Revocato da Piazza Affari il titolo Alitalia

Torniamo a parlare ancora una volta di Alitalia. Da oggi, lunedi 26 gennaio, il titolo Alitalia scomparirà definitivamente dai listini di Piazza Affari. A deciderlo è stata Borsa Italiana che già lo scorso 4 giugno aveva congelato a tempo indeterminato il titolo della compagnia al valore di 0,445 euro. Oltre le azioni anche le obbligazioni scompariranno dai listini. Nello specifico, ad essere revocate dalla Borsa saranno le obbligazioni convertibili 2002-2010 per un valore di circa 715 milioni di euro.

La cancellazione del titolo Alitalia dai listini è uno schiaffo ai risparmiatori – dice il senatore del Pd Tiziano Treu– C’è inoltre un danno specifico per gli azionisti che si vedono ora completamente negato ogni valore al proprio investimento, diversamente da quanto prevedeva sotto questo punto di vista l’accordo con Air France da parte del governo Prodi, che tutelava i risparmiatori. Doveva essere il governo che non metteva le mani nelle tasche dei contribuenti, ma di quelle promesse ora resta solo la rabbia di chi vede andare in fumo i suoi soldi e i suoi diritti.

Concluso l’accordo Air France-Alitalia: ottimismo su entrambi i fronti sul futuro delle compagnie

 Si è dunque conclusa la vicenda relativa all’acquisto di Alitalia: Air France-KLM Group, maggior compagnia aerea d’Europa, ha accettato di pagare 323 milioni di euro per la partecipazione del 25% della nuova Compagnia Aerea Italiana, superando in tal modo la concorrenza di Deutsche Lufthansa AG. Rocco Sabelli, direttore generale di CAI, ha così spiegato la scelta del nuovo partner durante una conferenza stampa a Roma:

Air France si è mostrata più decisa rispetto alle altre compagnie. L’accordo con la società francese dovrebbe permettere di ottenere introiti per 720 milioni di euro.

Le attività della nuova Alitalia sono dunque già cominciate e sono state contraddistinte da ritardi e cancellazioni di voli.

Air France approva l’offerta di acquisto di Alitalia: ora si attende la proposta di Lufthansa

 Il consiglio di amministrazione di Air France-KLM Group ha approvato un’offerta di circa 320 milioni di euro per l’acquisto di Alitalia: l’indiscrezione sembra dunque far sbloccare le trattative relative alla nuova Compagnia Aerea Italiana. La società francese ha sostenuto il piano durante un meeting ed ora sono attesi per il 12 gennaio a Roma i leader di Alitalia, i quali dovranno decidere se prendere in considerazione tale offerta. Air France ha intenzione di acquistare la holding attraverso una partecipazione in CAI; bisogna però sottolineare che anche Deutsche Lufthansa AG è ancora in contatto con Alitalia e, secondo una dichiarazione della portavoce Claudia Lange, la possibilità di fare un’offerta da parte della compagnia tedesca è ancora molto concreta.

 

Lufthansa non smuove la situazione di Alitalia: Roma e Milano divise sul partner straniero

 Nessuna offerta su Cai verrà lanciata a breve da Lufthansa per effettuare una controproposta ad Air France. Secondo alcune indiscrezioni, la compagnia aerea tedesca ha negato che vi siano stati contatti telefonici tra il presidente, Wolfgang Mayrhuber, e Roberto Colaninno, nè che vi possa essere nei prossimi giorni un incontro di persona tra i due. In realtà, rimane molto alto l’interesse di Lufthansa per rilanciare un’offerta contro Air France, dopo che si era prospettato un acquisto da parte della compagnia francese del 25% della nuova Alitalia; a confermare l’interesse di Lufthansa è stato il portavoce della stessa società, il quale ha anche precisato che per il futuro sono previste conference call e incontri tra le parti, senza però specificare le possibili date.

Caos Alitalia: nel pomeriggio l’incontro Cai-sindacati

Lo sciopero che nella giornata di lunedì ha paralizzato l’aeroporto di Fiumicino sembra ormai concluso: gli addetti ai servizi di pista di Alitalia Airport – circa un centinaio – che hanno incrociato le braccia ieri, oggi sono tornati al lavoro più per volere dei sindacati che non perché spaventati dalla prospettiva di precettazione minacciata dai ministri Sacconi (Infrastrutture) e Maroni (Interno).

