Chiusura d’esercizio 2011 positiva per Luxottica. La società ha infatti confermato le proprie previsioni annuali di fine gennaio, dichiarando di aver concluso lo scorso anno con un fatturato che ha superato quota 6,2 miliardi di euro, per un livello di ricavi record nella storia del gruppo. In particolare, lo sviluppo su base annua del fatturato sarebbe stato pari a 7,3 punti percentuali, con una accelerazione di 12,1 punti percentuali nel corso del quarto trimestre (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), quando il fatturato toccò quota 1,509 miliardi di euro.
Sul fronte opposto del conto economico, molto buoni sono altresì i riscontri forniti dall’utile netto, attualmente in aumento di 12,5 punti percentuali a 425,3 milioni di euro. In apprezzamento in doppia cifra anche l’utile netto adjusted, che compie un balzo di 13,1 punti percentuali a 455,6 milioni di euro. Nel solo quarto trimestre, i due dati sopra esposti sono risultati pari a 64,4 milioni di euro (in aumento di 16,8 punti percentuali e a 72,7 milioni di euro (in aumento di 30,8 punti percentuali).
Saras ha pubblicato le proprie previsioni 2012 sul relativo piano industriale, fornendo un quadro piuttosto chiaro sull’evoluzione della propria posizione e di quella del mercato di riferimento. Saras compie innanzitutto un riferimento alla domanda petrolifera globale, ricordando come le dichiarazioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia affermino che le richieste di greggio dovrebbero consolidare un progresso, con un volume pari a 89,9 milioni di barili al giorno, in incremento di 0,8 milioni di barili rispetto al 2011.
Il nuovo presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena dovrebbe essere l’ex amministratore delegato di Unicredit, il 55-enne Alessandro Profumo. Nelle ultime ore è spuntato anche il nome di Divo Gronchi, banchiere pisano di 73 anni, già 42 anni in MPS e attualmente direttore generale della Cassa di Risparmio di San Miniato. Tuttavia, secondo MF-Dow Jones, il Consiglio d’Amministrazione della Fondazione MPS – che controlla il 49,1% dell’istituto bancario di Rocca Salimbeni – avrebbe dato il consenso sul nome di Alessandro Profumo, anche se non ci sono per ora notizie ufficiali. L’idea Profumo è sostenuta da molti importanti esponenti della politica e della finanza italiana.
Domani la Banca Centrale Europea (BCE) provvederà ad effettuare la seconda asta di rifinanziamento a lungo termine nell’ambito del programma di iniezione di liquidità LTRO (Long-Term Refinancing Operations), che ha preso il via con la prima asta dello scorso 21 dicembre 2011. La BCE concederà prestiti illimitati agli investitori istituzionali (le banche, ndr) ad un tasso agevolato dell’1% e per una durata straordinaria pari a 36 mesi. Le stesse modalità di funzionamento hanno regolato la prima asta del 21 dicembre scorso, quando la BCE concesse 489,1 miliardi di euro a 523 banche europee. Secondo il governatore della Banca Centrale austriaca, Ewald Nowotny, quella di domani sarà l’ultima iniezione di liquidità.
Questa mattina è avvenuta l’asta di fine febbraio relativa ai Buoni del Tesoro poliennali a 5 e 10 anni. La Banca d’Italia ha comunicato che la prima tranche dei BTp con scadenza 1° settembre 2022 e cedola del 5,5% (codice ISIN: IT00048011541) è stata collocata per complessivi 3,75 miliardi di euro. La richiesta sul mercato primario dei titoli di stato ha raggiunto i 5,26 miliardi di euro. L’ammontare emesso è al massimo della forchetta indicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (tra 3 e 3,75 miliardi di euro).
Berenberg ha abbassato il target price Enel rispetto alla sua precedente osservazione. Stando a quanto affermato dalla compagnia, infatti, la società energetica avrebbe visto il proprio target ridotto dai precedenti 4 euro agli attuali 3,8 euro, con un passo indietro che appare giustificato in vista delle mutate condizioni nelle quali si viene a trovare l’azienda.
Sta per giungere a conclusione il tema della risoluzione dell’esposizione passiva di Premafin. I sette istituti di credito che vantano un’esposizione nei confronti della cassaforte della famiglia Ligresti (Mediobanca, Unicredit, Cariparma, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare, GE Capital e Intesa Sanpaolo) avrebbero infatti trovato un accordo di massima sul riscadenziamento del debito della holding.
Risultati in chiaro scuro quelli presentati da Autostrade Meridionali all’interno del progetto di relazione finanziaria che è stato esaminato e approvato dal consiglio di amministrazione societario nelle ultime ore. Risultati che forniscono una buona spinta del fatturato su base annua, ma qualche elemento di negatività sul fronte della tenuta della capacità reddituale della struttura aziendale caratteristica, che apre spazio per diverse interpretazioni sul 2012.
Mentre nel medio-lungo periodo le attese per il settore bancario sono di crescita (viste le dichiarazioni di Bofa-ML) a preoccupare i listini Europei nel brevissimo periodo ci pensa il G20; il fallimento dell’incontro che diffonde le preoccupazioni per il futuro su prezzo della benzina e timori per la Grecia incide pesantemente sulle Piazze Europee che ora si trovano in territorio negativo con Piazza Affari in calo dell’1.44%.