Soros sibillino: l’uscita dall’euro è praticamente inevitabile

 George Soros, noto imprenditore e politico ungaro-statunitense, è stato più che profetico nel suo ultimo intervento a Vienna: a suo parere, infatti, è probabilmente inevitabile che vi sarà a breve un meccanismo capace di far uscire le economie più deboli dall’euro. Secondo lo stesso Soros, stiamo vivendo una fase critica dal punto di vista finanziario, con il sistema che rimane estremamente vulnerabile. Il riferimento del filantropo non poteva che andare alla Grecia e alle sue attuali difficoltà, ma il rischio è che queste condizioni possano coinvolgere presti anche altre nazioni europee; l’euro è dunque giunto al capolinea?

Mercati valutari: euro debole sul dollaro

 Continua la fase di debolezza, anche se all’interno di un movimento laterale discendente molto contenuto, dell’euro. La moneta unica in data odierna, giovedì 23 giugno del 2011, è infatti scambiata contro il dollaro sotto l’area di 1,42 a seguito di dati macroeconomici, in particolare il PMI manifatturiero in Germania, al di sotto delle attese.

Usa: lo yuan svalutato non è una manipolazione monetaria

 Stati Uniti-Cina, va in scena un nuovo episodio del confronto tra le due prime economie mondiali: stavolta, l’occasione propizia è stata rappresentata dal rapporto del Dipartimento del Tesoro al Congresso, un documento che ha messo in luce una posizione ben precisa degli americani sulla finanza cinese. In particolare, Pechino avrebbe posto in essere dei progressi insufficienti per quel che riguarda un apprezzamento rapido dello yuan, ma comunque non c’è alcun riferimento alla vera e propria manipolazione monetaria.