Quanto vale Facebook?

 Quanto vale Facebook? E sopratutto, quanto potenziale ha ancora? Perchè se qualcuno intende investirci non deve solo sapere il prezzo “giusto” per evitare fregature, ma deve anche pensare che nel tempo il valore del suo investimento possa crescere e perchè questo accada serve dare continuità ad un progetto.

Partiamo dall’inizio e vediamo le stime sul valore; esperti e meno esperti si interrogano e l’Economist ci risponde con un grafico estremamente esaudiente che riproponiamo dopo il salto. La prima riga ci mostra la “popolazione” di Facebook che come vediamo si colloca al terzo posto dopo Cina ed India. Il grafico non ha un verso senso ma serve solo a rendersi conto della diffusione enorme che il social network ha consolidato nel tempo. La seconda riga è quella che più ci interessa invece;

Facebook, tutti i numeri del social network di Mark Zuckerberg

Redditometro 2012, Equitalia e i nuovi ispettori

 L’introduzione del redditometro 2012, come più volte vi abbiamo documentato sulle pagine di Finanza Live, si sta avvicinando con buona lena. La sua applicazione sarà altresì accompagnata da una serie di novità per l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia

Iniziamo con ordine, partendo da quest’ultima. Il 2011 è stato un anno certamente negativo per Equitalia. Oltre ad aver riscontrato un calo delle riscossioni (il primo della sua recente storia, dagli 8,9 miliardi di euro del 2010 agli 8,6 miliardi di euro del 2011, con un particolare aggravamento dello scenario nell’ultimo semestre, quando è stato deliberatamente deciso di rallentare le attività di riscossione), Equitalia ha dovuto fare i conti con un numero sempre più elevato di attacchi intimidatori: 750 in tutto, di cui ben 70 nel solo mese di gennaio.

Redditometro 2012 entro giugno

 Dopo le indiscrezioni di qualche giorno fa e – soprattutto – l’audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera alla Commissione Finanze della Camera del 31 gennaio 2012, si cerca di prevedere con maggiore attendibilità quando, il redditometro 2012, entrerà pienamente in vigore. Il direttore ha infatti aggiornato il calendario di applicazione del nuovo strumento di accertamento portando la lancetta temporale al mese di giugno 2012. 

Ad onor del vero, c’è chi ritiene che Befera sia stato perfino troppo pessimista: pertanto, nelle ultime ore, voci indiscrete (e tutte da verificare) danno il redditometro 2012 in procinto di essere applicato già entro il mese di maggio, mentre i più ottimisti auspicano addirittura che la sua introduzione possa avvenire nel mese di aprile, appena terminate le ultime fasi sperimentali del bimestre febbraio – marzo.

Il brusco calo dell’occupazione femminile

 Le donne lavoratrici del nostro paese non se la passano certo bene: secondo quanto emerso dall’ultimo stato dell’occupazione femminile che è stato redatto dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, il dato che emerge con maggiore nettezza è il declino delle donne che hanno un posto di lavoro. Le stime si riferiscono ai primi nove mesi dello scorso anno (quindi il periodo compreso tra i mesi di gennaio e settembre del 2011), un arco temporale in cui sono state registrate 45mila occupazioni in meno, un dato che fa sicuramente riflettere ma anche allarmare. Nonostante il segno negativo, comunque, sono proprio le donne quelle che vantano il numero maggiore di ore di lavoro al giorno, visto che bisogna ricomprendere nel novero anche coloro che svolgono dei lavori domestici.

L’Ue vara ufficialmente l’European Stability Mechanism

 La Cina è decisamente più vicina al continente europeo: l’eurozona ha appena firmato il trattato che prevede l’introduzione dell’European Stability Mechanism (Esm), il fondo salva-Stati permanente, ma fa sicuramente notizia anche l’annuncio del premier cinese Wen Jiabao circa il rafforzamento della partecipazione del suo paese a questi meccanismi. La piena funzionalità dell’Esm è prevista per il prossimo 1° luglio, anche se bisogna precisare che molti dettagli potranno essere rivisti da qui al prossimo mese. In effetti, è stato stabilito anche che la forma finale del fondo potrebbe essere rivista il 1° marzo, anche se per il momento si conosce nel dettaglio la dotazione finanziaria (500 miliardi di euro), con la possibilità di incrementare il totale grazie al contributo della Germania.

