Ancora mutui subprime: Bernanke ammette la crisi

Le borse mondiali da quando sono venuti a galla i primi default di alcune società e fondi hedge americani che hanno puntano sul comparto subprime, hanno subito violenti scossoni, a causa della crisi del comparto immobiliare statunitense. Le conseguenze sono molteplici:

Inoltre gli effetti negativi non sono rimasti confinati al settore finanziario ma avrebbero sconfinato nell’economia reale, attraverso il valore delle attività e l’avvallabilità del credito.

Afferma Ben Bernanke . Negli Stati Uniti è previsto un taglio non indifferente dei posti di lavoro nel settore bancario per i prossimi 12-18 mesi. L’industria bancaria americana tagliera’, nel corso dei prossimi 12-18 mesi, circa 200.000 posti di lavoro. La riduzione dell’occupazione e’, secondo quanto afferma uno studio della Celent, una risposta alla crisi dei mutui subprime.

Petrolio debole in Asia e recessione Usa

Il petrolio accompagna la storia dell’uomo da secoli, nel bene e nel male, e fin dall’antichità il greco “naphtha” richiamava il fiammeggiare tipico delle emanazioni petrolifere. I popoli dell’antichità avevano già ben noti i giacimenti di petrolio (olio di pietra) superficiali che utilizzavano per produrre medicinali e bitume o per illuminare le lampade. Oggi il petrolio è croce e delizia del genere umano. Delizia perché senza esso forse non riusciremmo a spostarci (a meno che non avessimo inventato nuove energie alternative), croce perché il rincaro del petrolio (nonostante brevi periodi di riduzione dei prezzi, ma comunque il trend è sempre in crescita) è qualcosa di estenuante..

In leggero ribasso il prezzo del greggio in Asia. Ieri nel dopo-mercato elettronico che fa riferimento al Nymex, la Borsa merci di New York, a Singapore il petrolio light per consegna a maggio è stato trattato a 104,65 dollari a barile, con un ribasso di 0,18 dollari. Ieri a New York aveva guadagnato 3,85 dollari salendo a 104,83 dollari a barile.

MEF: buon andamento delle entrate fiscali e contenuta evoluzione della spesa

In via provvisoria, il fabbisogno di marzo e’ risultato pari a 11,7 miliardi, inferiore di 4,9 mld rispetto a quello registrato nel mese di marzo 2007, pari a 16.607 milioni. Nel primo trimestre del 2008 si e’ invece registrato complessivamente un fabbisogno di 20,3 mld, inferiore di circa 4 mld al 2007, risultato pari a 24,247 mld. Lo rende noto il ministero dell’Economia e delle Finanze aggiungendo che il risultato è dovuto a maggiori entrate fiscali, contenimento della spesa e malgrado maggiori oneri per il debito per 750 milioni ed 1 miliardo di anticipo per ridurre il deficit sanitario.

In una nota, il Mef spiega che

la riduzione del fabbisogno di marzo risulta determinata dal buon andamento delle entrate fiscali e da una contenuta evoluzione della spesa, in linea con le previsioni. Va inoltre notato come il saldo del mese incorpori maggiori oneri di interessi sul debito per circa 750 milioni e l’erogazione di circa 1.000 milioni per il pagamento di una quota delle anticipazioni programmate per l’estinzione dei debiti sanitari degli anni passati.

Bankitalia: afflussi netti di 202 milioni di euro per investimenti diretti

L’investimento Diretto Estero (IDE o FDI se acronimo della definizione anglosassone Foreign Direct Investment) è un investimento compiuto da un soggetto appartenente ad un’economia (ad esempio: una società francese) in un soggetto appartenente ad un’altra economia (ad esempio: una società italiana). La capacità di un’economia di generare ed attirare investimenti diretti esteri può avere ricadute molto importanti sia sul consolidamento delle proprie aziende nazionali, sia sull’andamento dell’economia reale, gli investimenti diretti verso un Paese rappresentano sempre un’entrata di risorse finanziarie in un’economia.

Fra i paesi europei l’Italia si colloca ancora nella fascia bassa per attività di imprese estere. Questo perchè probabilamente il sistema fiscale italiano non è abbastanza attrattivo per gli stranieri e neanche il costo del lavoro è basso al punto da poter eventualmente compensare le uscite fiscali. Per Francia, Germania e Spagna l’ammontare complessivo dello stock di IDE sul PIL è rispettivamente 24,7% , 22,6%, 27,4%. Misurando la quota italiana sullo stock mondiale di IDE questa è addirittura diminuita nel periodo 1990-2000, al contrario dei principali paesi europei e degli Stati Uniti.

