Aumenta l’economia sommersa. L’evasione fiscale in Italia è una patologia che distorce la competizione economica ed è anche fonte di ingiustizia tra chi paga le tasse e chi non le paga. Raggiungono il 30% i redditi non dichiarati dai 6.414 evasori totali, ovvero quelli sconosciuti al fisco, e ora scoperti dalla Guardia di Finanza e di cui ne parla il comandante generale della GF, Cosimo D’Arrigo, presentando a Roma il bilancio 2008 della Gdf. In totale la Gdf ha scoperto redditi non dichiarati, da chi in tutto o in parte si sottrae al fisco, per 27,5 miliardi di euro. Il ministero dell’Economia e delle finanze stima, grosso modo, l’evasione fiscale a livello di 220-250 miliardi di euro. Ecco perchè il PIL è in diminuzione, perchè molti non dichiarano i propri guadagni. Reddito non dichiarato nonostante la lotta all’evasione consolazione è che almeno 80-90 miliardi di euro sarebbero recuperabili con la lotta all’evasione.
“Vaffanbanka!” manuale di autodifesa economica e finanziaria a rendimento garantito
Sappiamo ora, che non possiamo fidarci dei report delle potenti istituzioni mondiali: questa gente è buona solo a farsi gli “affari loro”. Sappiamo anche, che quando un promotore finanziario ci vuole propinare un PAC, è bene pensarci due volte. Ma allora, escludendo i trader (che per la loro “professione” è fondamentale seguire un certo tipo di studi), come fa’ un semplice cittadino a capire dove investire? Deve armarsi di buona volontà ed iniziare a studiare l’Economia e la Finanza? Non per forza.
Anche se delle basi è giusto averle poiché la materia ci tocca direttamente (sia che vogliamo investire o meno, non si può sentir parlare di tasso fisso e variabile, PIL, disoccupazione, debito pubblico, azioni, obbligazioni e storcere il naso), basta solamente un po’ di buonsenso e una corretta informazione per non farci spennare.
S&P Mib i migliori e i peggiori di giornata: 19-12-2008

S&P Mib i top 10 di giornata:
UNICREDIT 1,7800 (+11,95%); PRYSMIAN 9,6500 (+10,03%); BUZZI UNICEM 12,0600 (+6,35%); ATLANTIA 13,7700 (+5,92%); ITALCEMENTI 9,1700 (+5,83%); AUTOGRILL 5,7500 (+5,80%); INTESA SANPAOLO 2,5675 (+5,23%); UNIPOL 1,1740 (+4,63%); MONDADORI 3,4325 (+4,17%); FINMECCANICA 10,9000 (+4,01%).
S&P Mib i flop 10 di giornata:
ENI 16,6000 (-7,47%); SAIPEM 11,4800 (-3,93%); FIAT 4,8575 (-3,72%); UBI BANCA 10,9600 (-3,61%); TENARIS 7,3900 (-3,40%); FONDIARIA-SAI 12,9800 (-3,13%); BANCA POP MI 4,0975 (-2,44%); PARMALAT 1,1900 (-2,06%); MEDIOBANCA 7,2800 (-1,49%); LOTTOMATICA 17,5500 (-1,13%).
Il Governo Usa salva Detroit: approvato il piano di salvataggio dell’auto
Volano i titoli dell’auto a New York e con esse tutto il comparto azionario, dopo la notizia dell’approvazione del piano di salvataggio per i tre
Analisi Tecnica: accellera al ribasso il Dow Jones dopo la rottura del forte supporto
Rotto il forte supporto a 8776 il Dow Jones accelera al ribasso senza ripensamenti, fino a violare il 50% della squadratura. Tentativo vano quello di
Honda trasferisce ricerca e sviluppo all’estero per accrescere la produzione
Il presidente della Honda Motor Co., Takeo Fukui, ha annunciato che l’azienda automobilistica asiatica potrebbe spostare il settore della ricerca e sviluppo fuori dal Giappone, al fine di accrescere la produzione oltreoceano nel caso lo yen dovesse rafforzarsi ulteriormente. Lo stesso Fukui ha così spiegato i dettagli dell’annuncio:
Avremmo bisogno di ridurre la nostra capacità interna se la valuta giapponese dovesse continuare a essere scambiato a una quota superiore ai 90 yen per dollaro. L’azienda potrebbe decidere di porre termine all’importazione di prodotti completi.
