La mancata tenuta dei 5,46 euro ha consentito il raggiungimento dei 4,80, supporto dal quale i prezzi hanno tentato un timido rimbalzo mancato. Attualmente peggiora però il quadro tecnico dell’azienda torinese, poiché la parte bassa del canale non è riuscita a respingere le quotazioni verso la mediana: si può tracciare quindi un altro canale ribassista (disegnato in verde sul grafico) che vede l’abbassamento dei target previsti sia al rialzo che al ribasso: i prezzi ora stazionano sopra la nuova mediana intorno alla parte bassa del vecchio canale (disegnato in nero). All’abbandono di quest’ultimo, i prezzi si dirigeranno verso i 7 euro in caso di rialzo (parte alta del canale ribassista verde) o verso i 3 euro in caso di ribasso (mediana dello stesso canale, nonché il più ottimista dei target in caso di nuovi scossoni ribassisti) come primissimi target. Resta rischiosa l’apertura di posizioni di lungo periodo in entrambe le direzioni, visto il momento di incertezza: dopo aver perso il 74% in un anno, andare short sarebbe azzardato poiché sarebbe come salire su un treno in corsa. Vista la situazione particolarmente debole non è sbagliato aprire nuove posizioni ribassiste, ma il rapporto rischio/rendimento diventato ora sfavorevole riserva l’operazione solo agli investitori più aggressivi ed esperti.
Nonostante la crisi globale, il 2008 è stato un anno eccezionale per Lego
Lego A/S, la nota azienda danese produttrice di giocattoli, potrebbe ottenere un guadagno record per quanto riguarda le vendite negli Stati Uniti nell’anno che sta per concludersi: il successo della compagnia è testimoniato dal fatto che sempre più genitori e bambini sono alla ricerca di giocattoli di qualità e che durino nel tempo. La crescita totale delle vendite della Lego sarà notevolmente superiore rispetto alle sue proiezioni di agosto, le quali avevano indicato un aumento del 12%, così come ha affermato in un’intervista telefonica il presidente dell’azienda, Soren Torp Laursen. La compagnia sta concludendo un anno davvero eccezionale per quanto riguarda i risultati economici negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Sempre secondo Laursen:
La società è molto unita, ci si sostiene l’un l’altro nonostante le condizioni attuali stiano mostrando come non ci sia da attendersi un futuro roseo dal punto di vista macroeconomico.
Lego, che ha sede nella città di Billund in Danimarca, rappresenta la più grande azienda al mondo per quanto riguarda la produzione dei famosi mattoncini a incastro per bambini: anche la compagnia K’NEX Brands LP, specializzata nella costruzione dei vari pezzi da montare, ha annunciato che le vendite sono in rialzo, nonostante l’industria dei giocattoli sia in difficoltà. Secondo Sean McGowan, analista economico di tale tipo di industria per la Needham & Co. di New York, le vendite di giocattoli dovrebbero subire un calo di 5 punti percentuali quest’anno.
La riscossa di Telecom Italia in Borsa
Nell’ultimo mese il titolo Telecom Italia ha registrato una perfomance positiva del 20%, facendo meglio di tutto il comparto (l’indice Dow Jones delle tlc europee ha registrato infatti un +8% nello stesso periodo di tempo), e risultando in assoluto come il miglior titolo di tutto il principale listino di Piazza Affari. La comunità finanziaria, dopo aver pesantemente penalizzato il titolo, ora sembra cominciare ad apprezzare gli sforzi del nuovo management sul piano della ristrutturazione, basato su un forte ridimensionamento del debito, attraverso un consistente contenimento dei costi. A spingere sul titolo infatti sono le voci che vogliono una nuova struttura organizzativa più snella ed efficace all’interno dell’elefentiaco colosso delle tlc italiano, oltre che almeno due notizie importanti uscite in questi ultimi giorni.
Analisi Tecnica: tre inside bar sull’S&P-MIB
Movimenti ristretti negli ultimi tre giorni sull’S&P-MIB. Si presenta ora un’occasione interessante fornita dalla presenza di ben tre barre daily inside successive: i movimenti infatti degli ultimi tre giorni di contrattazione si sono svolti all’interno del range del 19 Dicembre compreso tra 19683 e 19008: i livelli forniti diventano interessanti da sfruttare su rottura degli stessi seguendo il mercato in direzione d’uscita. Lavorando su time frame daily può verificarsi un gap che salterebbe i livelli d’interesse. In tal caso, una corretta gestione della posizione può fornire soluzioni molteplici e adatte allo svilupparsi del movimento: ad esempio in caso di gap down al di sotto dei 19008 si può andare short con metà del capitale con il quale si intende operare, per poi immettere un ordine condizionato di sell limit proprio a 19008 per sfruttare la chiusura del gap e sfruttare un’eventuale discesa. Altrimenti, per un’operatività più prudente, si può immettere solamente l’ordine di sell limit sempre sullo stesso livello di interesse.
