Alessandro Bernini, direttore finanziario di Eni, ha definito l’emissione obbligazionaria settennale del Cane a Sei Zampe come “opportunistica”, in quanto si è sfruttato il momento più opportuno per finanziarsi a costi contenuti. Eni ha collocato bond a 7 anni per 750 milioni di euro, con cedola del 3,75% e rendimento a scadenza del 3,84%. Il rendimento spuntato dal colosso energetico italiano è nettamente più basso rispetto a quello offerto dal Btp di pari scadenza (intorno al 5,5%), ma è anche inferiore a quello ottenuto con l’emissione di gennaio da un miliardo di euro.
Norges Bank aumenta la partecipazione in Prelios
C’è una presenza sempre più scandinava all’interno di Prelios, la società di gestione immobiliare che è quotata a Piazza Affari: in effetti, Norges Bank, l’istituto di credito centrale della Norvegia, ha deciso di aumentare la propria quota di partecipazione dal 2,913 al 5,060% per quel che riguarda il capitale sociale. La modifica in questione è stata resa nota dalla Consob (Commissione Nazionale di Società e Borsa), la quale ha provveduto come di consueto a pubblicare le comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti. Insomma, si può proprio dire che la banca norvegese ha deciso di scommettere su Prelios, altrimenti ora non si spiegherebbe questo secondo posto nella classifica ideale degli azionisti, subito dopo Camfin.
Fininvest rinuncia ancora al dividendo
Il 2011 di Fininvest, la celebre holding di proprietà della famiglia Berlusconi, non è stato certo uno dei migliori anni dal punto di vista finanziario: in effetti, il bilancio dello scorso anno del gruppo si è chiuso con un crollo piuttosto pesante per quel che concerne l’utile netto, con 7,5 milioni di euro in meno che non hanno consentito di sforare, come successo nel corso del 2010, i 160 milioni complessivi. Vari sono i motivi che spiegano una performance tanto negativa. In particolare, il risultato è stato sicuramente influenzato dalle svalutazioni che hanno riguardato alcune tra le più importanti attività finanziarie, in primis i titoli governativi della Grecia (i più altalenanti per quel che concerne l’eurozona) detenuti da Mediolanum, ma anche la quota di partecipazione all’interno di Mediobanca, visto che sono stati persi quasi quindici milioni di euro in questo senso.
Grecia forma il nuovo governo pro-euro
Il leader del Pasok, Evangelos Venizelos, ha dichiarato che le forze politiche greche hanno raggiunto l’accordo per la formazione di un nuovo governo. La notizia è stata battuta già da tutte le principali agenzie di stampa internazionali. Il nuovo esecutivo sarà formato da Nea Dimokratia (partito di centro-destra), che avrà 129 seggi, Dimar (sinistra democratica), che avrà 17 seggi, e il partito socialista Pasok (33 seggi), che però non avrà poltrone nel nuovo esecutivo. Il nuovo governo greco avrà dunque 179 parlamentari di maggioranza su 300 membri complessivi, per cui il “cuscinetto” di sicurezza sarà pari a 29 voti.
Crisi mercato immobiliare 2012
Secondo quanto diffuso ieri dall’Agenzia del Territorio, nei primi tre mesi dell’anno le compravendite immobiliari sono crollate del 19,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. Da gennaio a marzo sono state vendute 110.000 abitazioni, mentre nello stesso periodo del 2011 furono vendute 163.000 case. Non è solo il residenziale ad essere in forte crisi. Molto male fanno anche terziario (-29,6%), commerciale (-17,6%), pertinenze (-17,4%) e produttivo (-7,9%). Il mercato immobiliare si è praticamente fermato in tutta Italia, con poche differenze tra Nord e Sud. Complessivamente il calo del mercato, facendo la media dei diversi settori, raggiunge il 17,8%.
Controllo spread non è soluzione a crisi Euro
Il contenimento dello spread “forzato” e controllato non sarebbe una soluzione in grado di ridare stabilità all’Eurozona. Questo in sostanza è quello che sostiene Amadeu Altafaj, portavoce degli affari economici della Commissione Europea. L’idea di un meccanismo di controllo dei differenziali è stata definita un “paracetamolo finanziario” che potrebbe solamente alleviare i problemi senza risolvere nulla.
La crisi nell’Eurozona è strutturale e radicata nei singoli Paesi; anche se per cause diverse gli effetti convergono in un distanziamento netto tra i Paesi membri, che rispetto alla Germania mostrano dal punto di vista finanziario delle problematiche sulla raccolta dei titoli di Stato, con la diretta conseguenza visibile sui rendimenti in continua ascesa.
Ponzellini ancora ai domiciliari
L’ex presidente di Banca Popolare di Milano, Massimo Ponzellini, è stato arrestato lo scorso 29 maggio all’interno dei provvedimenti sorti da un’inchiesta basata su una serie di finanziamenti sospetti, e di un giro di presunte tangenti da 5,7 milioni di euro. Le richieste dei legali di Ponzellini, che miravano a ottenere la libertà del proprio assistito, sono state respinte dal Tribunale del Riesame di Milano, che hanno bocciato la proposta, confermando i domiciliari.
