Per Unipol raccolta premi e settore bancario in crescita

 Il gruppo Unipol non smette di far parlare di sé: le vicende relative alla fusione con Fondiaria Sai e tutti i risvolti e le conseguenze economiche che ne potrebbero derivare sono ormai note da diverso tempo, ora è giunto il momento di conoscere quali sono state le performance finanziarie della compagnia nel corso del 2011. Le indicazioni più importanti sono quelle che sono state predisposte dallo stesso consiglio di amministrazione, indicazioni senza’altro utili per tutti gli azionisti. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che la raccolta relativa ai premi è andata ben oltre i 6,5 miliardi di euro dell’esercizio precedente, mentre il volume di affari complessivo per quel che concerne il ramo vita, uno dei più importanti per Unipol, è stato ancora una volta superiore rispetto ai 229 milioni di euro che si riferiscono al 2010.

Luxottica comunicherà oggi i dati finanziari del 2011

 La data odierna sarà fondamentale per conoscere finalmente nel dettaglio quali sono stati i risultati finanziari conseguiti da Luxottica nel corso del 2011: si attende quindi in giornata la comunicazione del dato sugli utili, per il momento però ci si può affidare alle stime preliminari sulle vendite, vale a dire 6,22 miliardi di euro, con quasi dieci punti percentuali di rialzo rispetto all’anno precedente. Gli analisti di Deutsche Bank hanno provato a ipotizzare il dato di oggi per quel che concerne la compagnia di Agordo. Nel dettaglio, si parla di un quarto trimestre (quindi il periodo compreso tra gli scorsi mesi di ottobre e dicembre) caratterizzato da un miglioramento dei numeri, con i ricavi aumentati di oltre undici punti percentuali.

Dividendo Autostrade Meridionali 2012

 Risultati in chiaro scuro quelli presentati da Autostrade Meridionali all’interno del progetto di relazione finanziaria che è stato esaminato e approvato dal consiglio di amministrazione societario nelle ultime ore. Risultati che forniscono una buona spinta del fatturato su base annua, ma qualche elemento di negatività sul fronte della tenuta della capacità reddituale della struttura aziendale caratteristica, che apre spazio per diverse interpretazioni sul 2012.

Più specificatamente, i ricavi d’esercizio sono cresciuti di 1,8 punti percentuali su base annua a quota 91,2 milioni di euro, nonostante una flessione del traffico pari a 3,7 punti percentuali. L’Ebitda, che rappresenta la misura del profitto prima di imposte, tasse e ammortamento, è invece calato di 12,1 punti percentuali a quota 36,7 milioni di euro rispetto a quanto conseguito nello stesso periodo dello scorso anno, mentre l’Ebit si contrae di ben 33,9 punti percentuali passando da 24,2 milioni di euro a 16 milioni di euro.

Titolo Ubi Banca in calo dopo la contrazione degli impieghi

 L’andamento di questo inizio settimana del titolo Ubi Banca è praticamente da dimenticare: in effetti, il gruppo bergamasco si è piazzato addirittura in fondo al Ftse Mib, a causa principalmente della debolezza del comparto bancario europeo, ma anche e soprattutto dei dubbi che stanno avvolgendo il pagamento del dividendo relativo allo scorso anno. Victor Massiah, amministratore delegato dell’istituto lombardo, era stato molto chiaro pochi giorni fa, precisando come gli stress test condotti a livello europeo abbiano provocato una riduzione degli impieghi, con il titolo che è stato addirittura capace di perdere sei punti percentuali.

Timori per la Grecia fermano le Borse Europee

 Mentre nel medio-lungo periodo le attese per il settore bancario sono di crescita (viste le dichiarazioni di Bofa-ML) a preoccupare i listini Europei nel brevissimo periodo ci pensa il G20; il fallimento dell’incontro che diffonde le preoccupazioni per il futuro su prezzo della benzina e timori per la Grecia incide pesantemente sulle Piazze Europee che ora si trovano in territorio negativo con Piazza Affari in calo dell’1.44%.

