Mentre in Italia la trattativa fra Cai e i sindacati è sul punto di precipitare da un momento all’altro, con una parte dei sindacati che sembrano propensi ad adottare tutte le misure più estreme per contrastare il decollo, è proprio il caso di dire, della nuova compagnia aerea italiana, in Spagna Iberia è stata costretta ad annullare oltre 40 voli al giorno per i contrasti inerenti la firma del nuovo contratto collettivo per i dipendenti di volo e piloti. Giovedi scorso la compagnia ha comunicato che ha dovuto cancellare oltre 50 voli per lo sciopero proclamato dai piloti di una delle sigle sindacali che stanno trattando con la compagnia il rinnovo del contratto. La compagnia ha minacciato di denunciare questi piloti per pratiche scorrette e per aver inadempiuto alle regole dello sciopero, ma i sindacati hanno risposto che è tutto in regola e che se la compagnia non scenderà a patti, ci potrà essere un vero e proprio blocco dei cieli in Spagna.
Redazione
La Cina aiuterà l’economia di Taiwan sua rivale storica
La Cina , che teme gli effetti devastanti di questa crisi sul suo export, che per la prima volta dopo dieci anni sta segnando tassi di crescita inferiori al previsto, cerca di combatterla con tutte le armi a sua disposizione. Dopo aver promosso una politica di grossi aiuti statali per le sue imprese e per rilanciare le grandi opere infrastrutturali del paese, adesso sembra voglia aiutare anche le economie dei paesi vicini, colpiti più duramente dalla crisi economica. Oggi infatti il Governo di Pechino ha annunciato che andrà incontro alle richieste di aiuto arrivate da Taiwan, suo rivale politico storico. I rapporti tra Cina e Taiwan, separati dalla fine della guerra civile cinese nel 1949, sono però migliorati da quando a maggio si è insediato il presidente taiwanese Ma Ying-jeou. Lunedì scorso le due parti hanno aperto le tratte a voli passeggeri quotidiani, nuove rotte marittime e collegamenti postali per la prima volta in 60 anni.
Capiamo le difficoltà che sta affrontando Taiwan e speriamo sinceramente di poter cooperare per superare la crisi finanziaria internazionale,
Aumentano i redditi non dichiarati e le banconote false
Aumenta l’economia sommersa. L’evasione fiscale in Italia è una patologia che distorce la competizione economica ed è anche fonte di ingiustizia tra chi paga le tasse e chi non le paga. Raggiungono il 30% i redditi non dichiarati dai 6.414 evasori totali, ovvero quelli sconosciuti al fisco, e ora scoperti dalla Guardia di Finanza e di cui ne parla il comandante generale della GF, Cosimo D’Arrigo, presentando a Roma il bilancio 2008 della Gdf. In totale la Gdf ha scoperto redditi non dichiarati, da chi in tutto o in parte si sottrae al fisco, per 27,5 miliardi di euro. Il ministero dell’Economia e delle finanze stima, grosso modo, l’evasione fiscale a livello di 220-250 miliardi di euro. Ecco perchè il PIL è in diminuzione, perchè molti non dichiarano i propri guadagni. Reddito non dichiarato nonostante la lotta all’evasione consolazione è che almeno 80-90 miliardi di euro sarebbero recuperabili con la lotta all’evasione.
Il Governo Usa salva Detroit: approvato il piano di salvataggio dell’auto
Volano i titoli dell’auto a New York e con esse tutto il comparto azionario, dopo la notizia dell’approvazione del piano di salvataggio per i tre
Banca d’Italia: crisi economica e disuguaglianze sociali
La crisi economica ha iniziato a incidere sui bilanci delle famiglie italiane, in un 2008 in cui la ricchezza reale ha cominciato a ridursi e le diseguaglianze sociali hanno continuato ad accentuarsi. Questo il risultato di un’indagine di Banca d’Italia sui nuclei familiari, che a causa del trend negativo delle Borse hanno perso il 6% della ricchezza finanziaria e dovranno ora affrontare le difficoltà e le incognite di una lunga recessione.