Honda, seconda maggior azienda del Giappone per quanto riguarda la costruzione di autoveicoli, si aspetta ora che i prossimi sei mesi comporteranno notevoli perdite per la prima volta negli ultimi quindici anni. Il governo giapponese ha, tra l’altro, fatto sapere che ci sono possibilità di un suo intervento nei mercati valutari per proteggere l’economia del paese. Il primo ministro giapponese, Taro Aso, ha subito molte pressioni per interrompere l’impennata dello yen nei confronti del dollaro, evento che ha provocato l’erosione del valore delle esportazioni della nazione asiatica. Il prodotto interno lordo, inoltre, ha subito una contrazione di 1,8 punti percentuali nel terzo trimestre del 2008. Ogni yen che viene guadagnato contro il dollaro provoca un taglio del profitto operativo annuale della Honda di circa 18 miliardi di yen, secondo alcuni dati forniti dalla compagnia.
Banca d’Italia: crisi economica e disuguaglianze sociali
La crisi economica ha iniziato a incidere sui bilanci delle famiglie italiane, in un 2008 in cui la ricchezza reale ha cominciato a ridursi e le diseguaglianze sociali hanno continuato ad accentuarsi. Questo il risultato di un’indagine di Banca d’Italia sui nuclei familiari, che a causa del trend negativo delle Borse hanno perso il 6% della ricchezza finanziaria e dovranno ora affrontare le difficoltà e le incognite di una lunga recessione.
Tuttavia la situazione italiana può essere considerata una delle migliori rispetto altri grandi Paesi occidentali, ma in un Italia in cui la maggior parte della ricchezza resta basata sulla proprietà immobiliare, si accentuano le disparità sociali. Infatti quasi metà delle ricchezza complessiva è detenuta dal 10% dei nuclei più ricchi. La distribuzione della ricchezza è caratterizzata da un elevato grado di concentrazione: molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza, mentre poche dispongono di una ricchezza elevata.
Analisi Tecnica: minimo in vista per l’S&P-MIB
Rallenta la corsa verso i 20000 il nostro indice: dopo il rimbalzo al quale abbiamo assistito, le ultime giornate perdono di forza. Non siamo arrivati
S&P Mib i migliori e i peggiori di giornata: 18-12-2008

S&P Mib i top 10 di giornata:
SNAM RETE GAS 3,9900 +6,97%; UNIPOL 1,1220 +6,25%; TERNA 2,2500 +5,88%I; NTESA SANPAOLO 2,4400 +5,86%; A2A 1,2900 +4,96%; TELECOM ITALIA 1,1290 +4,83%; BUZZI UNICEM 11,3400 +4,42%; IMPREGILO ORD 2,0575 +3,91%; ALLEANZA 5,9100 +2,87%; MONDADORI 3,2950 +2,17%
S&P Mib i flop 10 di giornata:
SAIPEM 11,9500 -4,09%; FINMECCANICA 10,4800 -2,69%; LOTTOMATICA 17,7500 -2,20%; AUTOGRILL 5,4350 -1,98%; MEDIOBANCA 7,3900 -1,92%; ENI 17,9400 -1,54%; L’ESPRESSO 1,2560 -1,10%; GEOX 4,1625 -1,01%; LUXOTTICA GROUP 13,4400 -0,96%; PARMALAT 1,2150 -0,82%
L’Opec taglia la produzione ma il prezzo del greggio continua a scendere

Niente da fare. Il prezzo del petrolio continua a scendere nonostante i tagli record effettuati dall’Opec. L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio ha, durante il vertice di Orano, in Algeria, ridotto la produzione di petrolio di 2,2 milioni di barili al giorno e, afferma il presidente dell’Opec, Chakib Khelil, dal primo gennaio del 2009 le quote dei paesi Opec saranno di 24,845 milioni di barili al giorno. Nonostante il drastico taglio della produzione di petrolio, i mercati hanno reagito al contrario delle aspettative, i listini continuano a calare e il prezzo del greggio è arrivato a 40 dollari al barile, il minimo da 4 anni.