La stagflazione colpirà l’Unione Europea?

Il presidente della Bce ha affermato che l’aumento dei prezzi nel 2008 resterà abbondantemente al di sopra dell’obiettivo del 2% (tra il 2,6 e il 3,2% in base alle più recenti stime). Cause principali la crescita del costo dei prodotti alimentari, la crescita dei salari superiore alle previsioni ed ovviamente l’aumento dei costi dei prodotti energetici potrebbero far lievitare l’inflazione. Secondo la Commissione, i prezzi del greggio resteranno molto alti per tutto l’anno. Tutto questo spiega la riduzione delle previsioni di crescita dell’Eurozona per il 2008 di 0,4 punti percentuale (da 2,2% all’1,8%), nelle previsioni intermedie pubblicate dalla Commissione lo scorso 21 febbraio. Secondo il Presidente è necessario seguire la strada della moderazione salariale ed evitare aumenti automatici legati alla crescita dell’inflazione.

Joaquin Almunia, commissario Ue agli affari economici e monetari, commenta:

L’economia della zona euro continua ad affrontare difficoltà considerevoli e, malgrado i fondamentali restino solidi, comincia a sentire la crisi.

Nonostante la conferma che la condizione di fondo dell’economia è buona, soprattutto grazie alla forte crescita dei mercati emergenti , un elevato livello dei profitti aziendali, l’assenza di squilibri macroeconomici (conti esterni in equilibrio e buon livello di risparmio), la Commissione europea non ha aspettative del tutto positive.

Investire in Brasile: buona performance al Bovespa per i titoli bancari e siderurgici

In queste ultime settimane, grazie allo sviluppo economico che si è riflettuto anche sulle performance della borsa, il Brasile ha sorpassato la Cina come più grande mercato secondo il MSCI (Morgan Stanley Country Index), raggiungendo una capitalizzazione di mercato di 509,10 miliardi di dollari (14,95% dell’indice) contro i 481,80 miliardi (14,15%) della Cina. Va detto però che il MSCI Index misura solo il capitale “disponibile agli investitori” delle società quotate in borsa, infatti se si calcola la capitalizzazione complessiva delle società quotate la Cina è ancora nettamente davanti (tra Shanghai e Shenzen il valore complessivo delle società quotate era a gennaio di oltre 3.900 miliardi di dollari, mentre al Bovespa, la borsa di San Paolo, il valore complessivo è “solo” di 1.300 miliardi di dollari).

La FED taglia ancora i tassi

La Federal Reserve è tornata a tagliare il tasso di sconto Usa, ieri ha effettuato una riduzione di 0,75 punti percentuali al 2,50 per cento. Proprio domenica, la Fed aveva tagliato il tasso di sconto dal 3,5% al 3,25 per cento . Nel comunicato che ha accompagnato la decisione di tagliare i tassi la Fed fa capire di essere pronta ad agire ancora, se necessario. Nella nota si legge che

le recenti informazioni indicano che l’outlook sull’attivita’ economica si e’ ulteriormente indebolito, la crescita della spesa in consumi e’ rallentata e il mercato del lavoro si e’ indebolito, anche i mercati finanziari restano in notevole stress e l’irrigidimento delle condizioni del credito e il peggioramento della contrazione immobiliare probabilmente peseranno sulla crescita economica nei prossimi trimestri.

Expandi: il mercato finanziario delle small caps

Il Mercato Expandi è’ un mercato per le società di piccole dimensioni che vogliono reperire nuovi capitali minimizzando il costo e i tempi della quotazione. La capitalizzazione minima per Expandi è 1 milione di Euro. Non impone cambiamenti o integrazioni degli organi societari (es. CdA, Comitati, Investor Relator) e non impone (una volta che la società è quotata) la redazione delle trimestrali (ma solo bilancio e relazione semestrale) e la documentazione necessaria per la quotazione è limitata. Una volta decisa la quotazione, impegna l’imprenditore e il top management per tempi limitati (la quotazione si concretizza in 2-4 mesi). L’ammissione al mercato viene subordinata alla verifica della sussistenza di indicatori economico-finanziari negli ultimi due esercizi. La società deve infatti presentare negli ultimi due esercizi: risultato operativo lordo positivo, Risultato ordinario positivo, Risultato netto positivo (solo consolidato se redatto); rapporto debito finanziario netto/risultato operativo lordo inferiore a 4 (solo consolidato se redatto); il risultato netto dell’ultimo esercizio deve essere almeno pari a 100.000 euro (solo consolidato se redatto); il rapporto debito finanziario netto/risultato operativo lordo inferiore a 4 (solo consolidato se redatto). La negoziazione dei titoli delle società quotate su detto mercato avviene tramite il meccanismo dell’asta, con prezzo di chiusura, attualmente sono previste due aste al giorno. La società quotata può comunque chiedere la contrattazione continua qualora detta richiesta sia assistita da uno specialista che assicuri la liquidità del titolo.