Tuttavia la situazione italiana può essere considerata una delle migliori rispetto altri grandi Paesi occidentali, ma in un Italia in cui la maggior parte della ricchezza resta basata sulla proprietà immobiliare, si accentuano le disparità sociali. Infatti quasi metà delle ricchezza complessiva è detenuta dal 10% dei nuclei più ricchi. La distribuzione della ricchezza è caratterizzata da un elevato grado di concentrazione: molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza, mentre poche dispongono di una ricchezza elevata.
L’Opec taglia la produzione ma il prezzo del greggio continua a scendere

Niente da fare. Il prezzo del petrolio continua a scendere nonostante i tagli record effettuati dall’Opec. L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio ha, durante il vertice di Orano, in Algeria, ridotto la produzione di petrolio di 2,2 milioni di barili al giorno e, afferma il presidente dell’Opec, Chakib Khelil, dal primo gennaio del 2009 le quote dei paesi Opec saranno di 24,845 milioni di barili al giorno. Nonostante il drastico taglio della produzione di petrolio, i mercati hanno reagito al contrario delle aspettative, i listini continuano a calare e il prezzo del greggio è arrivato a 40 dollari al barile, il minimo da 4 anni.
Soffre il made in Italy: forse uno spiraglio grazie al calo del petrolio
Con l’espressione inglese Made In Italy, si indica il processo di rivalutazione della produzione artigianale e industriale italiana che ha spesso portato i prodotti italiani ad eccellere nella competizione commerciale internazionale, grazie proprio alla qualità dei prodotti. All’estero, infatti, i prodotti italiani hanno nel tempo guadagnato una fama con corrispondente vantaggio commerciale.
Il Made in Italy mostra oggi segni di sofferenza. La crisi non risparmia nessuno e fa sentire i suoi effetti anche sulle esportazioni italiane: l’export targato Italia perde terreno facendo registrare, sulla base dei dati Istat, un calo ad ottobre sia nell’interscambio complessivo, sia nei confronti dei Paesi europei. Calano anche le esportazioni proprio all’interno dell’Ue: segnamo una diminuzione delle esportazioni pari al 4,4%. Allo stesso tempo, cresce il deficit della bilancia commerciale, che nei primi dieci mesi dell’anno ha raggiunto i 10 miliardi di euro.
Finmeccanica sale in Borsa dopo aver confermato i target per il 2008 e il 2009
In una giornata che ha visto una sostanziale debolezza degli indici azionari in Europa, sale in Borsa Finmeccanica, dopo aver toccato i minimi a 9 euro nelle scorse settimane sulla scorta del peggioramento del quadro economico, sopratutto del mercato americano in cui la società ha appena concluso una importante acquisizione. Lo scorso 22 ottobre Finmeccanica, infatti, ha completato l’acquisizione per 5,2 miliardi di dollari del 100% dell’americana Drs, leader mondiale nel settore dell’elettronica per la difesa. Il valore dell’operazione comprende circa 1,6 miliardi di dollari del debito (in parte convertibile) di Drs. L’acquisizione rafforza la presenza di Finmeccanica negli Stati Uniti. Drs dovrebbe fornire al consolidato di gruppo circa 3 miliardi eu di ricavi e 330 mln eu di Ebita nel 2009. Il titolo trae beneficio oltre che dai buoni risultati anche dall’imminente revisione dei “pesi” di alcune blue chip all’interno dell’indice S&P/Mib. A partire dalla prossima settimana il peso di Finmeccanica salirà dall’1,7% al 2,15%, il 25,4% in più, mentre contemporaneamente scenderà pro quota il peso di Eni, Unicredit e Intesa SanPaolo.
La Bei stanzia 170 milioni di euro per la Serbia

La Banca europea per gli investimenti (Bei) ha stanziato importanti aiuti a favore della Serbia. Lo ha annunciato il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco in seguito alla firma degli accordi conclusi con la Serbia. Nel dettaglio, i finanziamenti ammontano a 170 milioni di euro e serviranno alla Serbia per portare avanti il percorso verso l’Unione Europea. Al centro del sostegno della Bei alla Serbia ci sono le piccole e medie imprese del Paese a cui sono stati destinati circa 50 milioni di euro. Questi ultimi sono stati ceduti alla Hypo Alpe Adria Leasing per la realizzazione di importanti progetti di innovazione nei settori dell’industria, dell’ambiente e del turismo.
