Piazza Affari: cosa succederà domani mattina?

 L’ottava conclusa è stata da cardiopalma e buona parte dei trade dei privati sono ancora aperti, probabilmente in perdita, nella speranza che il mercato tornerà sui livelli pre-gap down. La scelta di mantenere i long, se Martedì sera poteva sembrare estremamente azzardata, in questo momento non è poi così distante da quello che gli indicatori tecnici “consigliano”; la discesa di Venerdì rientra perfettamente nei parametri ciclici che vedono un nuovo tracy+1 iniziato sul minimo di Mercoledì che ora ha appena conluso il suo primo sotto-ciclo a 2 giorni ed attende il prossimo swing-up per tornare a salire, anche se di poco.

L’acquisto sulla debolezza domani in apertura potrà avvenire intorno a 15300, mentre sotto a questa quota bisognerà correre ai ripari (possibilmente con opzioni, se non si vogliono chiudere i sottostanti in perdita) perchè il tracy+1 potrebbe girare in negativo e spingere il mercato sotto 14500 in pochi giorni, sull’onda di un nuovo sell-off generale guidato dai bancari.

Bce: gli effetti del taglio dei tassi da parte di Draghi

 Mario Draghi non poteva esordire con una mossa più sorprendente nel suo nuovo ruolo di presidente della Banca Centrale Europea: la sua decisione di tagliare i tassi di interesse di riferimento di 0,25 punti percentuali rappresenta un segno di continuità con le ultime mosse del suo predecessore, Jean-Claude Trichet, ma ha ricevuto sia critiche che consensi. Secondo una parte della stampa tedesca, il titolare dell’Eurotower di Francoforte è stato coraggioso e saggio, ma inglesi e americani hanno invece parlato di eccessivo conservatorismo. Che effetti sta producendo questa sua prima scelta? Lo spread tra Bund tedeschi e i nostri Btp non può essere intaccato più di tanto, visto che è compito del governo italiano provvedere a una sua riduzione.

L’Irlanda programma un’austerity da 12,4 miliardi di euro

 Si parla moltissimo di Grecia in questi giorni, dimenticando un altro membro dell’eurozona che non se la passa certo meglio: si tratta dell’Irlanda, paese che ha programmato delle misure di austerity da ben 12,4 miliardi di euro relative ai prossimi quattro anni, insieme a un programma fiscale che possa ridurre in maniera adeguata il deficit e isolare Dublino dal contagio ellenico. Il Medium-Term Fiscal Statement del ministro delle Finanze Michael Noonan ha dei termini ben precisi dal punto di vista temporale, visto che include un aggiustamento del debito nel 2012 per un importo totale di 3,8 miliardi, oltre a un taglio delle previsioni di crescita sempre per il prossimo anno che sarà compreso tra l’1,6 e il 2,5%.

Piazza Affari: debole dopo la chiusura del gap

 Il raggiungimento della resistenza intorno a quota 16000 ha avuto l’effetto che ci si aspettava; la chiusura del gap è avvenuta dopo il recupero di quota 15250 che ora diventa il supporto da controllare in close daily mentre il mercato ritraccia lentamente andando a disegnare lo swing ribassista che misurerà l’eventuale discesa.

L’impossibilità di superare i 16000 è data probabilmente da un conteggio ciclico ribassista che costringe a prendere in considerazione seriamente l’ipotesi che non vedremo un recupero di ampio range per un certo periodo; sopra alla resistenza le previsioni invertono per un ritorno oltre 17000 in tempi brevissimi, ma fintato chè il mercato resterà sotto il target resta il minimo di questa ottava vicino a 14750 per poi scendere fino a 14000 che è l’ultima soglia critica pre-crisi al momento.

Lufthansa cede a British Airways l’unità britannica Bmi

 L’accordo è ancora nella fase di bozza, ma è pur sempre un inizio: la compagnia aerea tedesca Lufthansa è pronta a vendere la sua unità britannica Bmi (l’acronimo sta per British Midland International) direttamente alla British Airways. Secondo alcune indiscrezioni, i due colossi dei cieli sono ormai giunti alle fasi conclusi dei loro negoziati. Una sorta di memorandum relativo alle principali operazioni di vendita è stato già firmato in tal senso è verrà chiuso probabilmente entro la fine di questa settimana, proprio in concomitanza con l’annuncio dei guadagni da parte della International Airlines Group (il gruppo sorto quest’anno dalla fusione della stessa Ba e Iberia). Perché il colosso teutonico ha cercato con tanta insistenza un acquirente?

Parmalat, il titolo è ancora molto debole a Piazza Affari

 Non si sentiva parlare da molto tempo delle quotazioni e delle vicende di Parmalat: come se la passa attualmente l’azienda di Collecchio? Le vicissitudini legate all’acquisizione da parte di Lactalis sembrano lontanissime, la situazione attuale è improntata senza dubbio al pessimismo, visto che le ultime contrattazioni del titolo sono state piuttosto deboli. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che i listini hanno fatto registrare un calo lieve, ma pur sempre un declino (0,13 punti percentuali in meno per la precisione), con il titolo azionario che si è attestato a quota 1,571 euro. Questo vuol dire che Parmalat si trova in grossa difficoltà quando si trova ad affrontare le pressioni al ribasso.

Piazza Affari: giornata positiva, gap chiuso

 Piazza Affari si avvia al close in territorio positivo, dopo il recupero record di oggi in seguito al crollo di 2 giorni fa’; le probabilità che l’ottava possa chiudere sopra il bottom vicino a 14750 (supporto di lungo periodo) sono buone, ma questo non vuol dire che la paura sul mercato è finita. L’andamento dei rendimenti dei Btp e del differenziale con il Bund tedesco rendono bene l’idea sul periodo che stiamo affrontando e la noncuranza dei richiami da parte dell’Italia sulle richieste dell’Eurotower riguardo le misure anti-crisi peggiora il quadro generale in cui siamo inseriti costringendo a considerare il rialzo attuale come preparazione ad una nuova fase ribassista.