Eppure c’è da credere che le ricadute dell’agitazione si faranno sentire ancora a lungo, e non solo nell’alveo di Alitalia-CAI (la Compagnia Aerea Italiana che sta nascendo dal fallimento della vecchia compagnia di bandiera). A pagare per primi, come è – purtroppo – ovvio, sono stati infatti i passeggeri, rimasti a terra per ore proprio mentre assaporavano il fascino della partenza verso le mete delle ferie natalizie; i loro “Basta”, le risse sfiorate (e scongiurate dal presidio della Polizia), l’intervento della Protezione Civile a distribuire viveri e coperte, sono anche i segni più evidenti della brutta figura di chi tanto si è speso per carcare di risolvere la questione-Alitalia.

Non si sa quando partirà Cai, intanto si discute sul compenso del commissario Fantozzi

 Mentre non si riesce ancora a capire quando e come riuscira a prendere il volo la nuova Alitalia, dopo che si è avuta la conferma che ciò non avverrà il 1 dicembre, come invece da tempo stabilito, nascono nuove polemiche in merito ad alcune indiscrezioni che riporterebbero il compenso multimilionario ( 15 milioni di euro) che il Governo dovrebbe pagare al commissario straordinario Augusto Fantozzi, per i pochi mesi di lavoro da traghettatore verso la nuova compagnia. Il commissario ha smentito immediatamente e fermamente queste voci, ma facendo due calcoli in base alla legge Marzano, la cifra non sembrerebbe in effetti molto distante dal vero. Sulla questione ovviamente si è scatenata immediatamente la bagarre politica e Il Partito Democratico e l’Italia dei Valori hanno chiesto oggi in Aula alla Camera che il governo riferisca subito in materia. Per tornare invece lal fronte della operatività della nuova compagnia, in un comunicato si legge che

L’Enac attende quanto prima” l’informazione sulla nuova data di start up “per le proprie attivita’ di monitoraggio e verifica e che inoltre ino al completamento del passaggio, l’Alitalia continuera’ ad operare.

Una nuova giornata di scioperi per Alitalia mentre Fantozzi incontra l’ad di Cai

 Mentre la protesta “bianca” del personale di bordo di Alitalia entra nella seconda settimana, oggi tra partenze e arrivi, sono stati cancellati circa 70 voli della compagnia all’aeroporto romano di Fiumicino, 40 nello scalo milanese di Linate e 14 in quello lombardo di Malpensa. A Roma si sono contate 70 cancellazioni da e per Fiumicino — 30 in partenza e 42 in arrivo — in gran parte voli nazionali. Negli scali milanesi, sono 40 i voli cancellati a Linate (21 partenze e 19 arrivi) e 14 quelli a Malpensa (7 partenze e altrettanti arrivi). Sabato scorso, la compagnia ha annunciato la decisione di ridurre i voli proprio per rispondere al “persistere del comportamento anomalo nelle procedure operative nonché del consistente aumento delle assenze per malattia, di una parte del personale di volo”, assicurando al tempo stesso la riprotezione dei passeggeri dei voli cancellati.

I sindacati firmano con Cai ma i disagi negli aeroporti continuano

 Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno raggiunto l’intesa con Cai sui nuovi contratti di Alitalia. Lo riferiscono i sindacati, dopo che oggi si è tenuta la riunione fra le quattro sigle e Cai, la società che si è candidata a rilevare la parte buona della compagnia aerea. Ma nonostante la firma come previsto i disagi per chi vola continuano, malgrado i provvedimenti presi da una parte dal governo con la precettazione e dall’altra da magistratura ed Enac con le inchieste in corso per accertare responsabilità e eventuali procedimenti da inoltrare contro presunti responsabili di agitazioni non previste e non autorizzate,  con una sessantina di voli cancellati solo nell’aeroporto romano di Fiumicino.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti esprimono soddisfazione per l’accordo definito, che risponde alle richieste nonché alle tutele avanzate dal sindacato durante tutta la complessa fase negoziale,

si legge in una nota congiunta diffusa dai sindacati.

I sindacati autonomi dichiarano il loro piano di scioperi contro l’accordo con Cai

 I sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo che non hanno sottoscritto l’accordo sui contratti con Cai, la società che si è candidata a rilevare Alitalia, hanno annunciato oggi 14 giornate di sciopero da dicembre a maggio contro la “rigida chiusura” di Cai a una trattativa sulle assunzioni. Lo annunciano Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl Intercategoriale in una nota congiunta.
“Cai, con la complicità di Cgil, Cidl, Uil e Ugl, ha stravolto e disatteso i contratti collettivi di lavoro già concordati e sottoscritti nel mese di settembre a Palazzo Chigi da tutte le sigle sindacali e dal governo”, scrivono le organizzazioni. A partire dallo sciopero del 25 novembre prossimo, sono già state individuate 14 date dal 6 dicembre al 26 maggio del prossimo anno, che saranno interessate da ulteriori azioni di sciopero che verranno opportunamente proclamate, si legge nella nota.