Abi: non decresce l’occupazione in banca
Crisi e piani anticrisi. Crescita dell’occupazione e del precariato. Tuttavia pare ci sia un settore dove il lavoro precario non sia una prerogativa. E’ quanto emerge dalla sedicesima edizione del Rapporto Abi 2008, sul mercato del lavoro nell’industria finanziaria, presentato ieri a Roma dal presidente dell’Abi, Corrado Faissola. Le banche italiane continuano a registrare una buona tenuta dei livelli occupazionali anche a fronte dell’andamento difficile dell’economia e dei mercati internazionali: nel 2007 si conferma un trend di crescita occupazionale dello 0,5%, rispetto al 2006, con i lavoratori che salgono a circa 345.000.
Il governo australiano vara un piano anti-crisi da 5 miliardi di dollari

Quasi due miliardi e mezzo di euro per risollevare l’economia duramente colpita dalla forte crisi finanziaria che ha travolto i mercati mondiali. E’ quanto ha stabilito il governo dell’Australia. Il primo ministro australiano, Kevin Rudd, ha, infatti, stanziato circa 5 miliardi di dollari australiani, pari a 2,3 miliardi di euro, per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi economica. I nuovi fondi serviranno principalmente a finanziare interventi di miglioria delle infrastrutture.
Abbiamo cercato di mettere in atto -ha spiegato il primo ministro Rudd– una serie di misure allargate che potesse stimolare l’economia da subito e per il prossimo anno. Tutto il Paese ne trarrà giovamento.
Tassi Usa ai minimi storici, la Fed pronta stasera a tagliarli fino allo 0,5%
Si attende con trepidazione anche se forse con meno curisosità di quella che meriterebbe, la riunione della Fed di stasera, che è sicuramente destinata ad entrare nella storia, considerando che viene dato per scontato un taglio dei tassi di cinquanta punti, al livello record minimo storico di 0,5%. I Treasury Usa di conseguenza sono in rialzo in Europa, con il rendimento dei titoli a 10 e 30 anni ai minimi storici. Gli investitori guardano infatti al comunicato che sarà rilasciato dopo la riunione della Fed oggi per ottenere dei segnali su una politica non convenzionale. Il presidente della Fed Ben Bernanke ha di recente affermato che la banca centrale potrebbe comprare titoli a lungo termine emessi dal Tesoro Usa o da agenzie sponsorizzate dal governo per ridurre i rendimenti e stimolare la domanda.
Da adesso in poi la politica monetaria, nel tentativo di stimolare l’economia, dovrà basarsi su strumenti non tradizionali, che non rientrano esclusivamente nei cambiamenti dei tassi di interesse,
ha commentato l’ex governatore della Fed Lyle Gramley.
Multa da 800 milioni di dollari per Siemens: corruzione
Una multa record di 800 milioni di dollari (450 milioni di dollari da consegnare al dipartimento di Giustizia Usa e 350 milioni per la Sec, la Commissione di controllo della Borsa statunitense) per la Siemens. L’accusa arriva dalle autorità statunitensi: aver corrotto alti ufficiali governativi in vari Paesi del mondo, per ottenere assegnazioni di appalti (una fornitura di attrezzature mediche in Russia tra il 2000 e il 2007, un progetto riguardante la carta d’identità in Argentina tra il 1998 e il 2004, la realizzazione di una linea di trasmissione ad alta tensione in Cina, tra il 2002 e il 2203, le linee della metropolitana in Venezuela).
Lo scandalo sulle attività illecite della multinazionale è esploso nel 2006. Secondo le accuse, la società avrebbe sistematicamente pagato tangenti tra il marzo 2001 e il settembre 2007: la Sec ne ha contate almeno 4.283 per un ammontare di 1,4 miliardi di dollari. Secondo gli inquirenti, sono circa 300 i dipendenti compromessi con queste attività illecite. Lo scandalo ha portato alle dimissioni di alcuni dirigenti di alto livello, tra i quali il direttore generale Klaus Kleinfel e il suo predecessore e presidente Heinrich von Piere.
Si rafforzano euro e Yen mentre risale il petrolio sulle attese di riduzione nella produzione
C’è gran fermento sui mercati valutari mondiali ad inizio di questa importante settimana prima di Natale, in attesa della scadenze tecniche di Venerdi. La divisa