Previsioni Nikkei 2012

 L’indice principale del Giappone Nikkei 225 viene sempre preso in forte considerazione dai grandi investitori, visto che tra i mercati della “sessione asiatica” questo è quello più importante di tutti e maggiormente indicativo.

L’economia Giapponese è fortemente radicata in tutti i settori ed in tutto il mondo e, tra le altre cose, sono molto importanti le esportazioni verso la Cina, altra potenza economica che nel mondo ha un peso importante. L’andamento dell’indice Nikkei però non è di facile interpretazione, visto che se ci si basa solo su certi aspetti senza aver presente il quadro completo si rischia di avere una visione sbagliata delle previsioni.

Il 2012 è un anno complicato per cedole e dividendi

 La battaglia delle nomine che sta coinvolgendo A2A ha fatto immediatamente scattare un allarme più vasto: in effetti, come lamentato da Bruno Tabacci, il quale ricopre l’incarico di assessore al Bilancio presso il Comune di Milano, il rischio più probabile è che per le casse meneghine non ci possa essere nessun tipo di dividendo, nonostante sia stato ampiamente previsto a differenza di altri municipi vicini. In particolare, in questo caso avrà una certa rilevanza la differenza tra quanto successo lo scorso anno, con una cedola da ben ottantatré milioni di euro, e quella attuale, pari a zero e che dovrà essere messa all’attenzione pubblica dal consiglio di gestione della stessa A2A fra circa due settimane. Il 2012 si sta caratterizzando senza dubbio come un anno piuttosto complicato per quel che concerne i dividendi in generale, anche perché bisogna considerare che queste remunerazioni vanno poi a riflettersi, in un modo o nell’altro, sulle economie territoriali.

Nuovo Consiglio di Amministrazione per FIAT

 All’assemblea degli azionisti prevista per il 4 Aprile prossimo verranno presentati i candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Fiat. Tra i candidati spiccano due nomi femminili importanti e per la prima volta il CDA si tinge di rosa; il primo è Patience Wheatcroft, inglese e componente della Camera dei Lord e rappresenterà Exor S.p.A., la quale detiene il 30.47% delle azioni Fiat ordinarie. Il secondo nome è Victoria Bigio ed è Managing Partner della società International Accounting Solutions ed è il nome presentato da un gruppo di investitori internazionali che detiene l’1.86% delle azioni Fiat Ordinarie.

Parmalat propone un dividendo da dieci centesimi

 I segni positivi hanno dominato gli ultimi risultati finanziari che sono stati approvati dal consiglio di amministrazione di Parmalat: il celebre colosso alimentare ha infatti esaminato lo stato economico alla data dello scorso 30 dicembre e ne è conseguito uno scenario interessante, tanto che si parla già di una distribuzione del dividendo pari a dieci centesimi di euro per ogni singolo titolo azionario. In particolare, bisogna rimarcare come il fatturato netto sia risultato in una buona crescita, con 4,4 punti percentuali di rialzo, senza dimenticare il lieve miglioramento del margine operativo lordo, grazie soprattutto ai cambi costanti. In aggiunta, si possono citare gli incrementi della redditività e le buone prospettive dettate dalla guidance relativa all’anno attualmente in corso.

Enel cambia politica dividendo

 Uno dei pilastri portanti di Piazza Affari è sicuramente Enel, o forse dovremmo dire “era” Enel. L’evoluzione dopo la fase di crisi e rischio default (non ancora passata a dire il vero) avrà sicuramente delle conseguenze per tutti ed Enel comincia a far fronte ai cambiamenti del mondo finanziario cambiando le politiche aziendali da qui al 2016. Il downgrade di Standard & Poor’s non pesa come si potrebbe pensare in una situazione normale; la decisione dell’agenzia di rivedere al ribasso il rating portandolo a “BBB” è la naturale conseguenza di quello che è successo e sta succedendo nell’Eurozona, anche se nessuno si preoccupa di questo visto che il Governo Monti ha rilanciato l’Italia e le stesse agenzie sono pronte a rivedere al rialzo le stime.

