Citigroup approva una nuova serie di licenziamenti

 L’amministratore delegato di Citigroup, Vikram Pandit, ha individuato il metodo più immediato per rimettere in sesto i profitti della banca americana: purtroppo, si tratta di un metodo che non è indolore, visto che prevede il licenziamento di circa 4.500 dipendenti, un numero davvero impressionante, ma “giustificato” dalle ultime deboli performance aziendali. In effetti, il quarto trimestre di quest’anno sarà caratterizzato per l’istituto da un monte spese pari a quattrocento milioni di dollari, le quali andranno a coinvolgere anche questi tagli del personale. La cifra è di sicuro impatto, soprattutto se si pensa che alla fine di settembre la stessa Citigroup contava circa 267mila dipendenti nella propria struttura.

Monti a Porta a Porta parla degli spread, ecco i grafici

 Ospite in questi minuti della trasmissione televisiva Porta a Porta è Mario Monti che parla della manovra “salva-italia” spiegando anche la situazione che il nuovo Governo si è trovata a dover gestire. Anche se l’argomento centrale dell’intervento non è di certo lo spread Btp-Bund, per spiegare il perchè delle scelte drastiche intavolate dal Governo il Premier è ricorso al famoso indicatore che tiene con il fiato sospeso l’Italia (e non solo).

Durante la trasmissione non c’è stato un supporto “grafico” ma si è detto che “lo spread italiano ha seguito quello greco” e per questo i rischi di diventare la “nuova Grecia” nell’Unione Europea erano e sono ancora altissimi. Proponiamo di seguito quello che non è stato proposto agli spettatori di Porta a Porta, tenendo conto che in arancione abbiamo lo spread Italia-Germania di volta in volta confrontato con quello della Grecia, quello della Spagna ed infine quello della Francia.

Mercato Europeo debole ma Wall Street apre in rialzo

 Se la giornata di ieri è stata segnata fin da subito dall’ampio ritracciamento dello spread Btp-Bund, le contrattazioni di oggi non sembrano riuscire a proseguire il lavoro di stabilizzazione iniziato ieri. Anche se le notizie negative fanno il giro dei notiziari, c’è da dire che il valore del FTSE-Mib è praticamente prossimo al close di ieri e quindi anche se si sta facendo un dramma per un -0.40% la situazione generale resta più che positiva.

Come indicavamo ieri, non ci sono state giornate vere di ritracciamento per lo spread, seguito ormai a livello Europeo. Nella sessione di ieri però il ribasso è stato ampio e determinante anche per i mercati oltre oceano che anche se alla fine hanno chiuso sulla debolezza non hanno oltrepassato i livelli critici. In una giornata come quella di oggi lo spread potrebbe benissimo tornare vicino ai massimi ed invece resta fermo praticamente allo stesso valore di ieri tornando vicino a 370 punti con l’intento di abbandonarli per scendere a 350.

Per la Grecia altri 2,2 miliardi di dollari dall’Fmi

 Il Fondo Monetario Internazionale ha approvato proprio ieri una tranche da 2,2 miliardi di dollari del proprio programma di emergenza per la Grecia, una misura che servirà a scongiurare a tutti i costi un default della nazione ellenica: il via libera dell’organismo di Washington permette in questo modo di finanziare sin da subito il paese, fornendo quindi del tempo prezioso all’Unione Europea per prevenire che la situazione peggiori e il contagio si propaghi all’intera eurozona. Secondo quanto si legge dal comunicato del numero uno del Fondo, Christine Lagarde, Atene deve far fronte a obiettivi piuttosto ambiziosi, tra cui non si può non ricordare la riduzione dell’ampio deficit fiscale.

Nuovi sviluppi nelle trattative sulla holding dei Ligresti

 Il riassetto del debito di Sinergia, una delle principali holding di proprietà della famiglia Ligresti, continua ancora a tenere banco. In particolare, però, è l’intero universo che gravita attorno all’imprenditore siciliano a destare la massima attenzione in ambito finanziario: in effetti, una delle offerte più importanti che sono state ipotizzate e avanzate nel corso della giornata di ieri è stata quella di Marcellino Gavio, impresa intenzionata a rilevare la quota di partecipazione che la stessa famiglia può attualmente vantare in Igli, la società finanziaria che è in grado di controllare quasi un terzo dell’intera Impregilo.

