Ma voi li volete dare i vostri soldi per tenere in piedi Alitalia?

Penso che la la vicenda Alitalia abbia ricevuto più attenzione dai media di quanta in realtà gliene dedicassero gli italiani. Penso anche che alle grandi firme dei quotidiani e ai direttori dei telegiornali sarebbe bastato andare al bar a prendere un caffè ed ascoltare un attimo per capire che alla fin fine di avere una compagnia aerea nazionale non è che fosse ritenuto indispensabile da tutti.

Alitalia negli ultimi anni è costata tanto e i soldi per mantenerla in vita sono stati prelevati ovviamente dalle tasche degli italiani, si parla di 5 miliardi di euro per tenere in piedi un’azienda che serviva per mettere a lavorare il figlio di tizio o il tale con il tesserino del partito di turno. E noi? Chi volava più con Alitalia? Sarà che sono giovane e le mie finanze non mi permettono altro, ma non riesco a ricordare l’ultima volta che ho volato con Alitalia.

Ed ora il Governo ha approvato questo prestito ponte di ben 300 milioni di euro, perchè le casse di Alitalia sono ormai quasi vuote e affinchè arrivi una nuova offerta c’è bisogno di tempo perchè una cordata o un’altra compagnia aerea faccia i suoi conti e valuti la convenienza dell’affare.

Alitalia: ci sono novità?

L’ultima volta che abbiamo parlato di Alitalia Spinetta se ne era tornato in Francia sbattendo la porta ai sindacati, i sindacati, “colpevoli” forse di aver avanzato troppe richieste scaricavano le colpe sul governo, il governo parlava già di commissariamento e Silvio Berlusconi “tranquillizzava” tutti assicurando un Alitalia italiana.

Non è trascorso così tanto tempo ma il contesto è decisamente cambiato. Silvio Berlusconi, come tutti sappiamo, è nuovamente presidente del Consiglio e Alitalia…Alitalia? In poche parole “in corsa” ci sarebbero Air One, Aeroflot e AirFrance, ma quest’ultima a livello paritario.

Cerchiamo di fare chiarezza un passo per volta. Per quanto riguarda Air France l’ipotesi di un’acquisizione è sempre possibile e Berlusconi non vuole accantonarla, anzi incontrerà Sarkozy e cercherà mediare per far sì che Air France torni sui suoi passi e si torni a trattare. Aeroflot è una compagnia russa di cui Berlusconi avrebbe parlato con Putin in Sardegna. Da Mosca però arrivano smentite, peraltro direttamente dal direttore generale della compagnia aerea, il quale nega l’intenzione di partecipare ad una nuova gara per la compagnia italiana, poichè dalle informazioni in loro possesso non sarebbe affatto conveniente ( e chi lo biasima?).

Le elezioni e la Borsa: come ha reagito Piazza Affari e i titoli su cui puntare con il governo di centro destra

La Borsa tradizionalmente è influenzata da ciò che accade non solo a livello economico ma anche politico: come avrebbe potuto rimanere indifferente alle elezioni? Il pericolo maggiore è stato scongiurato perchè ai mercati tutto poteva andare bene tranne un pareggio, perchè i mercati avevano bisogni di stabilità. Per il resto non importa chi vince, la finanza è talmente ormai proiettata sulle questioni internazionali che la politica “locale” conta poco.

Quando ieri i primi exit poll hanno fatto credere che lo scarto potesse essere minimo la Borsa è scesa del 1%, anche se va detto che già prima i mercati erano al ribasso. Nell’afterhours quando ormai era sicuro il Berlusconi III i titoli che attorno a lui orbitano sono andati in controtendenza: Mediaset ha guadagnato il 2% a 6,16 euro, Mediolanum l’1,42% e Mondadori il 2,13%.

Euromobiliare si è spinta ancora più in là e ha individuato i titoli che dovrebbero beneficiare dell’insediamento del nuovo governo di centro destra.