La perdita in close giornaliero di 15500, decisamente improbabile arrivati a questo punto, anticiperà la negatività ad oggi, mentre un close superiore seguito da una chiusura negativa del Dow Jones potrebbe far comparire un nuovo gap in open domani mattina che aumenterebbe la volatilità di breve temporeggiando sull’uscita direzionale.

Fed: Bernanke pensa a un nuovo stimolo monetario

 Il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha deciso di aggiungere un nuovo stimolo monetario a quelli già avviati per l’economia americana: il provvedimento in questione potrebbe essere necessario soprattutto per rendere meno oppressivo il tasso di disoccupazione, visto che numerosi policy makers hanno preventivato una lieve accelerazione della crescita per quel che concerne quest’ultimo trimestre del 2011. Tutte le azioni potenziali, comunque, sono già sul tavolo, tra cui si po’ citare il terzo round di acquisti dei titoli, aumentando in questa maniera il periodo in cui vengono adottati dei tassi di interesse così bassi.

Cambio euro-dollaro, ancora tensioni e dubbi

 Le pressioni e le tensioni non vogliono affatto abbandonare l’euro e le sue quotazioni. In effetti, la valuta europea sta facendo registrare i livelli più bassi delle ultime tre settimane nei confronti del dollaro e ci sono ovviamente vari elementi che spiegano molto bene questa situazione così particolare: anzitutto, l’imprevisto referendum indetto dalla Grecia sugli aiuti dell’Unione Europea non poteva non influire in maniera negativa, anche perché questo argomento riguarda molto da vicino il cosiddetto fondo salva-stati e le varie misure di austerità che dovrebbero essere adottate dal governo di Atene.

Piazza Affari: rimbalzo tecnico dopo il crollo

 Il listino di Milano guadagna circa l’1% intorno alle 3 di pomeriggio, avviandosi ad una chiusura “anonima” senza segnali particolari sul grafico orario. Questa è la situazione post-crollo, ed anche se in open una long black candle ha fatto temere il peggio i trader intraday sembrano aver mantenuto la calma puntando al gap da chiudere rimasto aperto tra circa 15600 e 16000 punti.

La giornata di ieri, lo ricordiamo, è una di quelle che fa’ discutere i telegiornali alla sera con titoli che gettano ancora più nel panico gli investitori e confondono le idee; la colpa del ribasso particolarmente accentuato è stata data ad esempio a sviluppi politici in Grecia da qualcuno, mentre altri si sono accaniti sui titoli di Stato ed il loro differenziale con il Bund (che, ricordiamo, è una conseguenza della sfiducia, non la causa). La verità ancora non è chiara ma di certo il sorvegliato speciale resta il settore bancario, vittima negli ultimi anni di diverse accuse sulla trasparenza nell’operato.

La crisi economica europea fa collassare MF Global

 Come è successo tre anni fa, anche questa crisi economica comincia a mietere le prime vittime. In questo caso si tratta di Man Financial Global Holdings Limited, broker newyorkese attivo soprattutto nella progettazione di strumenti derivati (in primis futures e opzioni), la cui bancarotta potrebbe ora erodere ulteriormente la fiducia degli investitori. Quali conseguenze vi saranno stavolta? Il gruppo americano è riuscito a far registrare l’ottavo default più grande di tutta la storia degli Stati Uniti, dopo aver fallito nella sua ultima missione volta a ricercare in maniera disperata un acquirente.

Argentina, una nuova crisi finanziaria all’orizzonte

 È impossibile non piangere per l’Argentina, come veniva cantato nel celebre film “Evita” di Alan Parker: la nazione sudamericana ha conosciuto da pochi giorni il suo nuovo presidente, una conferma visto che è stata rieletta Cristina Kirchner, ma non è più tempo per festeggiare, ma per preoccuparsi a causa della crisi finanziaria. Come si spiega una nuova congiuntura negativa dopo i problemi di un decennio fa e la lenta risalita? La stabilità politica è stata assicurata e questo risultato è stato ottenuto proprio grazie alla crescita economica del paese, qualcosa di impensabile dopo il disastro dei tristemente famosi “Tango Bond”.

Piazza Affari: disastro in open, Mib cede oltre il 5%

 Gap-down di quasi 400 punti e poi discesa per altri 600; questo è l’inizio di Novembre 2011 a Milano, con il FTSE-Mib che cede oltre il 5% in una giornata estremamente rossa. Anche oggi è facile indovinare chi è la zavorra; il settore bancario cede nel complesso quasi il 10%, come Unicredit singolarmente mentre Intesa sorpassa il 13% di perdita in poche ore. Malissimo anche Fiat che cede il 7.43% seguita a ruota da STM con -6.60% e Eni ed Enel stabili intorno al 4% (e forse proprio queste due sono le uniche che nel pomeriggio potrebbero “sorprendere” tornando vicino alla parità).

Grecia: Papandreou propone un referendum sugli aiuti Ue

 La situazione che si vive attualmente in Grecia è tra le più confuse e incerte dal punto di vista economico e sociale: gli scioperi e i disordini sono all’ordine del giorno, nessuno riesce ad accettare le severe misure di austerity, il duro prezzo da pagare per la crisi del debito sovrano. Si può spiegare soltanto con la volontà di placare tutto questo l’ultimo intervento del primo ministro ellenico George Papandreou, il quale è intenzionato a dar vita a un referendum sull’intesa che è stata raggiunta con i creditori nel corso dell’ultimo meeting dell’Unione Europea.