Mario Monti e il mercato del lavoro con il posto fisso monotono

 Sta suscitando a dir poco scalpore la frase pronunciata da Mario Monti meno di 24 ore fa, ospite a Matrix, sulla cui poltrona si é lasciato sfuggire delle affermazioni che sono quantomeno discutibili e che riportiamo testualmente: “I giovani si abituino all’idea di non avere più il posto fisso a vita. Che monotonia. È bello cambiare e accettare delle sfide”. Un’ospitata il cui scopo principale era quello di discutere sul decreto milleproroghe, sul famigerato CUI, sul “tabù” (come definito dallo stesso Monti) dell’art.18 o, in via più generale, sulla manovra finanziaria, si è invece rivelato un’arma a doppio taglio per il professore e il suo team, che sostiene di essere al lavoro per trarre le finanze italiane dal baratro alla luce dei nuovi trattati e accordi europei.

Aste spagnole positive, ma i mercati rallentano

 Nonostante l’emissione spagnola di Bonos risulta positiva nel complesso i mercati Europei soffrono della tensione accumulata nei giorni precedenti e sopratutto restano in grande attesa per i dati in uscita domani sul fronte USA su cui le previsioni sono negative.

Nel dettaglio l’asta di Bonos spagnoli è stata di 4560 milioni di euro di collocamento con rendimenti in calo rispetto ai precedenti che si attestano a 2.98%, 3.55% e 3.7% rispettivamente per le scadenze del 2015, 2016 e 2017. A frenare l’entusiasmo per il buon collocamento di oggi c’è il confronto con il precedente, nel quale l’importo emesso era nettamente superiore a quello previsto. Non si può comunque parlare di negatività da debito pubblico; la situazione in Europa si sta stabilizzando come mostrano le Piazze più importanti e sopratutto l’Euro che nei confronti del Dollaro sta lentamente recuperando il terreno perso.

Titolo Enel dopo vendita Terna

 Enel è uscito definitivamente dal capitale della Terna, la società che si occupa delle infrastrutture a supporto dei collegamenti energetici. Per dar seguito a tale scelta, nella giornata di ieri è stato dato seguito a un collocamento accelerato fino al 5,1% del capitale della società, equivalente all’intera partecipazione residuale nell’azienda (102.384.037 azioni). 

L’accelerated bookbuilding è stato gestito da Banca Imi, JP Morgan, Mediobanca e Unicredit, ed è riservato ai soli investitori istituzionali italiani ed esteri, con un prezzo di vendita compreso tra un minimo di 2,67 euro e un massimo di 2,74 euro per azione. Al margine della transazione, Enel potrebbe pertanto incassare fino a un massimo di 280 milioni di euro, da utilizzarsi per la riduzione dell’indebitamento.

Dove comprare azioni Facebook

 Dopo mesi di voci e indiscrezioni, Facebook ha finalmente rotto gli indugi, presentando la domanda di offerta pubblica iniziale alla Sec americana (l’equivalente della nostra Consob) e predisponendo un’operazione che dovrebbe consentire al social network si poter approdare sulla piazza azionaria statunitense entro pochi mesi. 

La decisione della società guidata da Mark Zuckerberg rischia di costituire la punta dell’iceberg borsistico del 2012: per dimensioni e per importanza, infatti, l’IPO di Facebook monopolizzerà l’attenzione nelle settimane a venire, fino alla data di sbarco in Borsa. Ma come partecipare a questa nuova era del social network? Come investire in Facebook, pur rimanendo in Italia? Come investire in azioni estere attraverso i vari intermediari a disposizione per tutti gli investitori nazionali?

Redditometro 2012 con cento nuovi indicatori

 Il mese di febbraio è cominciato con una novità di rilievo per quel che riguarda il Fisco: il nuovo redditometro è pronto a partire nella sua fase sperimentale, per poi diventare effettivo e concreto già nel corso di quest’anno. Si tratta dell’ennesimo strumento che viene introdotto dalla nostra amministrazione finanziaria per intensificare la lotta all’evasione fiscale, anche se in realtà era già presente da qualche tempo, ma non aveva finora prodotto dei risultati utili. Il meccanismo è stato ora oliato e perfezionato, ma l’obiettivo da raggiungere sarà sempre il medesimo, vale a dire verificare con cadenza periodica la corrispondenza tra le spese realizzate dai contribuenti (il loro stile di vita quindi) e il reddito che viene riportato all’interno della dichiarazione dei redditi.