La crisi delle compagnie aeree: in Usa ne sono fallite altre quattro

Sappiamo tutti come stanno le cose per Alitalia, vi abbiamo informato anche sulle difficoltà finanziarie di Ryanair. Ebbene anche in Usa le compagnie aeree faticano e non poco: nel giro di poco tempo ne sono fallite tre, Skybus Airlines, Aloha Airlines e ATA Airlines.

La prima in ordine cronologico è stata la Aloha Airlines, una compagnia hawaiana, che ha dichiarato bancarotta ed il 31 marzo ha sospeso i propri voli. Per continuare a volare avrebbero avuto bisogno di un compratore, ma nessuno si è fatto avanti. Nella compagnia lavoravano circa 18 mila dipendenti adesso tutti mandati a casa. A mettere in difficoltà la compagnia aerea la concorrenza delle compagnie low cost, la crisi dell’economia americana ed il prezzo del carburante.

Poco dopo è toccato ad Ata Airlines: la compagnia di Indianapolis ha sospeso tutti i voli e la causa, almeno secondo quanto riferiscono, sarebbe la perdita di un contratto per il trasporto charter di personale militare.

Air France lascia, è il momento della verità: sotto a chi tocca

Spinetta ha abbandonato ieri il tavolo delle trattative e il presidente Alitalia Prato ha ammesso che ora “per salvare Alitalia ci vorrebbe un esorcista” e si è dimesso. Ho sentito questa mattina il presidente della Uil Angeletti accusare il governo di aver lasciato i sindacati liberi di trattare. La colpa del governo sarebbe quella di aver messo la vendita di Air France in mano ai sindacati: giusto, sono più che d’accordo, ma sentirlo dire dal rappresentante di uno dei sindacati che ha sempre definito la proposta di Air France un ricatto mi sembra il colmo per una vicenda Alitalia già abbastanza inverosimile. Ma andiamo per ordine.

La notizia è di ieri sera: Spinetta ha abbandonato le trattative in seguito alla proposta fatta dai sindacati. L’ad della compagnia franco olandese ha giudicato la proposta non valida ma ha assicurato che la avrebbe portata al cda,nonostante una tale modifica non fosse assolutamente nei loro piani.

Convocato per oggi un cda straordinario di Alitalia. Cosa succederà? Potrebbero chiedere a Prato di ritirare le sue dimissioni da presidente, o dimettersi loro in blocco. Alitalia ha la liquidità agli sgoccioli e mai come ora è stata sull’orlo del fallimento.

Geox entra nell’S&PMib

In poco più di dieci anni, da un’idea innovativa è nato un gruppo calzaturiero con 30 000 addetti e un fatturato previsto per il 2008 ancora in crescita. Ma le notizie positive per il gruppo calzaturiero non sono finite qui: per oggi, venerdì 28 marzo, l’S&P/Mib Index Committee ha deciso di escludere il titolo Alitalia dal principale indice delle Blue Chip italiane, a causa dell’estrema volatilità del prezzo e il forte calo del valore della capitalizzazione del flottante nel periodo recente e il titolo Geox
prenderà il suo posto.

Alitalia: cordata sì, cordata no

Questa volta quello di Silvio Berlusconi non sembra affatto un appello; il Cavaliere si è deciso a fare i nomi degli imprenditori che sarebbero interessati a presentare un’offerta per la compagnia di bandiera: Mediobanca, Eni, Ligresti e Benetton. La rivelazione è arrivata appena prima la chiusura della Borsa, così come aveva chiesto la Consob.

Mentre Berlusconi nega una possibile partecipazione dei propri figli alla cordata per evitare possibili accuse di conflitti di interesse, Spinetta va avanti per la propria strada e probabilmente stasera invierà ai sindacati il nuovo piano da cui partire per proseguire le trattative.

Air France sembra ora disposta a posticipare la data del 31 marzo come termine ultimo, non è sicuro che lo sia altrettanto il cda di Alitalia, consapevole della propria scarsa liquidità. Ma la cordata quando dovrebbe farsi viva? Sempre secondo il candidato premier del Pdl si tratta di aspettare pochi giorni e batterà un colpo: il gruppo interessato ad Alitalia dovrebbe chiedere quattro settimane di tempo per presentare un’offerta.