Il quadro generale in cui gli investitori si trovano è estremamente delicato; il fallimento sul nuovo pacchetto di aiuti per la Grecia che verrà vagliato tra poco cambierebbe le aspettative ed anche se è vero che difficilmente avremo un riscontro negativo sugli aiuti le probabilità di un “no” ci sono ed avrebbero conseguenze importanti sui mercati.

Telecom riduce il dividendo

 Telecom Italia taglia il dividendo del 23%. La società italiana ha infatti affermato che quest’anno distribuirà 900 milioni di euro di dividendi contro i 1.182 milioni di euro distribuiti nel corso dello scorso anno. Una decisione che l’azienda ha giustificato in una nota diramata agli stakeholders, nella quale attribuisce la colpa di questa opzione alla crisi economico finanziaria internazionale, e ai suoi riflessi negativi nei principali mercati di competenza.

“Preso atto del recente peggioramento del contesto macroeconomico e in coerenza con l’obiettivo di mantenimento del credito” – afferma Telecom Italia nella nota diffusa a mezzo stampa – “il cda in sede di approvazione del bilancio 2011 proporrà agli azionisti la distribuzione di un dividendo pari a circa 900 milioni di euro”.

Per Hsbc possibile dividendo in crescita

 La Hong Kong and Shanghai Banking Corporation (Hsbc), uno dei maggiori gruppi bancari al mondo, sarà protagonista oggi della pubblicazione dei propri risultati relativi al 2011, quindi c’è un certo fermento tra gli azionisti, i quali sono interessati a conoscere nel dettaglio i risultati dello scorso anno: le attese più attendibili parlando di un aumento importante dei profitti, una certezza che deriva soprattutto dal graduale recupero dell’economia americana e da una buona esposizione ai mercati emergenti. Volendo essere ancora più precisi, la performance relativa agli investimenti bancari dovrebbe consentire di ottenere un buon ricavo, anche se inferiore nel confronto a quello di altri istituti importanti, quali Barclays e Royal Bank of Scotland.

Le previsioni sul dividendo Apple

 La banca americana JPMorgan ha effettuato una disamina molto lucida in merito alla politica dei dividendi che potrebbe essere decisa nel corso di quest’anno da Apple: i pagamenti in questione, infatti, potrebbero diventare un problema non da poco per il colosso di Cupertino, visto che le aspettative sono piuttosto ambiziose e alte. In pratica, tutto dipende dalla disponibilità che la compagnia americana ha di risorse finanziarie in questo preciso momento storico, con le casse in questione che traboccano addirittura dei circa cento miliardi di dollari. Proprio per questo motivo, gli analisti di JPMorgan, ma non solo, sono propensi a un dividendo generoso e interessante, compreso tra il 3 e il 4% per la precisione. Creare un dividendo simile potrebbe però comportare paradossalmente un problema di scarsità.

Bofa e ML investono in Unicredit e Barclays

 Il pericolo recessione nell’area Euro non è del tutto svanito con i recuperi dell’azionario e con il ridimensionamento dello spread, ma il quadro generale è molto diverso rispetto a qualche mese fa’. L’andamento del FTSE-Mib conferma la volontà di cambiamento con il Governo Monti che da più parti è stato lodato per il lavoro svolto e per le aspettative positive di lungo periodo. A sostegno di un quadro che va’ migliorando di mese in mese abbiamo il settore bancario che dal bottom di Novembre scorso ha recuperato il 35% e si dirige verso nuovi top relativi di medio periodo rilanciando anche il settore assicurativo direttamente connesso.

I continui down-grade/up-grade delle agenzie di rating riescono ancora a girare il mercato e cambiare le aspettative; dopo aver screditato il sistema bancario Europeo fino a fargli rischiare il collasso le banche d’affari e le agenzie rivedono le stime e correggono il tiro, anche se il discorso non vale per tutti gli attori del mercato.