FTSE-Mib positivo e spread in discesa dopo la manovra

 La manovra “salva-italia” (o se si preferisce “la stangata”) sembra essere ben vista dai trader visto che i mercati beneficiano del momento stabilizzando l’andamento delle principali blue-chips e consolidando i rialzi avuti fin’ora con l’abbassamento dello spread tra Btp e Bund.

Proprio quest’ultimo torna intorno ai livelli di Settembre/Ottobre mettendo a segno la prima vera fase di discesa che può rassicurare marginalmente gli investitori. Sul Mib invece a confermare la forza del momento abbiamo il Bancario oltre il 5% di performance positiva con Banca MPS in cima alle blue-chips, seguita da Banco Popolare e Finmeccanica rispettivamente con il 9.49% e l’8.88%. Dal lato opposto abbiamo STM che conferma la sua debolezza particolare insieme ad Ansaldo e Parmalat che seppur in territorio positivo dimostrano ancora una volta la sfiducia degli investitori.

Nuova imposta sul deposito titoli

 Il decreto “salva-italia” presentato dal Governo deve far fronte ad una recessione che per molti è ormai inevitabile e le critiche si sprecano su tutti i fronti; uscire da un momento difficile non lo si fa’ di certo senza calcare la mano, ma quello che la nuova manovra da 30 miliardi intende proporre va’ a toccare una serie di punti che feriscono il morale già basso degli italiani che sentono ancora il peso della crisi sulle loro spalle (quando invece sarebbero i banchieri a doversi fare un esame di coscienza).

Se sotto i riflettori abbiamo i tagli ai costi della politica e le novità sulle pensioni, dall’altro la discussione si sposta sui 10 miliardi previsti per la crescita del Paese che non convincono affatto visto che lo sviluppo dovrebbe essere incentivato puntando sopratutto sulle risorse umane e proponendo un piano di lungo periodo.

La manovra finanziaria del governo Monti

 La presentazione ufficiale è finalmente avvenuta, gli italiani conoscono il contenuto della nuova manovra finanziaria, la prima del governo Monti. Lo stesso premier ha voluto però parlare più propriamente di un decreto, il quale sarà caratterizzato da due elementi principali, il rigore e l’equità. L’importo complessivo del pacchetto di misure ammonta a ventiquattro miliardi di euro: che cosa è stato stabilito di preciso? Anzitutto, si può partire con i costi della politica: il presidente del Consiglio ha affermato che il suo compenso per questo ruolo non sarà incassato, ma soprattutto si è parlato della riduzione delle giunte provinciali.

La Corea del Sud ritocca l’outlook economico del 2012

 Il governo della Corea del Sud sta considerando seriamente di ridurre le proprie previsioni economiche di crescita: il nuovo valore in questione dovrebbe aggirarsi attorno ai quattro punti percentuali per quel che concerne l’intero 2012, un taglio che si è reso necessario a causa dell’inasprimento della crisi finanziaria dell’eurozona e dei suoi possibili rischi di contagio. Seul è dunque realista da questo punto di vista e con tutta probabilità annuncerà le nuove stime in una presentazione ufficiale prevista per il prossimo 12 dicembre. In effetti, non bisogna dimenticare che i coreani dipendono strettamente da molte nazioni europee per quel che concerne le esportazioni, le quali rappresentano ben la metà dell’intera economia nazionale.

Mercato Italiano e Mercato Europeo: il confronto

 L’andamento degli indici nel Vecchio Continente fa’ capo quasi sotto ogni aspetto all’andamento del Dax tedesco, ma ancora di più il mercato che rappresenta l’Europa è l’Eurostoxx, che risulta ancora essere una delle scelte preferite dai trader intraday.

La grande liquidità e l’orario di contrattazione maggiore rispetto all’indice Italiano lo rendono interessante anche sotto l’aspetto operativo, ma quello che più interessa è l’aspetto grafico che permette paragoni con il nostro indice con cui spesso è in divergenza.

