Piazza Affari: open negativo sul FTSE-Mib, paura sui titoli di Stato Italiani

 Avvio di ottava decisamente negativo a Piazza Affari dove il Mib apre le contrattazioni in gap-down appena al di sotto della soglia critica di 16500 punti per poi scendere verticalmente la seconda ora lasciando sul campo almnoe 250 punti.

La paura di recessione diventa sempre più concreta e l’accostamento che paragona Italia e Grecia spaventa gli investitori di tutto il Mondo; il ritorno dello spread Btp-Bund verso i massimi assoluti è ovviamente la prima conseguenza delle voci sui problemi italiani e nella giornata oggi il differenziale si aggira sopra a quota 400 minacciando di salire ancora, con i rendimenti dei BTP arrivati oltre il 6%.

Il Giappone acquisirà nuovi bond dell’Efsf

 Tokyo e Bruxelles non sono state mai così vicine, gli svariati chilometri che separano le due capitali sono praticamente cancellati dalle necessità finanziarie di questi ultimi tempi: in effetti, come è stato confermato da alcuni dirigenti del Ministero delle Finanze del Giappone, la nazione asiatica è pronta ad acquisire una nuova serie di titoli obbligazionari relativi all’European Financial Stability Facility (il meccanismo meglio noto come “fondo salva-stati”), anche se in questa occasione non dovrebbe essere mantenuto il medesimo tasso utilizzato in precedenza. Il dicastero in questione ha fatto sapere di aver raggiunto un importante accordo con Klaus Regling, il direttore esecutivo del fondo, col risultato che i bond in questione godranno quindi di una sorte importante.

Groupon: l’Ipo servirà per ricercare denaro cash

 Groupon Incorporated, sito web celebre per le sue offerte e i suoi sconti su ristoranti e viaggi, ha deciso di avviare la propria offerta pubblica iniziale, ma tale scelta viene ora letta più come una necessità; in effetti, questa stessa compagnia è alla disperata ricerca di denaro cash per mantenere intatta la propria crescita e per raggiungere il numero di azionisti necessari. Nel dettaglio, Groupon sta tentando di raggranellare fino a 540 milioni di dollari, denaro che verrebbe utilizzato per almeno un anno, anche se il bisogno di liquidità è stato seccamente smentito dai vertici aziendali. Tra l’altro, i costi del marketing sono cresciuti di ben trentasette punti percentuali nel corso dell’ultimo trimestre, quindi bisogna tenere conto anche di questo fattore.

Occupy Germany: le proteste di Berlino e Francoforte

 Il fenomeno delle proteste “Occupy” si estende sempre più a macchia d’olio e sta coinvolgendo ora un paese in cui sono presenti diversi simboli economici contro cui scagliarsi: si tratta della Germania, la cosiddetta “locomotiva d’Europa”, in cui gli indignati stanno dando vita alle loro dimostrazioni da almeno tre settimane consecutive, anche se non con la stessa intensità che si nota altrove. Le città principali in tal senso sono la capitale Berlino e, ovviamente, Francoforte, in cui ha sede la Borsa tedesca, ma soprattutto la Banca Centrale Europea, due dei bersagli più gettonati. Le richieste sono esplicite e chiare: Occupy Germany vuole infatti puntare su una finanza più trasparente e sull’aumento degli stipendi, sempre all’insegna del consueto slogan adottato dai “colleghi” americani, vale a dire “Siamo il 99%”.

Smartphone: Samsung sorpassa Apple nelle vendite

 In pochi se lo attendevano, ma il terzo trimestre di quest’anno è stato caratterizzato dal sorpasso di Samsung Electronics ai danni di Apple per quel che concerne la vendita di smartphone: a questo punto, si può parlare di una delle “battaglie” aziendali più accanite dal punto di vista legale e tecnologico. Nel dettaglio, tra luglio e settembre scorsi, il colosso coreano è riuscito a realizzare la cessione di ben 27,8 milioni di questi telefonini, conquistando dunque il 23,8% del mercato totale; i 17,1 milioni di esemplari della Apple, invece, rappresentano “soltanto” il 14,6% del settore in questione, con la compagnia di Cupertino che si è quindi dovuta accontentare di uno scomodo secondo posto.