La richiesta di libertà era stata precedentemente presentata dai legali del banchiere, attualmente difeso dagli avvocati Marco Zanotti e Antonio Franchini. Il collegio avrebbe invece accolto così l’istanza dei pm Roberto Pellicano e Mauro Clerici, che avevano chiesto la conferma della misura cautelare poiché sussistevano ancora le esigenze relative.
Concordato preventivo Arena
Il consiglio di amministrazione di Arena, la nota società alimentare italiana, ha approvato il concordato preventivo. La proposta di ricorrere a tale soluzione, secondo quanto affermato dai vertici dell’azienda, “mira ad assicurare la continuità della gestione aziendale” mediante il riavvio dell’attività commerciale e la migliore tutela dei creditori sociali.
Di qui, la scelta di dar seguito al ricorso alla procedura di concordato preventivo. Secondo gli stessi amministratori, “se completato con successo, il concordato in continuità consentirà di gestire il debito e preserverà l’avviamento societario, tutelando tutti gli stakeholders nell’ottica di massimizzazione del ritorno economico dei creditori rispetto all’alternativa della liquidazione o del fallimento”.
Super ricchi 2011 in crescita dello 0,8%
Secondo quanto emerge dall’indagine sulla ricchezza individuale nel 2011 realizzata da Cap Gemini, il numero dei “Paperoni” è aumentato appena dello 0,8% a livello globale. Il numero di milionari è aumentato a quota 11 milioni di unità, ma la ricchezza totale è scesa a 42.000 miliardi di dollari dai 42.700 miliardi dell’anno precedente. L’indagine sugli high net worth individuals, cioè peersone con almeno un milione di dollari di patrimonio, è stata condotta da Cap Gemini in collaborazione con Royal Bank of Scotland. In linea generale, la crisi dei debiti sovrani europei e il rallentamento economico ha impattato negativamente sui grandi patrimoni individuali.
Rischio derivati sull’Europa
Il recente studio di R&S Mediobanca ha messo in luce nuovi potenziali rischi per l’Europa. Non solo il debito sovrano ma anche il rischio derivati. In realtà, paradossalmente è proprio la nuova Basilea 3 ad aver incoraggiato una maggiore assunzione di rischi all’interno dei portfolios delle banche continentali: il 97% dei prodotti ha mera natura speculativa. Lo studio di R&S Mediobanca è stato condotto su un campione di 20 tra le maggiori banche europee, che da sole hanno attivi in bilancio pari a più di due anni di pil dell’intera Europa.
Per Arkimedica due modifiche delle partecipazioni azionarie
La giornata di ieri è stata ricca di comunicati importanti per quel che concerne Arkimedica: in effetti, la prima novità che bisogna sottolineare riguarda il deposito presso il registro delle imprese delle modifiche relative al capitale sociale dell’azienda di Gattatico, le quali non sono altro che la conseguenza dell’omologazione del concordato preventivo dello scorso 31 maggio. Ebbene, come ha prontamente comunicato la Consob (Commissione Nazionale di Società e di Borsa), il Banco Popolare ha provveduto a ridimensionare la propria quota di partecipazione nel capitale della società emiliana, visto che tale valore è passato dal 3,316% ad addirittura lo 0,161%, quindi un disimpegno piuttosto importante ed evidente.
L’ExtraMot accoglie oggi quattro bond a tasso fisso
A partire da oggi, il segmento ExtraMot di Borsa Italiana sarà interessato dall’importante avvio delle negoziazioni di alcuni titoli obbligazionari a tasso fisso: di cosa si tratta esattamente? Anzitutto, bisogna subito sottolineare che i prodotti in questione sono quattro, con altrettante società emittenti. Nello specifico, queste ultime sono Man Se, società tedesca attiva nella produzione di automezzi pesanti, Peugeot, Rci Banque e Volkswagen International Finance, vale a dire il braccio finanziario della celebre compagnia automobilistica di Wolfsburg.
Dubai rifinanzia debito dopo rischio-default
Tre anni fa Dubai – il più famoso stato appartenente agli Emirati Arabi Uniti – rischiava addirittura il default quando esplose improvvisamente il problema del debito. Ora la situazione sembra essere tornata nella normalità, a seguito della notizia dell’accordo raggiunto dalle tre entità a controllo statale per rifinanziare il debito in scadenza. Le obbligazioni che stavano per scadere erano da tempo sotto stretta osservazione dei mercati, che temevano un ritorno della crisi per il ricco emirato arabo.
Strategie Alitalia 2012 – 2013
L’amministratore delegato di Alitalia, Andrea Ragnetti, ha lanciato l’obiettivo per il prossimo biennio: riportare la compagnia in utile dopo una ventina di anni di perdite. Un obiettivo ambizioso, anche perché l’azienda chiuderà l’attuale esercizio con risultati peggiori del precedenti. Anche nel 2012, infatti, il bilancio cesserà con una perdita, più grave del 2011, costituendo tuttavia la chiave di rilancio per il prossimo 2013.
Il presidente del consiglio di amministrazione, Roberto Colaninno, afferma in proposito che la compagnia di bandiera è pronta ad avviare una nuova era, caratterizzata anche dalla guerra alle compagnie low cost. Una Alitalia “contro tutto e tutti”, ha dichiarato il presidente Colaninno, che “è tornata ad essere una grande compagnia che non ha nulla da invidiare a Lufthansa, Air France o Singapore Airlines”.