Torna in quota Piazza Affari che ha metà seduta si trova ad aver recuperato poco più del 50% del range di discesa di ieri. Il rialzo del 2.74% non fa’ certo gridare al miracolo e la situazione generale resta esattamente quella di ieri e dei giorni precedenti. Forte negatività quindi fintanto che non verranno recuperati i top relativi a 16000 e superati in close daily, con il settore bancario a fare da supporto indicando l’inizio della ripresa.
Un segnale positivo però arriva ed apre la strada per le view rialziste che fino a ieri sembravano decisamente più lontane; il minimo di questa mattina (coincidente con il bottom della giornata di ieri) segna la fine del primo tracy dell’intermedio in corso e pertanto sempre su quel minimo è iniziato il secondo ciclo settimanale che ora punterà direttamente a quota 16000 per il test di medio periodo.
Il peggioramento delle condizioni di mercato e il deterioramento delle prospettive sull’
Non sono ancora terminate le riunioni dei cda delle più importanti aziende, l’ultima in ordine temporale a ufficializzare i propri dati trimestrali é banca Mediolanum: nei primi nove mesi dell’anno, l’istituto ha riportato un utile netto in calo a 60,721 milioni di euro (-60% rispetto allo stesso periodo dello stesso anno), risultato che ha risentito della rettifica di valore dei titoli governativi greci in portafoglio, cui purtroppo molte banche hanno dovuto far fronte e svalutare questo tipo di strumenti finanziari. I dati sono stati pubblicati in questi ultimi giorni, insieme ai quali è anche stata comunicata la distribuzione di un dividendo di 7 centesimi per azione a partire dal prossimo 24 novembre.
Nel corso dei primi nove mesi dell’anno, la banca Intesa Sanpaolo ha registrato un utile netto in calo a 1,929 miliardi di euro. Ma come l’istituto ha voluto precisare, il maggiore introito dello scorso anno era dovuto a una plusvalenza netta derivante dalla cessione dell’attivita’ di securities services. I proventi operativi netti sono stati pari a 12.520 milioni di euro (registrando quindi un aumento dell’1,5%) con interessi netti per 7.239 milioni (in diminuzione dello 0,7%).
A prescindere da quale sia il destino del governo Berlusconi, l’Italia deve intraprendere velocemente la strada delle riforme economiche, rispettando gl impegni presi in ambito europeo e internazionale. Poco importa che ci sia Berlusconi o meno, quello che conta é che in Italia si facciano le giuste riforme. È questo in sintesi il pensiero di Emma Marcegaglia, nel giorno in cui la tenuta parlamentare del governo Berlusconi verrà messa alla prova dal voto di fiducia sul rendiconto. La numero uno di Confindustria ribadisce con chiarezza la necessità di ovviare agli attuali spread: nella giornata di ieri il differenziale di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi con scadenza a 10 anni oscillava tra i 478 e i 493 punti base.