Cai presenta l’offerta vincolante, malgrado il no di alcuni sindacati, ecco perchè questo può rappresentare un importante punto di svolta

 Al termine di una giornata convulsa per le sorti di Alitalia, Cai, la compagnia guidata da Roberto Colaninno, ha fatto sapere di aver presentato l’offerta vincolante per acquisirne beni e asset e, in serata, Lo stesso Colaninno ha detto di aspettarsi una risposta dal commissario di Alitalia “in settimana”. Dopo una giornata che ha visto la situazione precipitare fino alla seria possibilità che la trattativa fallisse definitivamente e con essa la compagnia di bandiera, il lavorio diplomatico di Letta è riuscito a fare il miracolo. Ma quello che secondo noi occorre sottolineare è che forse per la prima volta nella storia del nostrro paese una trattativa non si arena malgrado non vi sia l’accordo completo dei sindacati.

La nuova Cai è pronta a partire ma i dubbi sul piano restano ancora tutti sul tavolo

 La nuova Alitalia  nata dalla fusione tra la “vecchia” compagnia di bandiera e Air One, dovrebbe operare a partire dal primo dicembre, scrive oggi il quotidiano francese La Tribune sul proprio sito web. Lo ha indicato, secondo il giornale economico, il presidente di Air France-KLM, Jean-Cyril Spinetta, ai sindacati e anche agli analisti riuniti giovedì e venerdì scorso per la giornata dedicata agli investitori. La scelta tra Air France-KLM e la tedesca Lufthansa come partner industriale avverrà a partire dal 12 novembre, scrive sempre la Tribune, secondo cui la compagnia franco-olandese ha indicato di essere pronta a entrare nel capitale della nuova Alitalia con il 20-25%. Jean-Cyril Spinetta ritiene che il suo gruppo sia in una posizione “migliore di Lufthansa” sul dossier, ritenuto “estremamente importante per la strategia di consolidamento di Air France-Klm in Europa”, scrive ancora il giornale.

E’ scontro fratricida all’interno di Alitalia, mentre si cerca disperatamente di evitare il blocco dei voli

 Intorno alla questione Alitalia ieri si è verificato forse l’ultima parte di quella che sembrerebbe, se non fosse per la drammaticità della situazione, una vera e propria commedia delle parti. Ha cominciato, infatti, il semprepresente Berti, del sindacato dei piloti, uno dei più duri avversari dell’accordo con Cai, che ha azzardato che una simile situazione di stress per i piloti, potrebbe provocare dei rischi alla sicurezza dei voli. Una affermazione, rilasciata a Skytg24, che non varrebbe forse nemmeno la pena di commentare e che dà ancora una volta adito a chi accusa di irrespnsabilità una certa parte del sindacato. Poi a Fiumicino centianaia di lavoratori di terra, assistenti di volo e piloti, favorevoli all’accordo con Cai, hanno protestato vivacemente con cori da stadio indirizzati verso il fronte del no del sindacato, fino ad arrivare quuasi al contatto fisico, evitato solo grazie all’intervento della polizia.

L’uso dello sciopero selvaggio per cercare un impossibile diversa soluzione per il salvataggio Alitalia

 E ora dopo aver fatto tutti i più meschini tentativi di far saltare le trattative per il drammatico salvataggio della compagnia di bandiera, le corporazioni dei piloti e degli assistenti di volo, una delle tante in questo paese, usano l’ultimo irresponsabile mezzo a loro disposizione: lo sciopero selvaggio. 40 voli saltati, e chissà quanti altri in ritardo o a rischio cancellazioni fino a questa sera. Sacconi e il Governo gridano all’irresponsabilità di questo sindacato che poco o quasi nulla sembra avere a cuore le sorti dei ventimila lavoratori a rischio, ma sembra invece far prevalere la difesa degli interessi di parte, di privilegi e di rendite di posizione, che, in tutti questi anni e in diversi settori dell’economia, tanto hanno contribuito e contribuiscono a zavorrare il nostro paese, dal punto di vista competitivo. E’ successo di recente con i taxisti, è successo con i farmacisti, ma sono tantissime le corporazioni, avvocati, notai,medici, professori che fanno una vera e propria guerra nascosta di lobbing nelle sedi istituzionali per difendere i loro scandalosi privilegi, anche al parodosso del tanto peggio tanto meglio, come sta avvenendo in queste ore drammatiche di fronte al caso Alitalia.