Piazza Affari: arriva il ritracciamento, debole il bancario

 Puntuale arriva il ritracciamento a Piazza Affari, ben visibile sul grafico orario nella sua forma; la costanza della discesa disegna un solo swing ribassista che lentamente ridimensiona i guadagni della giornata di ieri portandosi poco sotto al 50% del range di estensione tra l’apertura e la chiusura di Giovedì scorso. Nonostante la performance sia di -1.75% (-1.51% invece per il derivato del FTSE-Mib) la situazione non preoccupa ancora molto; anche se le aste di titoli di Stato del Tesoro sono state disastrose non sono queste a ridimensionare il valore del Mib in chiusura di ottava. Non stupisce infatti che i rendimenti delle emissioni siano superiori alla norma ed il mercato aveva già scontato questa possibilità diventata certezza nelle ultime ore. Quello che invece affonda l’indice sono i bancari come ben si “legge” guardando la classifica dei peggiori; in fondo a questa troviamo Banca Popolare di Milano che cede l’8% e si conferma il più volatile del settore seguita da Banca Popolare dell’Emilia Romagna che cede invece il 6.57%. Sempre oltre il 2% di perdita abbiamo invece Ubi Banca, Mediolanum, Unicredit, Banca MPS e Banco Popolare.

Occupytheurl, gli indignati americani finiscono sul web

 Gli “indignados” di tutto il mondo posso riempire non solo le piazze reali per far valere i loro diritti, ma anche quelle presenti sul web: l’intento di Occupytheurl.com è sostanzialmente quello di aumentare le dimensioni del fenomeno, sfruttando al massimo al web e la sua capacità di fare presa tra la gente, soprattutto tra i più giovani. Il sito in questione, infatti, è composto di una sola pagina e si può inserire l’url in un apposito riquadro per entrare a far parte della già vasta comunità. Come è noto, Occupy Wall Street è forse la protesta più nota e meglio organizzata da questo punto di vista, ma anche altre città americane sono interessate dalle stesse contestazioni e questo mezzo elettronico vuole rappresentare un ideale sostegno.

Sony ed Ericsson, la joint venture è al capolinea?

 Sony Corporation ha trovato l’accordo definitivo per l’acquisizione della quota del 50% di Ericsson Ab: il riferimento non può che andare alla celebre joint venture creata dieci anni fa dalle due compagnie in ambito telefonico, con l’obiettivo, in questa occasione, di integrare il business degli smartphone con nuove offerte. Il colosso svedese potrà così ottenere ben 1,05 miliardi di euro in denaro cash per le proprie azioni nella Sony Ericsson Mobile Communications Ab, come annunciato nelle ultime ore dalla compagnia di Stoccolma.

Piazza Affari: super-rally di fine ottava, close vicino ai massimi

 La giornata di oggi è estremamente positiva sotto quasi tutti i punti di vista sui mercati; un rialzo simile è indice sicuramente di grande forza nonostante il gap-up può far pensare ad un ritorno verso la “finestra di prezzo” almeno per chiudere il “buco” sul grafico. Sotto a quota 16700 i rischi di un ritorno verso il basso aumentano esponenzialmente, ma quello a cui si assisterebbe è per il momento una semplice chiusura di gap visto che con i movimenti di oggi sui grafici intraday le aspettative di medio periodo cambiano drasticamente.

La positività di oggi infatti (che vede il Mib guadagnare oltre il 5%) oltre una serie di pattern di continuazione sul grafico orario vanta anche un listino particolarmente incoraggiante visto che l’unico titolo negativo è Lottomatica che cede l’1.36%; il settore bancario trascina al rialzo invece le blue-chips con un guadagno complessivo di quasi il 7%, che insieme a Fiat, Enel ed Eni completano il quadro della giornata di oggi che sta per chiudersi nell’ottimismo più verde degli ultimi tempi. 