Se inoltre consideriamo che il potere e l’influenza delle agenzie di rating si è notevolmente ridotto dopo l’atteggiamento “sospetto” avuto durante i mesi peggiori, allora ecco chiarito in via definitiva perchè non è stato questo il fattore critico che tra ieri ed oggi è costato un crollo verticale a Piazza Affari

Ferragamo e Luxottica promosse da HSBC

 HSBC ha appena pubblicato una discreta sfilza di revisioni sui propri giudizi su alcune delle principali società di Borsa Italiana. Giudizi che in parte, fortunatamente, sembrano essere migliorativi rispetto all’estrema cautela (o, addirittura, l’evidente negatività) che aveva  contraddistinto la precedente ondata di consigli e di raccomandazioni su alcuni dei protagonisti di Piazza Affari.

Cominciamo con Luxottica: HSBC ha scelto di migliorare il giudizio sulla compagnia italiana portando il proprio consiglio da “underweight” (ovvero, “sottopesare”) all’attuale raccomandazione di neutralità. Molto significativo è stato l’incremento del target price, con prezzo obiettivo slittato rapidamente dalla precedente quota di 19,5 euro all’attuale quota di 28,5 euro.

Previsioni 2012 positive per Lottomatica

 Tra i titoli più difensivi di questa crisi dell’Eurozona possiamo sicuramente citare Lottomatica; il settore, unico per caratteristiche, riesce a reggere i periodi più difficili e per la febbre del gioco i soldi si trovano sempre. Lo sanno bene le banche d’affari che premiano l’andamento del titolo alzando i rating; secondo Nomura il target attuale è 17.40 euro (da 16.30 che era) con rating buy, mentre Banca Akros è per “accumulate” fino a 16 euro.

Il dividendo del 2011 a 0.71 euro, sopra le attese, guida il rialzo a Piazza Affari nella giornata di oggi spingendo Lottomatica vicina al 5% di guadagno ed alla soglia dei 14 euro per azione; nel 2012 le aspettative sono ancora di crescita visto che si parla di Grecia e Belgio oltre che di Italia per le lotterie istantanee. Il target di vendite è a 3.000-3.100 milioni di euro con una posizione finanziaria compresa tra 2.600-2.650 milioni di euro a fronte di investimenti per 255-285 milioni di euro.

Scalata Salini su Impregilo

 Grandi novità in casa Impregilo: Salini è infatti salito ufficialmente al 20%, aprendo di fatto una nuova era nelle strategie di espansione sul mercato. Contemporaneamente all’attacco di Salini al capitale di Impregilo, infatti, è emerso che la famiglia Benetton, proprietaria di Atlantia, avrebbe deciso di vendere la propria quota alla famiglia di Tortona, che diventerà così il titolare effettivo della società di costruzioni. Intanto, Atlantia ha sciolto la propria riserva, e si sarebbe dichiarata pronta al via libera nei confronti della Argo Finanziaria, che sta dunque per venderle la propria quota.

Gli avvenimenti delle ultime ore pongono così fine alle settimane di indiscrezioni che avevano preceduto l’ufficialità dell’attacco di Salini su Impregilo: Salini ha infatti di fatto ammesso di aver rastrellato il 15% della società di costruzioni, anticamera per la proposizione di un’aggregazione industriale. Nell’attesa, ha continuato ad accumulare quote di capitale sociale, fino ad ottenere un altro 5%, giungendo fino al 20%, per un costo compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro.

Nuova asta Buoni Ordinari del Tesoro Marzo 2012

 Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emesso il comunicato stampa numero 27, con il quale ha diffuso i dettagli sull’asta BOT del 15 marzo 2012 con regolamento previsto al 13 marzo.

Tra 7 giorni verranno a scadere BOT annuali per 8.250 milioni di euro e al tempo stesso verranno proposti Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza sempre annuale per 8.500 milioni di euro, insieme a BOT trimestrali per 3.500 milioni di euro con scadenza il 15/06/2012 (92 giorni).

I titoli di Stato in emissione al 15 marzo saranno sottoscrivibili per importi minimi di mille euro dagli investitori ed ancora una volta l’attenzione sarà tutta per la scadenza più lunga dell’asta ovvero per i BOT annuali.

Spread Btp – Bund sotto 300 punti

 Notizie positive sul fronte dello spread Btp-Bund, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e gli equivalenti tedeschi. Stando a quanto emerge dagli attuali dati sul fronte finanziario, infatti, per la prima volta dal primo settembre dello scorso anno il gap che separa la redditività dei titoli di Berlino da quelli di Roma è calato al di sotto della soglia dei 300 punti base, collocandosi intorno alla quota dei 295 punti.