Licenziamenti in vista per American Airlines

 Licenziamenti per ben 13mila dipendenti, un calo sostanzioso per quel che riguarda il numero dei voli e delle tratte, modifiche importanti ai contratti posti in essere con i fornitori e leasing degli aerei: sono questi i punti salienti su cui intende focalizzarsi Amr Corporation, la compagnia texana che controlla di fatto uno dei colossi più importanti dei cieli, la American Airlines. L’intento di tutte queste misure così drastiche è facilmente intuibile, visto che si vogliono ottenere dei risparmi aziendali per ben due miliardi di dollari; tra l’altro, il lungo elenco di voci che è stato appena menzionato fa parte integrante di un più vasto piano di ristrutturazione del debito che è stato posto in essere dalla stessa società americana (quest’ultima si trova in amministrazione controllata da alcuni mesi).

Andamento titoli bancari dopo intesa UE su bilancio

 Hanno reagito bene i mercati all’accordo dell’Unione europea sui vincoli di bilancio e all’intesa seppure parziale per l’introduzione del ‘Fiscal compact‘: reazione positiva di tutti i mercati, con l’euro solido e soprattutto si é ridotto lo spread tra Bund tedeschi e titoli dei Paesi più esposti alla speculazione (il nostro Paese é tra questi). L’effetto é stato quello di una sorta di rasserenamento del clima dei mercati sulla scia anche della riduzione dello spread fra Btp e Bund sotto i 400 punti base. Lo spread Btp/Bund quindi si riduce ancora e le borse proseguono la corsa iniziata stamattina, sostenute anche dall’esito positivo dell’asta tedesca.

Dati di bilancio Fiat 2011

 Un 2011 decisamente positivo per il Gruppo Fiat, che si chiude con ricavi pari a 59,6 miliardi. La buona performance é da attribuirsi anche al contributo di Chrysler per il periodo giugno-dicembre di 23,6 miliardi e la crescita del 4,2% dei ricavi di Fiat in questo caso però esclusa Chrysler (37,4 miliardi). È la prima volta dal ’97 che Chrysler chiude un anno in utile netto. Nello specifico invece, relativamente al trimestre ottobre-dicembre 2011 i ricavi del gruppo sono stati pari a 19,6 miliardi. Nella nota resa pubblica dalla compagnia si sottolinea che la diminuzione del 2,3% registrata da Fiat Group Automobiles (-1,3% a cambi costanti),  é stata causata soprattutto dalla riduzione dei volumi di automobili in Europa, tuttavia é stato possibile compensarla con un incremento dei ricavi di Ferrari e componenti.

Facebook in Borsa con 5 miliardi di dollari

 Che sarebbe successo ormai era scontato; il social network che ha conquistato internet sembra essere ormai giunto alla svolta che vede la fine della gestione privata a favore di un ingresso in Borsa a Wall Street, per consolidare i risultati raggiunti fin’ora ed aprire nuove vie di crescita. Il potenziale di un social network così diffuso è estremamente alto e proprio per questo bisogna fare passi lenti e lunghi per sfruttare ogni minima possibilità.

Il proprietario fondatore Mark Zuckerberg ci ha abituato a cambiamenti diluiti nel tempo ma sopratutto implementati con il contagocce e questo “modus operandi” sembra essere rispettato anche nella gestione finanziaria dell’impero legato a Facebook; le prime indiscrezioni di Novembre scorso parlavano di 10 miliardi di dollari di IPO (offerta pubblica iniziale) mentre i rumors di oggi vedono questa quota dimezzata a 5 miliardi. Se questo potrebbe essere scambiato per un segno di debolezza, chiariamo subito che non è esattamente così; piuttosto si tratta di una mossa estremamente prudente che consente a Mark ed al suo staff di sondare il terreno e valutare effettivamente le possibilità di crescita dal punto di vista finanziario, valutando anche la risposta del mercato dopo il collocamento e l’eventuale partecipazione dei colossi della finanza.