Asse Monti-Merkel sostiene Piazza Affari

 Il meeting tanto atteso tra Mario Monti e Angela Merkel sta finalmente avendo luogo ed il risultato sembra più che positivo. Il Premier Italiano ha confermato che l’Italia non rischia più di trascinare l’Euro nel baratro, esponendo la sua personale idea di crescita su solide basi per il futuro. Sembra che l’intesa trovata oggi abbia giovato alle borse, che confermano i guadagni della giornata di ieri recuperando parzialmente anche le perdite di questa mattina, sulla scia delle Borse Europee negative.

Bene Piazza Affari quindi che con un +0.22% potrebbe chiudere in positivo la sua seconda giornata dopo le tensioni su Unicredit; proprio questo titolo è tra i sorvegliati speciali di oggi visto che la discesa di Gennaio ha pochi precedenti. Al momento Unicredit guadagna il 5.61% e viene scambiata a 2.5660 euro per azione, che anche se ancora distante dai livelli pre-aumento di capitale lascia sul grafico orario un segnale molto forte.

Pil statunitense in crescita inferiore alle attese

 Il Prodotto Interno Lordo statunitense cresce, ma lo fa con un ritmo inferiore alle attese. È questa la principale variabile statistica che emerge da un report pubblicato dal Dipartimento del Commercio americano, secondo cui la crescita economica USA durante il quarto trimestre del 2011, avrebbe deluso in maniera parziale gli auspici dei principali analisti locali e internazionali, che attendevano un trend più deciso nello sviluppo produttivo.

Il Pil del Paese nordamericano si sarebbe infatti sviluppato con un ritmo pari a 2,8 punti percentuali annui, contro una media delle previsioni degli analisti pari a 3 punti percentuali. Una delusione che  – ricorda la Louis Capital Markets – probabilmente influenzerà le prossime previsioni, rendendo gli investitori sul mercato americano molto più cauti circa l’effettiva attendibilità delle sitme riguardanti i dati provenienti da oltre Oceano.

Maserati chiude il 2011 con dei ricavi incoraggianti

 Il terzo trimestre del 2011 è stato senza dubbio brillante per Maserati: l’azienda modenese ricorderà infatti in maniera positiva il periodo compreso tra gli scorsi mesi di ottobre e dicembre, visto che sono stati caratterizzati da ricavi totali per 142 milioni di euro e da un incremento di ben sei punti percentuali rispetto allo stesso periodo di un anno prima, un deciso passo in avanti. L’aggiunto è giunto direttamente dalla compagnia in questione, la quale fa parte del gruppo Fiat.

Air France spiazza Alitalia col suo risanamento gestionale

 Sicuramente lo stato d’animo più diffuso in queste ore in Alitalia sarà la delusione: in effetti, Air France-Klm sta approntando il proprio piano di risanamento per quel che concerne il management principale, ma questa operazione non vedrà coinvolto il primo vettore italiano, ma il colosso americano Boeing Company. Le perdite della compagnia transalpina sono più che mai evidenti, dunque allo stato attuale delle cose non si provvederà ad alcun aumento della quota che è detenuta proprio in Alitalia.

Ubi Banca chiude 36 filiali

 Durante la crisi dei subprime degli anni precedenti una lunga serie di istituti di credito degli Stati Uniti sono crollati, anche se poi tutto si è “risolto” con l’acquisto da parte della rimanenza “sana” a prezzi scontati dei primi. Ora che la crisi monetaria interessa l’area Euro (grazie anche, lo ricordiamo sempre, all’attacco proprio dagli Stati Uniti tramite le agenzie di rating)  ci si aspetta da diversi mesi l’equivalente di quello che è successo oltre oceano.

Dopotutto ad essere ancora una volta nel mirino sono proprio gli istituti di credito Europei, oltre che i debiti sovrani che sembrano diventati ingovernabili. Da quando l’Euro ha cominciato ad accusare i suoi problemi, questo è il primo vero effetto della fase di crisi che stiamo passando ed interessa il colosso UBI Banca.

Collocazione Bot annuali per 8,5 miliardi

 Durante la giornata di ieri il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha diffuso i dettagli per l’asta di Bot annuali in calendario al 12 Gennaio prossimo. Nel dettaglio si tratta di 8.500 milioni di euro di Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza al 14.01.2013 per una durata complessiva di 365 giorni. Il collocamento è previsto al 12 Gennaio, mentre il regolamento al 16 Gennaio prossimo. Nella nota viene inoltre ricordato che il 16 Gennaio vengono a scadere Bot con scadenza annuale per 7.700 milioni di euro.

Durante la giornata del 12 Gennaio prossimo, si legge nella nota, è prevista anche l’asta di 3.500 milioni di euro di Buoni Ordinari del Tesoro della durata di 365 giorni (con scadenza il 31 maggio 2012) sempre con regolamento al 16 Gennaio.

Eurostat certifica il record italiano sulla disoccupazione

 L’Italia conquista un altro primato davvero poco invidiabile: si tratta dell’ultima rilevazione che è stata messa in luce dall’Eurostat e che ha assegnato al nostro paese il primo posto a livello continentale per quel che concerne le persone che non hanno fiducia nel lavoro e che hanno smesso di ricercarlo proprio per questo motivo, una disoccupazione che è purtroppo in costante crescita. Le stime in questione hanno preso a riferimento i ventisette stati membri dell’Unione Europea, con troppi soggetti che hanno comunque intenzione di mettersi a disposizione per un impiego, ma che nonostante questa disponibilità non ricercano nulla: per la precisione, si tratta di ben 8,25 milioni di unità, addirittura il 3,5% della forza lavoro totale in questo caso.

