione degli investitori che nel lungo periodo puntavano ad un rialzo; se nel 2009 l’ETF ha perso  oltre il 37% del suo valore con un’escursione di prezzo da oltre 2.8 a meno di 0.8, nel 2010 ha addirittura incrementato le perdite consolidando un -73.41%. Il 2011 si appresta a chiudere in tendenza l’anno solare di contrattazioni con un -66.44% attualmente, che se da un lato è una percentuale ben maggiore di quella di due anni fa’, dall’altro ha una minore escursione assoluta di prezzo.

Nel dettaglio, il grafico giornaliero conferma le premesse del 2010 e non lascia segnali positivi per l’anno che sta per iniziare; l’andamento in range avuto nella prima metà dell’anno ha visto un leggero rialzo con una serie di swing di minimo e massimo crescenti, salvo poi crollare dopo la seconda metà di Giugno per arrivare al valore attuale di 0.1069.

Toyota riduce i profitti a causa delle alluvioni thailandesi

 L’utile netto di Toyota Motor deve fare i conti con difficoltà che non sono strettamente collegate all’economia: in effetti, la compagnia automobilistica giapponese è stata costretta a ridimensionare le proprie previsioni finanziarie in merito all’anno fiscale del 2011 a causa delle alluvioni che hanno funestato di recente la Thailandia e che hanno conseguentemente influito in maniera negativa sul sistema produttivo. Nel dettaglio, il colosso nipponico si è ora sbilanciato con un utile pari a 180 miliardi di yen (circa 1,7 miliardi di euro), un totale che è notevolmente inferiore rispetto a quello di appena quattro mesi fa, quando si parlava con entusiasmo di ben 390 miliardi (-54% per la precisione); inoltre, si tratta di una stima più bassa anche dei 401,46 miliardi che gran parte degli analisti si attendevano.

Spread Btp-Bund e Mercato Italiano dopo il meeting di Bruxelles

 L’Europa si divide, si spacca, ma si da’ anche regole ed obiettivi; questo il riassunto di quanto emerge dall’attesissimo vertice di Bruxelles che sembra aver tutto sommato soddisfatto nonostante abbia anche fatto emergere nuovi contrasti tra i Paesi dell’Unione Europea. Abbiamo una differenza notevole tra le diverse situazioni interne, anche se sembra che la voglia di restare uniti ci sia ancora e lo dimostra il fatto che il meeting “piace” ai mercati, almeno per il momento.

Il FTSE-Mib dopo due giornate di seguito fortemente negative recupera terreno dopo un’open leggermente negativa; siamo ora in guadagno a Piazza Affari ed il supporto chiave da controllare in close weekly si aggiorna a quota 15100 punti, sotto i quali il mercato perderà forza e tenterà nuovamente di girare in negativo il tracy+1 corrente.

Inflazione cinese in calo dopo oltre un anno

 L’alta e cronica inflazione cinese sembra finalmente aver trovato un punto di frenata: in effetti, l’indice dei prezzi al consumo della seconda economia mondiale è sceso fino a un inatteso 4,2% a novembre, consentendo quindi a Pechino di favorire il credito e sostenere in maniera adeguata la crescita economica. Secondo il National Bureau of Statistics, sono stati soprattutto i prezzi alimentari a trainare questo ribasso, il quale non veniva registrato da almeno un anno (a ottobre si veleggiava ancora oltre i cinque punti percentuali). Le autorità cinesi saranno quindi incoraggiate da questo dato così promettente, cercando di introdurre maggiore flessibilità nel sistema interno e irrobustendo lo stesso per differenziarlo da quello disastrato dell’eurozona.

Le ipo di Hong Kong sono diventate meno proficue

 Il mercato di Hong Kong sta cominciando a divenire meno appetibile e proficuo per le banche di investimento internazionali: la constatazione può essere fatta alla luce del vero e proprio record di sottoscrittori che stanno gareggiando per quel che concerne le tariffe delle offerte pubbliche iniziali. Le ipo in questione, infatti, dopo essere aumentate a una media del 5,3% bel corso di quest’anno (la percentuale della precedente decade era pari al 3,1%), sono poi state caratterizzate da un rallentamento delle vendite complessive, le quali si sono ridotte fino a un terzo di quelle della Cina e della città di New York.

Mercato Italiano negativo, finito il rally di Natale?

 Mentre molte persone stanno in queste ore dedicando il loro tempo all’Albero di Natale come nelle migliori tradizioni, chi segue i mercati probabilmente non riuscirà a distogliere l’attenzione dai monitor che segnano in questo momento un calo sul FTSE-Mib di circa il 2% del valore. La giornata di ieri, chiusa in leggero recupero (ma in territorio negativo) sembrava lasciasse aperte tutte le possibilità per il close settimanale a cui ci avviciniamo, anche se buona parte degli investitori danno già per finito il rally natalizio sul top proprio di ieri poco sopra a 16000 punti, che resta la resistenza critica da superare in close daily.

Nel breve periodo abbiamo 15500 come punto di resistenza orario oltre il quale il mercato  punterà a recuperare terreno fino a chiudere positivamente la giornata di oggi.

A Natale gli italiani non risparmiano sul cibo

 La crisi economica impera ovunque e più che mai anche nel nostro paese, ma la tradizione sembra avere la meglio in questo periodo di festività natalizie: secondo l’ultima analisi della Coldiretti, la quale si è avvalsa di una approfondita analisi di Deloitte (Xmas Survey 2011 per la precisione), il settore alimentare può ancora contare su richieste importanti da parte dei consumatori, come a dire che ancora non si è pronti per il risparmio vero e proprio. Entrando maggiormente nel dettaglio statistico, c’è da dire che solamente l’11% degli italiani ridimensionerà la propria spesa in cibi per i festeggiamenti ormai sempre più vicini, anzi se ci sarà qualche taglio, andrà a riguardare altri comparti.

Borsa in discesa ma non è colpa del Governo Monti

 Quello che sta accadendo in queste ore sul listino italiano sta destando immediatamente i notiziari che sono pronti ad urlare contro il Governo tecnico piuttosto che prendersela con la Cina che ha declassato il Bel Paese. Tutto questo allarmismo è comunque immotivato se si guarda, come sempre siamo abituati a fare, all’intera Eurozona; a scendere non è solo il Mercato Italiano ma anche quello Tedesco e Francese che seppur contengono le perdite si portano sotto ai supporti di breve per iniziare la fase di correzione. Pensare come al solito di salire sempre è utopistico ed ancora una volta al primo ritracciamento (dopo 7-8 giorni di crescita ininterrotta) i media urlano al disastro. In realtà fin’ora la discesa è del tutto normale dal punto di vista grafico visto che gli indicatori in ipercomprato chiamavano una fase di discesa che stabilizzasse il prezzo ed ecco quindi che oggi i trader prendono profitto dai precedenti rialzi.

Bruxelles indaga sul possibile cartello degli e-book

 Ormai non ci si stupisce più se i cartelli vanno a riguardare tutti i settori: l’ultima indagine a tal proposito è stata condotta a livello continentale dalla Commissione Europea, insospettita dalle situazioni ambigue che si erano venute a creare nell’ambito dei cosiddetti e-book e la loro commercializzazione in territorio comunitario. Che cosa è successo esattamente? Bruxelles ha di fatto avviato una inchiesta formale per accertare l’esistenza o meno di questo cartello, focalizzando la propria attenzione su diverse case editrici: si tratta, nello specifico, della Hachette, della Penguin, della Simon & Schuster, della Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck e della Harper, cinque società piuttosto affermate che si sarebbero rese protagoniste di questa situazione poco chiara.