I mercati crollano aspettando il G7; le proposte di USA, UK e Germania

 Prosegue senza sosta il crollo dei listini azionari. In nottata Wall Street ha visto l’indice dei titoli industriali, il Dow Jones, scendere sotto quota 9000 con un ribasso del 7%; in Giappone il Nikkei ha perso l’11%. A niente sono quindi valse le mosse degli ultimi giorni, i mercati restano in preda al panico ed adesso si aspetta di capire quali provvedimenti prenderà il G7 di oggi a Washington. In questo momento a suscitare le maggiori preoccupazioni è il mercato del credito, si stanno infatti concretizzando i timori per un blocco dei flussi di liquidità, cosa che determinerebbe la paralisi del settore finanziario e con essa un ulteriore rallentamento delle economie reali. A tal proposito è necessario sottolineare che nell’ultima settimana i finanziamenti erogati dalla FED alle banche hanno raggiunto la media di 420 miliardi di dollari al giorno, un record che indica l’attuale blocco del mercato interbancario.

Anche le ferrovie francesi interessate ad entrare nel nuovo progetto di treni ad alta velocita di Montezemolo e Della Valle

 Ntv, prima società italiana privata del trasporto ferroviario ad alta velocità di passeggeri, ha siglato un accordo di partnership con la società  statale francese Sncf che entrerà nel suo capitale con il 20%. Lo rende noto un comunicato Ntv spiegando che la società francese sarà partner industriale in Italia e in Europa. Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano economico d’Oltralpe Les Echos l’operazione ammonterà a 80 milioni di euro. L’accordo, ha spiegato il presidente di Ntv Luca Cordero di Montezemolo, è un accordo di esclusiva nell’alta velocità in  Italia ed ha avuto il nulla osta del governo e prevede che Sncf non possa crescere oltre il 20%. Con questa intesa l’assetto azionario della nuova società ferroviaria fondata da Montezemolo e Diego Della Valle ha trovato un assetto definitivo in vista dell’avvio dell’operatività nella primavera del 2011.

Il Cdm approva il piano di intervento, Berlusconi: “nessuna banca fallirà”. La situazione italiana vista dal FMI

 Dopo Inghilterra e Spagna anche l’Italia interviene con un proprio piano. Il Consiglio dei ministri svoltosi ieri a palazzo Chigi ha infatti predisposto delle misure a garanzia della solidità delle banche e a garanzia dei conti correnti dei cittadini. Evitare il fallimento delle banche non è tuttavia il primo obiettivo: la mossa del governo è indirizzata prima di tutto a riportare fiducia in un sistema che rischia di essere paralizzato dalla paura. Il fondo da 20 miliardi di euro per la ricapitalizzazione delle banche, cosa di cui si erano sentite voci nel pomeriggio di ieri, non esiste; tale ipotesi è stata infatti smentita direttamente dal ministro Tremonti al termine della conferenza stampa. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che prevede una procedura da seguire nel caso in cui una banca si trovi ad affrontare problemi di liquidità: la banca in questione si rivolge alla Banca d’Italia la quale valuta la necessità di effettuare un aumento di capitale; a questo punto si cercano azionisti privati e se non si trovano interviene lo Stato.

Continua il crollo dei mercati: le banche centrali tagliano i tassi, in Inghilterra un piano di sostegno alle banche

 Non ha precedenti la mossa a cui hanno preso parte le più grandi banche centrali del pianeta: in USA, Europa, Canada, Inghilterra e Svezia i tassi di interesse sono stati ridotti di 50 punti base. Ribassi anche in Cina (27 punti base), Hong Kong (50 punti base) e Svizzera (50 punti base). Questo dopo che ieri la banca centrale australiana aveva ridotto i tassi di un punto percentuale. Quello a cui abbiamo assistito è un taglio dei tassi coordinato a livello mondiale e viene in risposta al crollo dei mercati azionari. La speranza è quella di bloccare il panic selling di questi giorni riducendo la volatilità dei mercati. Un secondo obiettivo è poi quello di riportare i tassi interbancari ai livelli delle scorse settimane, in modo da togliere un ulteriore fardello alle banche in cerca di liquidità a breve termine. L’intervento delle banche centrali era stato anticipato dal discorso di Ben Bernanke (direttore della FED), il quale aveva parlato di evidenti segnali di rallentamento dell’economia statunitense e della conseguente presa di coscienza da parte della FED della necessità di un taglio dei tassi.

Fu giusto far fallire Lehman brothers in quel modo? qualche dubbio comincia a serpeggiare fra gli esperti

 La decisione presa da Henry Paulson di lasciare fallire Lehman Brothers è stata un errore imperdonabile per l’equilibrio del sistema finanziario globale”, ha detto ieri il ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, lasciando forse un pò perplessi quanti invece avevano elogiato quella decisione definita coraggiosa delle autorità americane. Ma analizzando le conseguenze successive a quel terribile crollo e i risultati odierni e sopratutto quello che stanno facendo i vari Governi, ora, per salvare i propri istituti, forse quella decisione non fu cosi giusta come all’inizio sembrò. E’ dal 15 settembre, infatti, data in cui Lehman Brothers è andata in default, che le sofferenze del sistema finanziario mondiale sono esplose in una crisi di cui paghiamo tuttora le conseguenze. Le Borse hanno perso, punto più punto meno, circa il 20%, l‘Euribor a 3 mesi fino a quel momento vincolato sotto quota 5%, è balzato al 5,40%, sui massimi di sempre.

La Spagna corre ai ripari e prepara un piano di acquisto di debiti dalle banche

 Tutti gli Stati europei, in ordine sparso e senza alcuna operazione comune e unitaria, stanno cominciando ad agire seriamente per evitare il collasso finanziario dei loro principali istituti finanziari. Ha cominciato l‘Irlanda, suscitando l’ira di una nervosissima Angela Merkel, con la garanzia dei depositi bancari, poi la Gran Bratagna la Francia e la stessa Germania, ed ora arriva la Spagna, che in teoria dovrebbe essere la meno colpita dalla crisi finanziaria, dal momento che i propri istituti bancari sembrano i meglio capitalizzati attualmente. Secondo infatti le prime indiscrezioni giunte dalla Moncloa, sede del Governo, Zapatero e il suo esecutivo sarebbero pronti a proporre al Parlamento un piano che dovrebbe permettere al Governo di rilevare 30 miliardi di euro di debito dalle banche spagnole, che potrebbero diventare 50 in caso di peggioremento ulteriore della situazione finanziaria.

Il calo dei tassi in Australia ha portato un effimero ottimismo. L’attenzione resta sulle banche centrali, con un occhio alle commodities

 Dopo il tonfo di ieri fatto registrare da tutti i listini azionari sembra che oggi ci sia aria di recupero. In Asia l’indice MSCI ex Japan ha messo a segno un +1,5% grazie alla mossa a sorpresa della banca centrale australiana la quale ha ridotto di un punto percentuale i tassi di interesse. Una riduzione era attesa, ma non così significativa. Il mercato italiano ha aperto in rialzo del 2,3%, per poi tornare sulla parità nell’arco di 50 minuti. Ora però l’occhio si sposta sulle altre banche centrali per capire se la riduzione dei tassi in Australia farà parte di una azione decisa e coordinata a livello mondiale o risulterà invece una mossa destinata a non essere seguita.