Fiat è alla ricerca di un nuovo partner commerciale

 L’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, è un vero e proprio fiume in piena in questi giorni: dopo l’annuncio del suo incarico prolungato almeno fino al 2015 e qualche accenno a una sua possibile e futura sostituzione, la giornata di ieri è stata dedicata ad altri discorsi. Il Salone dell’Auto di Detroit è foriero di interventi importanti e l’ultimo in ordine temporale ha riguardato le strategie commerciali del Lingotto. In effetti, la casa torinese e la Chrysler, il celebre alleato americano, hanno compreso che il mercato automobilistico di questo nuovo anno sarà sostanzialmente simile a quello del 2011, quindi è quantomeno necessario ricercare un terzo partner che possa condividere in maniera piena gli sforzi industriali del duo italo-statunitense, oltre ai vari costi di sviluppo che sono necessari per i nuovi modelli.

Asta titoli del debito Germania con rendimenti negativi

 Mentre ci avviamo alla chiusura di Piazza Affari che vede l’indice in flessione dell’1.72% dopo le tensioni su Unicredit, vengono diffusi i dettagli dell’asta di titoli di Stato tedeschi ed anche questa volta non mancano le sorprese.

Sono stati collocati titoli di stato con scadenza a sei mesi per 3.9 miliardi di euro ed il bid-to-cover è stato di 1.8 rispetto al 3.8 della precedente asta di Dicembre scorso e la domanda pari a 7.08 miliardi di euro. Ma la vera sorpresa è stato il rendimento; mentre il mese scorso i titoli sono stati collocati allo 0.001%, questo mese si è arrivati in negativo a -0.0122%.

Titolo Unicredit nel giorno di aumento di capitale

 Dopo l’annuncio di conferma dell’aumento di capitale di Unicredit, varato con uno sconto complessivo del 43% sul prezzo dei primi di Gennaio 2012, il titolo si è velocemente allineato a quello che sarebbe poi stato il prezzo della nuova emissione, anche se a ben guardare c’è ancora una certa differenza.

Andando a ritroso nella storia dell’iter per l’aumento di capitale di Unicredit ricordiamo che uno dei partner chiave (la Libia)  ha dato il pieno supporto per l’operazione, mentre dall’altra parte abbiamo investitori storici come Blackrock che invece hanno prontamente diminuito l’investimento (nel caso specifico dimezzato) dopo l’annuncio ma anche dopo le nuove tensioni nella zona Euro.

Libia rafforza il capitale di Unicredit

EBay pensa alla scissione da PayPal per arricchirsi

 La celebre casa d’aste online eBay sembra aver trovato un modo sicuro e rapido per arricchirsi: non si tratta di vendite sul web o di nuovi kit messi a disposizione, bensì di una operazione più complessa che andrebbe a riguardare la scissione di PayPal, l’unica modalità al momento che consentirebbe ai proprietari di avere delle buone somme di denaro a disposizione. In effetti, bisogna tenere conto che dal 2008, cioè da quando John Donahoe ha rimpiazzato Meg Whitman nel ruolo di amministratore delegato, il principale mercato internazionale della rete non è riuscita a garantire oltre il 2% di rendimento ai propri azionisti, davvero troppo poco.

Olympus rischia il delisting dal Tokyo Stock Exchange

 Olympus Corporation potrà mantenere ancora per qualche tempo la propria quotazione presso il Tokyo Stock Exchange, almeno fino a quando non sarà fatta chiarezza in merito ai recenti scandali: in particolare, il colosso giapponese deve assolutamente riformare il proprio management se è ancora intenzionato a far parte del listino asiatico. C’è comunque da dire che la decisione finale spetterà alla stessa borsa nipponica, la quale si è riservata del tempo fino alla fine di questo mese. La società in questione, celebre per i propri apparecchi ottici e fotografici, è entrata nell’occhio del ciclone a causa di alcune rivelazioni che nel corso del 2011 hanno messo in luce le grosse perdite nascoste per circa un decennio.

Previsioni prezzo Alluminio 2012

 Tra i metalli preziosi ci si interroga ancora sulla validità dell’Oro come bene di rifugio, mentre l’incremento di prezzo degli scorsi anni di Rame, Nickel ed altri metalli strettamente legati al mondo del lavoro, subisce un rallentamento di pari passo con l’andamento dell’economia reale.

Previsioni sull’Oro

Se c’è invece un metallo che con il tempo avrebbe dovuto incrementare il suo valore è proprio l’alluminio; le applicazioni di quest’ultimo sono estremamente estese grazie alla quantità di leghe sviluppate nel tempo che rispondono ad esigenze diverse per i più svariati settori.

L’Italia merita ancora il petrolio libico?

 I nuovi leader della Libia ricorderanno sicuramente chi ha fornito loro gli aiuti più importanti per quel che concerne la “detronizzazione” di Muammar Gheddafi: questo “rinfresco di memoria” sarà fondamentale al momento delle concessioni petrolifere future. Cosa accadrà all’Italia, uno dei principali investitori in terra libica, ma anche compromesso col vecchio regime? Gli svantaggi commerciali potrebbero essere evidenti, anche perché non è certo un mistero che Tripoli rappresenti una delle maggiori riserve di oro nero al mondo, con una stima complessiva di quarantasei miliardi di barili e molte nazioni che sono costantemente interessate a questi giacimenti.