L’indice Big Mac dell’Economist: il tasso di cambio con un panino

Quanti hamburger compriamo con un euro? Quanti con uno yuan? E con un dollaro? Mentre noi compriamo questi panini per un fugace (ma pesante!) spuntino, la celeberrima rivista “The Economist” attraverso l’ indice del Big Mac, dichiara quali valute sono attualmente apprezzate o deprezzate rispetto al dollaro statunitense. Il Big Mac, panino della multinazionale McDonald’s ha delle caratteristiche alquanto desiderabili per gli economisti: viene venduto in moltissimi Paesi ed è considerato un bene perfettamente omogeneo perché identico ovunque. Per capire se una valuta è o non apprezzata rispetto al dollaro, basta confrontare il prezzo in dollari del Big Mac per ognuno dei Paesi del campione: se il prezzo locale convertito in dollaro al tasso di cambio corrente è maggiore del prezzo degli USA, allora la valuta locale è apprezzata rispetto al dollaro USA.

Macao: il gioco d’azzardo contribuisce significativamente alla crescita del Paese

Macao si trova nel sud della Cina. Diventò colonia portoghese dal 1557 e nel 1999 è tornata alla Cina, in base ad un accordo sino-lusitano del 1984. L’ex colonia portoghese è la nuova capitale mondiale del gioco d’azzardo: Macao sta superando Las Vegas nel giro d’affari. Nel 2007, Macao in Cina ha fatturato 10,4 miliardi di dollari. E’ la stessa cifra raggiunta dalla contea di Clark a Las Vegas nel corso del 2006, ma a Macao si è registrato un +60% rispetto all’anno precedente e ciò spiega gli appellativi attribuiteli di “Monte Carlo d’Oriente” e “Las Vegas asiatica”. Il gioco d’azzardo sostiene la crescita economica del Paese e vi contribuisce, secondo il rapporto annuale della Commissione Europea , per il 16,9%.

Cina: inflazione in crescita da 11 anni, diminuisce la massa monetaria

In Cina rallenta la crescita della massa monetaria segnando a febbraio un +17,5% rispetto all’anno precedente. Lo comunica la Banca Popolare della Cina sul suo sito web. Il dato segue il +18,9% registrato a gennaio ed è leggermente inferiore al +17,8% atteso dagli economisti. Gli investimenti diretti stranieri in Cina a febbraio hanno evidenziato un aumento del 38%, alimentando i timori per la crescita della liquidità e dell’ inflazione. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente gli investimenti stranieri sono saliti all’equivalente di 6,9 miliardi di dollari, facendo totalizzare nei primi due mesi del 2008 un rialzo del 75% a 18,1 miliardi di dollari.

Sviluppo sostenibile e obiettivi del millennio

Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che risponde alle esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie. In altri termini, la crescita odierna non deve mettere in pericolo le possibilità di crescita delle generazioni future. Le tre componenti dello sviluppo sostenibile sono: quella economica, la sociale ed infine ambientale e devono essere affrontate in maniera equilibrata.

In occasione del vertice del millennio nel 2000, la Comunità internazionale ha adottato la Dichiarazione del millennio impegnandosi in un progetto mondiale destinato a ridurre significativamente la povertà estrema nelle sue diverse dimensioni. Associati alla dichiarazione del millennio, gli obiettivi di sviluppo sono: ridurre la povertà e la fame nel mondo; assicurare l’istruzione primaria per tutti; promuovere la parità fra i sessi; ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l’HIV/AIDS e altre malattie; assicurare la sostenibilità ambientale; partecipare ad un partenariato globale per lo sviluppo. Per realizzare questi obiettivi entro il 2015, l’Unione europea (UE) ha assunto impegni concreti. La Commissione ha più volte sottolineato come la Comunità e gli Stati membri abbiano già apportato un notevole contributo alle iniziative della Comunità internazionale, difatti l’Unione europea è diventata il principale donatore, in quanto fornisce il 55% dell’aiuto pubblico allo sviluppo mondiale.