Gli Hedge Fund auspicano la fine del divieto di short sui mercati: a Milano si decide a fine anno
I fondi hedge, e non solo auspicano che venga abolito, ma nessuno si sbilancia in previsioni: il divieto di “andare corti” sui titoli del mercato
Russia e Iran sono tra le promotrici di un nuovo segretariato per il controllo dell’energia
Russia, Iran e le altre nazioni che controllano le più grandi riserve mondiali di gas naturale, hanno raggiunto un accordo per coordinare previsioni, investimenti e relazioni con i clienti, al fine di difendere i loro interessi di mercato in un periodo in cui i prezzi dell’energia sono caratterizzati da una forte volatilità. I quindici paesi membri del Gas Exporting Countries Forum, il quale ha già provveduto ad approvare una bozza di accordo a Mosca, sceglieranno come quartier generale del nuovo segretariato la città di Doha, in Qatar, vale a dire la principale fonte mondiale di equipaggiamenti di gas naturale liquefatto.
I paesi consumatori occidentali sono però preoccupati dalla nascita di questa sorta di “OPEC del gas”, la quale ricalca fedelmente il modello dell’OPEC. I produttori dovranno affrontare una sfida nei confronti del mercato, dove il 70% del gas viene ancora inviato dal gasdotto ai consumatori regionali e in cui non esiste alcun prezzo di mercato globale. Secondo Dmitry Medvedev, presidente della Federazione Russa:
Questo evento rappresenta un fatto davvero significativo per il mercato. La stabilità globale, la sicurezza energetica e il bilanciamento degli interessi tra esportatori e consumatori dipendono dall’accordo tra le nazioni esportatrici.
Analisi Tecnica: future sul Gold non raggiunge le resistenze
Rialzo importante quello dell’oro che sfonda il target a 850 ma dopo poche sedute ritorna sui suoi passi attestandosi a quota 840 circa. La serie
A rischio le forniture di gas alla Ue. L’ucraina non paga e Gazprom vuole chiudere i rubinetti

Sono a rischio le forniture di metano dell’Europa. Lo ha dichirato Viktor Zubkov, primo vicepremier e presidente di Gazprom, che ha avertito l’Ue dei rischi che corrono le forniture di gas se l’Ucraina non si deciderà a pagare i debiti entro l’anno. Kiev, infatti, ha arretrati con Mosca per oltre due miliardi di euro in scadenza quest’anno. Potrebbero, dunque, chiudersi a fine anno,i rubinetti del gas per l’Ucraina. La questione interessa sensibilmente anche l’Europa in quanto l’80% del gas che l’Ue importa dalla Russia passa dall’Ucraina. Al momento non è stata ancora trovata una soluzione adeguata anche se il Fondo monetario internazionale ha dichiarato l’intenzione di prestare all’Ucraina circa 17 miliardi di dollari per ridure il debito con la Russia.
Genarali si conferma titolo altamente difensivo
Generali scende dello 0,5% nel finale di una seduta caraterizzata da volatilità e scambi ridottisimi. La settimana scorsa la compagnia di assicurazione ha comunicato che
Terza svalutazione in una settimana per il rublo dopo il ribasso del prezzo del petrolio
Bank Rossii, banca centrale della Russia, ha provveduto a svalutare il rublo per la terza volta in una settimana: la valuta russa ha così raggiunto il più basso livello nei confonti del dollaro da gennaio 2006. Tale provvedimento è stato preso per far fronte all’indebolimento della crescita economica causato dal raggiungimento da parte del petrolio della quotazione di 39 dollari a barile. Il rublo ha perso circa 0,9 punti percentuali nei confronti di dollaro ed euro, ed è stato scambiato a quota 33,7 alla borsa di Mosca, dopo che la banca centrale aveva permesso che la valuta potesse scendere di un altro punto percentuale.
C’è inoltre da dire che la moneta russa si è anche indebolita nei confronti del dollaro dello 0,7% e dello 0,8% nei confronti dell’euro (chiudendo in questo caso a quota 39,9407). Come già detto, il greggio, principale fonte di esportazione del paese, si è notevolmente avvicinato ai 39 dollari al barile ed è prossimo a raggiungere un livello del 75%. Il governo russo ha bisogno del petrolio per bilanciare il suo budget del 2009, raggiungendo una media di 70 dollari. Mikhail Galkin, a capo della ricerca finanziaria della MDM Bank di Mosca, ha così commentato la situazione:
Finchè il petrolio rimarrà in una situazione così depressa, la banca centrale non avrà altra scelta che attuare continue svalutazioni.
