BNP Paribas annuncia perdite per l’ultimo trimestre 2008: pronto un piano statale di sostegno

 BNP Paribas SA, maggior banca della Francia per quanto riguarda il valore di mercato, ha annunciato di aspettarsi una perdita di circa 1,4 miliardi di euro per il quarto trimestre del 2008: è stato soprattutto l’andamento altalenante del titolo dell’istituto creditizio e dei bond di mercato a portare a un consistente calo negli investimenti bancari. Il dato non è certo incoraggiante se confrontato con il reddito netto ottenuto da BNP Paribas solamente un anno fa e che ammontava a 1,01 miliardi di euro: la banca francese, la quale ha sede a Parigi, ha voluto precisare in una nota che il reddito netto relativo a tutto il 2008 è stato pari a 3 miliardi di euro. Come ha spiegato la stessa BNP Paribas:

Il quarto trimestre dell’anno appena terminato è stato caratterizzato da dei movimenti eccezionalmente violenti che si sono verificati nei mercati di capitale. Il settore degli investimenti bancari ha subito una perdita di 2 miliardi di euro al loro d’imposta.

Gli ottimi profitti dei bond indiani fanno crescere State Bank e ICICI

 State Bank of India e ICICI Bank Ltd., i due maggiori istituti per il prestito della nazione asiatica, hanno annunciato che il loro reddito ha subito un incremento durante gli ultimi due trimestri del 2008, soprattutto a seguito degli ottimi risultati ottenuti dai bond governativi, i quali hanno raggiunto il loro livello più alto degli ultimi dieci anni. State Bank, banca che rappresenta quasi un quinto di tutti i prestiti dell’India, ha infatti fatto segnare nella giornata di ieri un rialzo del proprio reddito netto di ben 37 punti percentuali con una quota di 24,8 miliardi di rupie (503 milioni di dollari). Meno consistente, ma comunque interessante, è stata invece la crescita del profitto di ICICI: l’istituto creditizio di Mumbai ha visto crescere il proprio reddito del 3,3%, una percentuale superiore alle attese degli analisti. C’è da sottolineare, tra l’altro, che la banca centrale dell’India aveva tagliato i tassi di interesse per ben quattro volte negli ultimi tre mesi dello scorso anno.

Il titolo di Intel beneficia della nomina del nuovo portavoce, ma rimane bassa la domanda di chip

 Intel Corp., l’azienda multinazionale leader nella produzione di semiconduttori, ha nominato Jane Shaw per la sostituzione di Craig Barrett nel ruolo di portavoce della società, rompendo in tal modo con una tradizione che voleva che la nomina spettasse a qualcuno che fosse esterno alle file esecutive. Barrett, che ha assunto una certa notorietà per aver revisionato e standardizzato gli stabilimenti produttivi della Intel come direttore generale, lascerà l’incarico dopo la riunione annuale degli azionisti di maggio. C’è da dire che nei due ultimi mandati, l’azienda di Santa Clara (California) ha affidato l’incarico di portavoce a un CEO. La Shaw faceva parte del consiglio di amministrazione di Intel sin dal 1993. Vi sono opinioni discordanti su questa nomina così inusuale per la società: secondo Brian Piccioni, analista di BMO Capital Markets, è un buon segnale questa separazione tra i due ruoli di portavoce e direttore generale, per evitare conflitti di interesse; l’analista David Wu ha affermato che un buon portavoce potrebbe provenire anche da un’altra compagnia.

 

La BCE prospetta una recessione grave: Google risente in particolare della crisi

 Non è certo incoraggiante il bollettino stilato dalla Banca Centrale Europea per quanto riguarda questo primo mese del 2009: l’istituto creditizio dell’UE ha infatti sottolineato come la fase di recessione che sta attraversando l’economia globale sia “grave e sincronizzata”. In questo rapporto si legge poi:

L’acuirsi e il diffondersi delle turbolenze dei mercati finanziari freneranno la domanda su scala mondiale e nell’area euro per un periodo di tempo imprecisato.

Lo scenario prospettato dall’Eurotower non induce quindi all’ottimismo; in particolare ci si aspetta che le economia continui a peggiorare nei prossimi mesi. La BCE ha inoltre precisato che i provvedimenti che sono stati adottati per fronteggiare questa situazione comportano dei costi molto alti, che andranno poi a pesare sulle generazioni del futuro in maniera consistente. Da Francoforte viene lanciato il consiglio di utilizzare con la massima cautela le politiche di bilancio.

 

SNB messa in difficoltà dai continui apprezzamenti del franco svizzero: non bastano i tagli dei tassi

 Philipp Hildebrand, vicepresidente della Swiss National Bank, ha annunciato che i policiy makers devono essere pronti a intervenire nei mercati valutari a tassi di cambio fissi nel caso fosse necessario, al fine di prevenire il nuovo apprezzamento del franco svizzero. La moneta svizzera ha infatti guadagnato circa 6 punti percentuali nei confronti dell’euro a partire dal mese di ottobre: questa crescita è stata provocata dalla crisi finanziaria globale, la quale ha spinto l’istituto bancario centrale della Svizzera a tagliare i suoi tassi di mercati di ben 225 punti base, portandoli fino allo 0,5%. In particolare la nazione europea è stata colpita da una forte inflazione e dal peggioramento delle esportazioni, che rappresentano più della metà del prodotto interno lordo di tutto il paese.