La motivazione di questo nuovo passo indietro da parte dello spread è riconducibile al maggior ottimismo che sui mercati internazionali sta montando in virtù del buon esito del piano di ristrutturazione del debito greco, approvato dalla maggior parte degli istituti di credito e, pertanto, in dirittura d’arrivo per poter giungere a una positiva ratifica che dovrebbe permettere ad Atene di conseguire una risoluzione dei problemi dei conti pubblici.

FTSE-Mib positivo, nel pomeriggio decisione BCE sui tassi

 L’andamento positivo delle Piazze Asiatiche si riflette in Europa, dove i mercati azionari recuperano velocemente terreno seguendo il +2% del Nikkei messo a segno questa notte. La tensione per la Grecia sembra essersi ridotta e le previsioni positive sull’esito dello swap fanno volare i listini, con Piazza Affari che recupera stabilmente 16500 andando a sfiorare 16700 durante la prima metà della giornata di contrattazioni.

Secondo i numeri attuali le adesioni per lo swap sarebbero già superiori al 60% (l’obiettivo minimo è il 75%) mentre per il dato definitivo dovremmo aspettare le 21 di questa sera, quando tutte le Piazze saranno già chiuse.

Aumento capitale Fonsai 2012

 Era difficile pensare che la vicenda Fonsai potesse complicarsi oltre quanto già avvenuto nelle scorse settimane eppure, stando almeno a quanto sta accadendo nelle ultime ore, anche l’incredibile si sta concretizzando. Considerato che la rivalutazione dei titoli di Stato in portafoglio avrebbe fatto incrementare il margine di solvibilità della compagnia assicurativa dal 75% al 90%, i Ligresti e la Premafin, holding di riferimento di Fonsai (detenendo oltre il 35% del suo capitale) hanno chiesto una riduzione del previsto aumento di capitale (ex 1,1 miliardi di euro).

Le conseguenze di quanto sopra sarebbero facilmente intuibile: la famiglia Ligresti subirebbe una minore diluizione della quota in loro possesso. Tuttavia, la scelta avrebbe un chiaro oppositore in Mediobanca, che non ci sta a una simile evoluzione di una vicenda che sembrava portarsi a compimento in maniera più celere. Particolari incertezze vigono anche in merito al comportamento dell’Isvap, che potrebbe non gradire tale sviluppo, rifiutandosi di fornire l’opportuno via libera.

Alitalia perde quote mercato 2011

 Alitalia non è più la compagnia di bandiera italiana. Può essere una dichiarazione provocatoria (che abbiamo sostanzialmente “sottratto” all’editoriale de La Stampa di qualche giorno fa), ma è un dato di fatto, almeno a guardare i dati sui passeggeri transitati sugli aerei di Alitalia, e quelli che invece sono stati ospitati all’interno di quello che è divenuto il principale concorrente italiano della società, Ryanair.

Stando a quanto emerge dagli ultimi dati ufficiali, infatti, nel 2011 Ryanair avrebbe trasportato circa 28,1 milioni di persone, contro i 25 milioni di unità della compagnia di bandiera. Una differenza di 3 milioni di persone a beneficio della compagnia irlandese, che ha così concretizzato un sorpasso già tentato nel corso del 2010, quando raggiunse un volume di passeggeri italiani di poco inferiore a quello di Alitalia (il gap negativo su di sole 100 mila unità).

Piano investimenti Enel 2012-2016

 Enel ha pubblicato il suo nuovo piano investimenti, che prevede impieghi particolarmente importanti nei prossimi cinque anni, a completamento di alcuni progetti di medio termine già avviati con successo dalla compagine italiana, e a supporto dell’avvio di nuovi piani di realizzazione di infrastrutture e di espansioni sul mercato nazionale e internazionale.

Più nel dettaglio, il piano industriale Enel 2012 – 2016 appena presentato alla comunità finanziaria prevede investimenti complessivi per 27 miliardi di euro, da realizzarsi entro il 2016. Ancora più specificatamente, il piano prevede che in Italia siano effettuati investimenti per 7,1 miliardi di euro nel periodo suddetto, di cui quasi due terzi nella Divisione Infrastrutture e Reti, il 31% dalla Divisione Generazione ed Energy Management e circa il 5% da parte della Divisione Mercato.