Goldman Sachs ha dovuto fare i conti con un brusco calo degli utili; uno scenario che ha penalizzato i conti societari, ma i cui pregiudizi sono comunque stati limitati da una tenuta migliore del previsto, grazie a un contenimento dei costi. Cerchiamo pertanto di capire quale è stato il recente passato della banca newyorkese, e quale sarà lo sviluppo a breve termine dei giri d’affari dell’istituto di credito statunitense.
Per quanto concerne i dati consolidati, nel quarto trimestre dello scorso anno gli utili della banca sono calati di 58 punti percentuali a quota 1,01 miliardi di dollari, con utile per azione pari a 1,84 dollari per azione, contro i 3,79 dollari per azione conseguiti nello stesso periodo dello scorso anno, al di sopra delle stime dei principali osservatori internazionali, che auspicavano previsioni pari a 1,23 dollari per azione.

Durante la giornata di ieri Michelin ha diffuso i dati sulle vendite relativi al 2011 ed immediatamente gli analisti hanno riassunto il quadro della situazione per capire cosa aspettarci nell’immediato futuro; il crollo delle vendite su base annua è stato del 19% ed in particolare il rallentamento ha interessato il mese di Dicembre a causa, dicono gli esperti, delle condizioni climatiche non favorevoli alla vendita di pneumatici invernali.


Alla stessa stregua di quanto avvenuto in Nigeria, sembra che altri gruppi si stiano organizzando per esprimere il proprio dissenso rispetto al caro carburanti. Da quando il 1° gennaio 2012 il Presidente Goodluck ha annunciato l’eliminazione delle sovvenzioni per il carburante (con conseguente aumento del prezzo della benzina) le proteste in varie città non si sono fatte attendere: a Lagos, Abuja, Port Harcourt, ma anche in luoghi più anonimi, tra cui Abeokuta, Benin City. Dopo queste proteste il governo ha ha preso provvedimenti, ha ridotto i prezzi e ha sottolineato che continuerà verso la completa liberalizzazione del settore petrolifero. Date le difficoltà subite dai nigeriani, come sottolineato dal presidente, il governo ha approvato la riduzione del 30 per cento del prezzo della benzina.
A pochi mesi dalle sue dimissioni torna davanti alle telecamere Jurgen Stark; questi fino a Settembre ha fatto parte del board della BCE ma quando la discussione sul programma di acquisto di BOND da parte della BCE stessa si è acceso il suo abbandono è stato inevitabile. La spaccatura interna alla Banca Centrale Europea sembrava infatti non avere altra soluzione se non le dimissioni del sessantatreenne che si è sempre detto contrario all’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce.