Analisi Tecnica: i target intraday del Dow Jones
Una serie di massimi e minimi crescenti sul grafico del Dow Jones accompagnano il rialzo scaturito dal minimo del 21 Novembre. La forza dimostrata fin’ora
Soffre il made in Italy: forse uno spiraglio grazie al calo del petrolio
Con l’espressione inglese Made In Italy, si indica il processo di rivalutazione della produzione artigianale e industriale italiana che ha spesso portato i prodotti italiani ad eccellere nella competizione commerciale internazionale, grazie proprio alla qualità dei prodotti. All’estero, infatti, i prodotti italiani hanno nel tempo guadagnato una fama con corrispondente vantaggio commerciale.
Il Made in Italy mostra oggi segni di sofferenza. La crisi non risparmia nessuno e fa sentire i suoi effetti anche sulle esportazioni italiane: l’export targato Italia perde terreno facendo registrare, sulla base dei dati Istat, un calo ad ottobre sia nell’interscambio complessivo, sia nei confronti dei Paesi europei. Calano anche le esportazioni proprio all’interno dell’Ue: segnamo una diminuzione delle esportazioni pari al 4,4%. Allo stesso tempo, cresce il deficit della bilancia commerciale, che nei primi dieci mesi dell’anno ha raggiunto i 10 miliardi di euro.
Heiniger si dimette da Rolex in un periodo difficile per l’industria degli orologi di lusso
Rolex Group, l’azienda svizzera specializzata nella produzione di orologi, ha annunciato che il direttore generale Patrick Heiniger ha rassegnato le dimissioni per motivi personali dopo ben sedici anni. La compagnia di Ginevra ha inoltre precisato che Heiniger lascierà la Rolex al termine di questo anno. La società ha anche provveduto a smentire seccamente le indiscrezioni secondo cui vi sarebbero perdite per un miliardo di franchi svizzeri (900 milioni di dollari) conseguenti all’investimento effettuato con Bernard Madoff, il manager statunitense accusato recentemente di frode. Secondo alcune previsioni economiche, le vendite relative ai beni di lusso, e in particolare agli orologi, scenderanno di 4 punti percentuali nel 2009, dato che la crescita del reddito proveniente dai mercati emergenti è in netto declino.
Secondo Jon Cox, analista economico della società Kepler Capital Markets di Zurigo:
Le dimissioni di Heiniger in un momento del genere sembrano rendere più cupo il futuro per l’industria della produzione di orologi.
Lo stesso Cox ha anche aggiunto che un calo nelle vendite potrebbe condurre ad un maggior predominio delle principali aziende orologiaie nei confronti delle concorrenti minori. Walter von Kaenel, presidente della Longines, altra importante compagnia svizzera, aveva fatto sapere lo scorso mese che le aziende concorrenti più innovative saranno quelle che subiranno le perdite maggiori, a causa della domanda molto bassa di orologi di lusso.
Finmeccanica sale in Borsa dopo aver confermato i target per il 2008 e il 2009
In una giornata che ha visto una sostanziale debolezza degli indici azionari in Europa, sale in Borsa Finmeccanica, dopo aver toccato i minimi a 9 euro nelle scorse settimane sulla scorta del peggioramento del quadro economico, sopratutto del mercato americano in cui la società ha appena concluso una importante acquisizione. Lo scorso 22 ottobre Finmeccanica, infatti, ha completato l’acquisizione per 5,2 miliardi di dollari del 100% dell’americana Drs, leader mondiale nel settore dell’elettronica per la difesa. Il valore dell’operazione comprende circa 1,6 miliardi di dollari del debito (in parte convertibile) di Drs. L’acquisizione rafforza la presenza di Finmeccanica negli Stati Uniti. Drs dovrebbe fornire al consolidato di gruppo circa 3 miliardi eu di ricavi e 330 mln eu di Ebita nel 2009. Il titolo trae beneficio oltre che dai buoni risultati anche dall’imminente revisione dei “pesi” di alcune blue chip all’interno dell’indice S&P/Mib. A partire dalla prossima settimana il peso di Finmeccanica salirà dall’1,7% al 2,15%, il 25,4% in più, mentre contemporaneamente scenderà pro quota il peso di Eni, Unicredit e Intesa SanPaolo.