Dividendo Fiat Industrial ad aprile

 Il prossimo mese di aprile sarà decisivo per il dividendo di Fiat Industrial: in effetti, dopo una opportuna approvazione da parte dell’assemblea degli azionisti, il Lingotto provvederà a versare un acconto sui titoli azionari ordinari, ma anche su quelli privilegiati e di risparmio, il tutto come conseguenza del bilancio del 2011 che è appena stato reso pubblico. In effetti, il consiglio di amministrazione ha anche dato il via libera ai risultati finanziari relativi allo scorso anno, quindi si può tranquillamente procedere in questa direzione. Che cosa devono attendersi dunque gli azionisti di Fiat Industrial?

Utili raddoppiati per Volkswagen

 Ottime novità per gli investitori in Volkswagen. La società ha infatti affermato che il conto economico del 2011 si è concluso con performance davvero straordinarie, che porteranno il consiglio di amministrazione della società a proporre l’erogazione di un dividendo sensibilmente più elevato di quanto agito nel corso del precedente esercizio, e con prospettive di ulteriore crescita per i prossimi anni, in concomitanza con nuove acquisizioni.

 Stando ad una lettura dettagliata del conto economico, Volkswagen avrebbe chiuso il 2011 con un livello di utili operativi pari a 11,3 miliardi di euro, con un boom di 57,8 punti percentuali rispetto a quanto conseguito nel corso del precedente esercizio (7,23 miliardi di euro). Il profitto è stato trascinato al rialzo non solo da un movimento contabile legato alla variazione della valutazione delle opzioni sulle azioni, ma anche e soprattutto all’aumento del fatturato, incrementato di 25,5 punti percentuali a quota 159,3 miliardi di euro. 

Fine del divieto di short selling in Borsa

 Il divieto di short selling, o vendita allo scoperto, ha cessato di esistere. Stando a quanto preannunciato da Giuseppe Vegas, presidente dell’autorità garante della concorrenza e del mercato, il divieto di procedere alle vendite allo scoperto non è stato prorogato e, pertanto, gli investitori possono già da ora effettuare negoziazioni speculative attraverso la tecnica dello short selling, sintetizzabile in quelle operazioni di trading di vendita di titoli ancora non detenuti in portafoglio. 

Con lo short selling, in altri termini, l’investitore vende uno strumento finanziario del quale non ha ancora il possesso, nella speranza il prezzo del titolo possa diminuire nel corso dei minuti o delle ore successive, potendo in tal modo acquistare lo stesso a condizioni migliorative rispetto a quello di vendita.

Gli ammortizzatori sociali entreranno in vigore nel 2017

 Il 2017 sarà l’anno decisivo per i nuovi ammortizzatori destinati a chi avrà perso il posto di lavoro: è senza dubbio questa l’indiscrezione più importante che si può ricavare dal nuovo confronto tra il governo e i sindacati per quel che riguarda l’ormai famosa riforma del lavoro. L’annuncio in questione, comunque, è stato fatto direttamente da Susanna Camusso, numero uno della Cgil, la quale ha anche precisato che questa innovazione beneficerà di una transazione di lungo termine, i cinque anni che ci separano appunto dal 2017, dunque bisognerà ancora attendere diverso tempo prima di avere un riscontro concreto.

Nuovo reintegro per i dipendenti Fiat licenziati a Melfi

 La Fiat fa sempre parlare di sé, in un modo o nell’altro, nelle cronache finanziarie del nostro paese: in un periodo in cui si discute nel dettaglio quale sarà la futura riforma del mercato del lavoro, una sentenza della Corte di Appello di Potenza accende di nuovo i riflettori sul Lingotto e sui suoi stabilimenti. In pratica, la corte lucana ha accolto il ricorso che era stato presentato dalla Fiom (Federazione Impiegati Operai Metalmeccanici), la quale si era scagliata molto duramente contro il recente licenziamento di tre dipendenti dello stabilimento di Melfi. In questo caso, quindi, la pronuncia in questione ha di fatto riconosciuto come l’azienda automobilistica torinese si sia comportata in maniera antisindacale, dando ragione ai lavoratori.