Analisi Tecnica: Crude Oil future tenta il recupero dei 47
Il crollo del petrolio dai massimi assoluti non vede ancora segnali d’inversione sui grafici: una serie di massimi e minimi decrescenti infatti non lasciano dubbi sulla strada fatta, mentre il rallentamento a cui stiamo assistendo comincia invece ad accendere il primissimo campanello d’allarme: dopo la rottura dei 47 infatti abbiamo assistito ad un timido tentativo di recuperare il livello perso (tentativo fallito al momento). Il fatto di non aver ancora rotto in chiusura di barra giornaliera la soglia psicologica dei 40 dollari probabilmente mantiene il sentiment neutrale e contribuisce alla creazione anche su questo mercato di un trading range attualmente compreso proprio tra quei due valori (47 e 40). Alla rottura di uno dei due probabilmente assisteremo ad un’accelerazione in direzione della violazione: nell’ipotesi ribassista il target rimane invariato (il livello naturale posto a 29 circa) mentre in caso di recupero, trattandosi del primo vero di un mercato fortemente orso, il target è prossimo a 52. Inoltre, trattandosi di un movimento controtendenza sarà da sfruttare sui time frame più brevi seguendo con trailing stop automatici o spostando manualmente l’uscita sui livelli di minimo che si verranno a creare.
S&P Mib i migliori e i peggiori di giornata: 23-12-2008

S&P Mib i top 10 di giornata:
ITALCEMENTI 9,1100 (+4,00%); FINMECCANICA 10,6200 (+2,41%); BANCA POP MI 4,1750 (+2,33%); BANCA MPS 1,5550 (+1,77%); INTESA SANPAOLO 2,5000 (+1,60%); ENEL 4,4300 (+1,20%); BANCO POPOLARE 4,9600 (+0,92%); SAIPEM 11,7200 (+0,77%); GEOX 4,2500 (+0,77%); PIRELLI 0,2650 (+0,76%).
S&P Mib i flop 10 di giornata:
PRYSMIAN 9,9250 (-4,57%); A2A 1,2540 (-3,91%); BULGARI 4,3475 (-3,39%); FIAT 4,5600 (-2,98%); ATLANTIA 12,7400 (-2,82%); BUZZI UNICEM 11,7200 (-2,09%); ENI 16,2100 (-1,76%); SNAM RETE GAS 3,9200 (-1,75%); AUTOGRILL 5,3350 (-1,75%); TENARIS 7,2200 (-1,63%).
Piazza Affari: Centro Servizi Metalli sbarca sul Mac
Chi l’ha detto che sono solo le grandi società straniere a far parlare di loro? E’ proprio una piccola azienda italiana, infatti, a destare interesse grazie al suo approdo in borsa e in particolare sul listino dedicato alle piccole e medie imprese. La società in questione è l’emiliana Centro Servizi Metalli spa (Csm) mentre il listino su cui ha scelto di quotarsi è il Mac (Mercato alternativo del capitale). Si tratta del primo listing in Italia post-Lehman. La Centro Servizi Metalli è un’azienda del gruppo Predieri nata nel 1988 che si occupa del taglio plasma e meccanico dell’acciaio inossidabile su specifica richiesta del cliente.
Caos Alitalia: nel pomeriggio l’incontro Cai-sindacati

Lo sciopero che nella giornata di lunedì ha paralizzato l’aeroporto di Fiumicino sembra ormai concluso: gli addetti ai servizi di pista di Alitalia Airport – circa un centinaio – che hanno incrociato le braccia ieri, oggi sono tornati al lavoro più per volere dei sindacati che non perché spaventati dalla prospettiva di precettazione minacciata dai ministri Sacconi (Infrastrutture) e Maroni (Interno).
Eppure c’è da credere che le ricadute dell’agitazione si faranno sentire ancora a lungo, e non solo nell’alveo di Alitalia-CAI (la Compagnia Aerea Italiana che sta nascendo dal fallimento della vecchia compagnia di bandiera). A pagare per primi, come è – purtroppo – ovvio, sono stati infatti i passeggeri, rimasti a terra per ore proprio mentre assaporavano il fascino della partenza verso le mete delle ferie natalizie; i loro “Basta”, le risse sfiorate (e scongiurate dal presidio della Polizia), l’intervento della Protezione Civile a distribuire viveri e coperte, sono anche i segni più evidenti della brutta figura di chi tanto si è speso per carcare di risolvere la questione-Alitalia.