In questo momento ad esempio il rialzo iniziato sul bottom del 25 Novembre ha avuto due esiti ben distinti; sul mercato di Milano si è appena raggiunto il top del 16 Novembre ed il ripiego non lascia intravedere niente di buono per l’immediato futuro (il discorso cambia nel lungo periodo, dove l’ultimo rialzo ha aperto la strada alla fase di recupero), ma se andiamo a vedere il mercato Europeo vediamo che il top del 16 Novembre è stato recuperato il 30 Novembre con un movimento rialzista che non ha lasciato spazio a ritracciamenti, neanche nell’ultimo Venerdì di contrattazioni.

Edison conferma tutti i propri target per il 2011

 Edf e Delmi sono ancora alla ricerca dell’accordo giusto per il riassetto di Edison, ma in attesa di questo evento si può conoscere la situazione più attuale dei conti e delle aspettative della spa milanese: qualcuno poteva attendersi dei dati influenzati in maniera negativa da tutta questa incertezza su trattative e intese, in realtà il secondo operatore elettrico del nostro paese deve fare i conti soprattutto con i contratti relativi al gas. Il 2011, quindi, dovrebbe concludersi in maniera piuttosto precisa, con il consiglio di amministrazione del gruppo che ha annunciato di attendersi dei risultati in linea con le previsioni.

In Svezia l’indebitamento non fa più paura

 La Svezia sta riuscendo in un’impresa davvero unica dal punto di vista finanziario: in effetti, il governo di Stoccolma è in procinto di abbassare il costo del proprio indebitamento a livelli molto simili a quelli della Germania. La principale economia scandinava si è infatti posta un obiettivo ben preciso da questo punto di vista, vale a dire il taglio del deficit a un valore più basso di quello della media europea, oltre ovviamente a un rafforzamento deciso della disciplina relativa al proprio sistema bancario. Visto che tutti guardano all’eurozona come la principale fonte del contagio, l’area nordica si vuole presentare invece come un porto sicuro in cui approdare, una visione condivisa da molti analisti finanziari.

Disoccupazione USA migliore delle attese alimenta il rialzo

 Dopo il rally a seguito del maxi-intervento a sorpresa delle Banche Centrali a sostegno del credito avevamo parlato di una giornata di assestamento che non destava troppi sospetti visto che il settore di interesse (quello bancario appunto) sul listino Italiano non dava assolutamente segni di cedimento. La conferma è arrivata questa mattina quando fin dai primi scambi il mercato ha dimostrato ancora una grande forza rialzista che ha costretto all’apertura in gap-up ed al proseguo immediato del rialzo annunciando un close settimanale sopra ogni aspettativa.

A sostegno di una giornata che poteva essere incerta tanto quanto quella di ieri abbiamo i dati riguardo la disoccupazione USA che scende a sorpresa da 9 a 8.6% cioè il minimo della fase post-recessione precedente da cui è iniziato il recupero. Ora la prova del nove saranno ovviamente i consumi; la tensione sui mercati e l’incertezza (di cui è aumentata solo la percezione) per il futuro costringono le famiglie medie a “tagli” drastici anche riguardo le festività e per questo il Natale 2011 sarà un indicatore fondamentale per capire quando la fase di crisi durerà e se c’è possibilità nell’immediato di uscirne.

L’Abi è fiduciosa anche sull’esito del Bot Day

 Il Btp Day di pochi giorni fa ha avuto un buon successo, dunque l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) non può che cavalcare quest’onda così proficua: non è quindi un caso se per il prossimo 12 dicembre sia stata nuovamente rilanciata l’iniziativa del Bot Day, con i Buoni Ordinari del Tesoro che diventeranno gli assoluti protagonisti delle contrattazioni. Il riferimento della manifestazione andrà ai titoli a un anno, dunque in scadenza il 14 dicembre del 2012, con le agevolazioni che si sono impegnati a garantire gli istituti di credito del nostro paese. L’asta in questione, inoltre, beneficerà di importanti sostegni, come ad esempio quello dell’Aiaf (l’associazione che raggruppa gli analisti finanziari), l’Assiom Forex (gli operatori dei mercati per intenderci) e l’Assosim (gli intermediari finanziari).