Boeing, terzo trimestre trainato dalle vendite

 Boeing Company, la maggiore compagnia americana per quel che concerne la costruzione di aeromobili, ha diffuso i dati relativi alla chiusura del proprio terzo trimestre: l’arco temporale compreso tra gli scorsi mesi di luglio e settembre è stato caratterizzato, in particolare, da un utile netto pari a 1,098 miliardi di dollari, un totale che consente di garantire un valore di 1,46 dollari per ogni singolo titolo azionario. Se poi si vuole effettuare un confronto col passato più recente, c’è da dire che nello stesso identico periodo del 2010 l’utile in questione era molto più basso, circa 837 milioni di dollari (per la precisione 1,12 dollari per azione).

Bpm, resi noti i componenti del Consiglio di Gestione

 Tira una forte aria di nomine e riunioni in casa Banca Popolare di Milano: l’istituto lombardo sta infatti assistendo alla composizione dei principali consigli, dopo alcune rinunce e candidature che sono state avanzate. In particolare, la giornata di ieri è stata caratterizzata dalla prima riunione in assoluto del Consiglio di Sorveglianza. Che cosa è stato deciso nello specifico? L’attuale consiglio in questione viene presieduto da Filippo Annunziata, con ben due vice-presidenti e una serie infinita di consiglieri; le decisioni più importanti hanno riguardato la composizione dei vari comitati interni, vale a dire quello per il controllo e quello per la revisione contabile, senza dimenticare il comitato per le nomine e quello per la remunerazione.

Piazza Affari: FTSE-Mib recupera nonostante la negatività di Wall Street

 Strano ma vero; la tenuta di ieri confermata con una formazione che viene chiamata Pin-Bar alle ore 15:00 della giornata di ieri rilancia verso l’alto l’indice italiano che si appresta a chiudere la giornata sopra la parità. Dopo aver recuperato la statica minore a 16125 il Mib è ora pronto per chiudere la giornata oltre a 16250 punti mentre il Dow Jones dà seguito all’analisi ciclica che richiede in questo momento un close di trady+1.

La stranezza stà semplicemente nel fatto che di solito è l’indice italiano (insieme a quelli Europei) a sfruttare ogni singola chiusura ciclica per ritracciare il prezzo e tornare su livelli bassi scendendo molto di più in proporzione al Dow Jones;

Fmi, la partecipazione all’Efsf non è impossibile

 Il cosiddetto “fondo salva-stati” (noto anche come European Financial Stability Facility) sta tentando di potenziare il proprio raggio di intervento, magari accompagnandosi ad altri strumenti e veicoli: uno di questi è lo Spiv (un veicolo speciale di investimento), del quale potrebbe far parte persino il Fondo Monetario Internazionale. L’indiscrezione è giunta direttamente da alcuni funzionari dell’area dell’euro, i quali si sono detti alquanto possibilisti. L’organo sorto a Bretton Woods ha comunque soltanto ipotizzato questa sua partecipazione, ma finora non vi è ancora una decisione ufficiale e precisa, tutto dipenderà dalle varie misure che saranno adottate.

Yen-dollaro: record storico per la valuta nipponica

 Gli ultimi livelli toccati dallo yen nei confronti del dollaro sono a dir poco storici: in effetti, la valuta nipponica non raggiungeva simili quotazioni almeno dal secondo dopoguerra, tanto da riuscire a rialzare le proprie stime anche nei riguardai delle altre controparti valutarie, a causa soprattutto della crisi del debito che non abbandona ancora l’Europa. Ad esempio, il dollaro canadese ha mostrato segni di rallentamento per la prima volta negli ultimi quattro giorni nei confronti con la moneta verde, visto che la Banca Centrale del Canada ha provveduto a rivedere al ribasso il proprio outlook relativo alla crescita.