Alitalia: Spinetta apre ai sindacati, ma non basta. Venerdì una nuova proposta

Si aprono nuovi spiragli nella trattativa Alitalia. Dopo 6 ore di incontro con i sindacati Jean Cyril Spinetta ha promesso per venerdì un nuovo piano ed ha rinunciato all’ultimatum che sarebbe scaduto il 31 marzo. L’ad di Air France ha cercato di rassicurare i piloti garantendo il reintegro di 180 giovani nelle file di Air France (180 sono gli esuberi di piloti dalla derivanti dalla chiusura del cargo).

Le nove sigle sindacali restano in attesa, se è vero che un passo avanti di Spinetta c’è stato rinunciando al “prendere o lasciare” allo stesso tempo però un accordo appare lontano anni luce. L’Anpac, sindacato dei piloti, respinge anche la concessione del reintegro dei 180 giovani piloti e chiede cambiamenti di strategia sul ridimensionamento della flotta e sul trasporto merci.

Nel frattempo Paolo Bonaiuti, portavoce del Cavaliere, ha risposto alle accuse, in realtà generalizzate, del presidente della Consob Lamberto Cardia, il quale aveva criticato chi parlava di una cordata italiana: “parlare di un’operazione non ancora andata in porto implica inevitabili manipolazioni del titolo”. Bonaiuti però ha precisato che si trattava solo di un appello.

Alitalia: parole, parole, parole…

Oggi alle 14 ci sarà il tanto atteso incontro con i sindacati. Air France si è resa conto solo ora forse della forza delle nove sigle sindacali di Alitalia e ha deciso di “trattare ad oltranza“, posticipando la data del 31 marzo come termine massimo per trovare un accordo. Quanto contino i sindacati dopotutto non è una novità; secondo Emma Bonino, ministro delle Politiche comunitarie, è stata proprio la paura dei sindacati a fermare le offerte di altri pretendenti, quali Lufthansa, ma anche Texas Pacific, Emirates e China Airways.

Spinetta sembra quindi deciso ad andare avanti e magari fare anche delle concessioni: rumors parlano di una moratoria di 8 anni per Az Servizi e del riassorbimento nel gruppo dei piloti del cargo, comuqnue da chiudere con data 2010 improcastinabile.

La speculazione politica che si è scatentata intorno alla vicenda Alitalia, in cui ognuno fa del suo meglio a parole, ha fatto scendere in campo anche il presidente della Consob Lamberto Cardia, il quale ha invitato tutti i soggetti istituzionali e politici a parlare solo di fatti. Nell’intervista al Sole 24 ore che ha rilasciato Cardia ha criticato il fatto che un politico esprima un proprio desiderio su una società come Alitalia, innescando movimenti del titolo non reali.

Alitalia: il 31 marzo è la data “x” ma sono ancora tante le questioni da risolvere

Imperversa lo scontro politico e non sulla vicenda Alitalia: Berlusconi auspica ancora una cordata italiana ed ha fatto richiesta al Governo di un prestito ponte, mentre Banca Intesa per mezzo di Corrado Passera nega la possibilità di un’offerta all’ultimo minuto.

Mi risulta in maniera inequivocabile che Intesa abbia chiesto di vedere i conti di Alitalia

Queste le parole del candidato premier del Pdl, che incurante delle smentite di Corrado Passera, preme affinchè il governo dia il via libera ad un prestito ponte per dare il tempo necessario alla cordata italiana esclusa dalle trattative di formulare un’offerta concreta. I tempi però sono stretti, il 31 marzo è la data del dentro o fuori: se non dovesse essere conclusa la trattativa con Air France scatterebbe la procedura fallimentare.

Difficile da credere ma gli unici alleati del Cavaliere, abbandonato dal fronte politico, sembrano essere i sindacati. La convocazione delle sigle sindacali è stabilita per il 25 marzo, alla presenza di Spinetta e Prato. Il sì dei sindacati, giudicato indispensabile da Spinetta, è legato a più di una questione, dal cargo agli esuberi, da Malpensa a Az Servizi, ed una risoluzione veloce appare difficile.