Previsioni prezzo Caffè 2012

 Un’altra commodities interessante è sicuramente quella sul Caffè, anche se nel 2011 non è stata particolarmente al centro dell’attenzione. Ma facciamo un passo indietro prima; i top multipli intorno a quota 300 lasciano pochi dubbi sul valore annuale di questo livello statico, che per ben 5 volte negli ultimi 40 anni ha respinto il mercato costringendolo a ripiegare verso il supporto storico a quota 50, non sempre raggiunto.

Le fasi ascendenti e discendenti si somigliano molto e si ripetono ciclicamente ad intervalli irregolari; la forma degli swing però resta sempre quella classica assimilabile alle “bolle speculative” e quello che è successo tra il 2010 ed il 2011 non è da meno.

Commodities: Corn Soybean e Wheat virano al ribasso

 L’andamento delle commodities principali è più o meno sempre orientato nella stessa direzione anche se l’entità dei movimenti cambia notevolmente, tanto che vengono a disegnarsi divergenze evidenti sugli swing di massimo e minimo.

La corrispondenza temporale è però rispettata e l’analisi grafica delinea i livelli di interesse per il prossimo futuro;  il future sul Corn ha disegnato un massimo inferiore a quello di Giugno scorso prima di scendere sotto a quota 650 punti. Nell’immediato proprio questa statica diventa resistenza da superare in close daily per innescare il recupero verso il top di Agosto, mentre la perdita di 600 invertirà le aspettative allineando il prezzo del Corn agli altri 2 futures.

Rame: si preannuncia un’offerta piuttosto debole nel 2012

 L’offerta globale di rame continuerà a rimanere piuttosto bassa anche per tutto il corso del 2012: questo vuol dire che il trend attuale, improntato a un preoccupante ribasso, sarà caratterizzato da tre anni consecutivi di durata, visto che la domanda, soprattutto da parte della Cina, sta gonfiando notevolmente i prezzi. In effetti, le richieste dovrebbero essere superiori alle offerte di 495mila tonnellate complessive quest’anno, il deficit più consistente dal 2004 ad oggi, mentre soltanto 365 giorni fa questo stesso dato si era attestato a quota 214mila tonnellate. L’allarme in questione è stato lanciato da Pan Pacific Copper Company, il maggior produttore di rame di tutto il Giappone. Ora si attende un’ulteriore contrazione di 31mila tonnellate.

Prezzi oro: 1.800 dollari per un’oncia

 In questo momento per comprare un’oncia d’oro ci vogliono la bellezza di 1.800 dollari americani. Se i possessori di titoli azionari si stanno in questo momento leccando le ferite a causa di un panic selling come non si vedeva dai tempi del fallimento della Lehman Brothers, gli investitori ed i possessori del metallo giallo se la ridono di gusto.

Materie Prime: meno investimenti sul Soybean

 Il future sul Soybean cede terreno dopo la compressione di lungo periodo che ha costretto il grafico daily a 6 mesi di lateralità; l’uscita rialzista di inizio Giugno non ha prodotto il risultato atteso dai più visto che il test di ritorno è fallito con il rientro nel triangolo e l’avvio di una fase discendente ancora in corso.

Argento: gli alti prezzi mettono in difficoltà l’industria solare

 Il costante aumento dei prezzi dell’argento non si coniuga bene con l’industria solare: in effetti, sono proprio questi incrementi che impediscono al comparto “green” di competere in maniera adeguata con i combustibili fossili. Il motivo di questa correlazione è presto detto, i produttori di pannelli solari consumano circa l’11% dell’intera scorta mondiale del prezioso metallo, così da ottenere una perfetta elettricità, ma il fatto che l’attuale quota sia giunta fino a 35,30 dollari l’oncia (lo scorso anno il prezzo era di poco superiore ai venti dollari) la dice lunga sulle difficoltà di approvvigionamento.

Materie prime: prezzi agricoli, forti oscillazioni

 Nei primi tre mesi del corrente anno l’indice dei prezzi agricoli ha fatto registrare in Italia un rialzo congiunturale del 3,5%. Questo in base alle rilevazioni provvisorie dell’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, ma secondo la Confagricoltura, considerando la tendenza attuale dei prezzi dei prodotti agricoli, i rialzi del Q1 2011 sono purtroppo già un ricordo. Questo perché le ultimissime stime dell’Ismea a valere sullo scorso mese di aprile, parlano di una nuova corposa flessione dei prezzi dei prodotti agricoli su base mensile; questo soprattutto a causa del crollo dei prezzi delle coltivazioni vegetali con un secco -7,9%.