La grande Crisi: i Subprime ci rovineranno anche il 2009?

 Quanto dura una crisi nei mercati? È possibile che si scenda ancora? Oppure è il momento di iniziare a comprare? Se qualcuno avesse una risposta definitiva a queste domande, sarebbe troppo facile investire con successo.
Nel momento particolare in cui ci troviamo, si tende a pensare ad un 2009 sostanzialmente di recupero per gli indici mondiali. Sembra che abbiamo scontato parte della crisi, anche se effettivamente sul piano reale la crisi vera non sembra quasi arrivata, poiché si parla tanto ma il nostro stile di vita continua ad essere più che buono.
Cosa possiamo aspettarci dal 2009? Innanzitutto, l’approccio migliore che possiamo avere è quello di non escludere nessuna possibilità, così da seguire il mercato nelle sue evoluzioni passo-passo.
In secondo luogo, uno studio della storia potrebbe rispondere alla prima domanda: osservando il Dow Jones di lungo periodo, partendo proprio dal 1929, proviamo a misurare l’entità temporale della Grande Depressione: iniziata nel Novembre 1929, da un top di circa 480, si è scesi fino al 1932 creando un bottom intorno a 40 punti indice. Attualmente, dal top assoluto in area 14000 il Dow Jones è sceso a 8600 con bottom a 7500. Senza divagare si nota immediatamente come per quanto catastrofico è stato il 2008, non è lontanamente paragonabile alla crisi degli anni 30 dal punto di vista dei mercati.

Il 2008 si chiude in negativo per il dollaro nei confronti delle principali valute estere

 Il dollaro statunitense ha completato il suo peggior calo annuale nei confronti dello yen: questo declino sottolinea, ancora di più, che l’economia americana sta affrontando una recessione più profonda del previsto. C’è invece da evidenziare come l’euro stia concludendo il suo migliore anno di quotazioni nei confronti della sterlina: una situazione simile si era verificata solamente nel 1999, quando la Bank of England aveva provveduto a praticare tassi di prestito inferiori a quelli della Banca Centrale Europea. Lee Hardman, stratega valutario presso la Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ, è stato molto chiaro al riguardo:

I rischi di un dollaro ancora più debole sono forti. La minaccia incombente di un lungo rallentamento dell’economia statunitense e il fatto che la Federal Reserve abbia effettivamente portato i tassi di interesse vicini allo zero faranno sottovalutare ulteriormente il dollaro.

 

Nuovo sostegno finanziaro del Tesoro USA per sostenere GM e il prestatore GMAC

 Il Tesoro statunitense si è impegnato a stanziare una cifra pari a 6 miliardi di dollari per poter sostenere GMAC LLC, l’unità finanziaria di General Motors Corporation: si stanno dunque moltiplicando gli sforzi del governo americano volti ad evitare la bancarotta della più grande compagnia automobilistica della nazione. Infatti, il Tesoro provvederà ad acquistare una partecipazione del valore di 5 miliardi di dollari in GMAC: l’altro miliardo di dollari verrà invece rilasciato come prestito a GM, affinchè la società possa contribuire concretamente alla riorganizzazione del suo prestatore. Tale prestito si aggiunge, tra l’altro, ai 13,4 miliardi di dollari rilasciati nello scorso mese di novembre dal Tesoro in favore di GM e Chrysler LLC.

Il capitale “fresco” dovrebbe permettere a GMAC di essere in grado di finanziare i prestiti nei confronti delle principali società automobilistiche e di fornire, inoltre, un importante sostegno al salvataggio di GM. C’è da sottolineare, infatti, che le vendite di autovetture sono già scese di 22 punti percentuali quest’anno nel mercato statunitense, anche perchè GMAC si è spesso trovata priva del denaro necessario per i suoi prestiti ed è riuscita a rendersi garante di un finanziamento solamente nei confronti dei migliori creditori.

Moody’s declassa le obbligazioni di KBC dopo la prima perdita trimestrale della compagnia belga

 KBC Group NV, maggior compagnia per volume di mercato del Belgio per quanto riguarda i servizi finanziari, ha annunciato che le annotazioni relative agli investimenti strutturati costringeranno la società a tagliare i profitti del quarto trimestre di circa 900 milioni di euro. Tale ribasso è la conseguenza del declassamento da parte di Moody’s Investors Service di alcune obbligazioni debitorie detenute dalla stessa KBC. La società belga, la quale ha già ottenuto ben 3,5 miliardi di euro dal governo della nazione europea per poter far fronte alla crisi del credito, ha riportato lo scorso novembre la sua prima perdita trimestrale da quando la compagnia è stata creata, a seguito di una fusione, nel 1998.

Secondo Ivan Lathouders, analista economico presso la Bank Degroof di Bruxelles:

KBC è sempre stata molto proattiva e trasparente per quanto riguarda la sensibilità dei suoi profitti nei confronti dei cambiamenti nel valore degli investimenti.

In relazione invece agli andamenti borsistici del titolo, la compagnia belga ha guadagnato 54 centesimi di euro, vale a dire il 2,6%, chiudendo a quota 21,59 euro alla borsa di Bruxelles (il Brussels Stock Exchange, meglio noto come Euronext Brussels): in tal modo KBC ha potuto vedere il suo valore aumentare fino a 76 miliardi di euro.

Anche il Giappone punta al solare: pronti miliardi di yen da Kaneka per potenziare la produzione

 Kaneka Corp., importante compagnia del Giappone attiva nella produzione di resine sintetiche, ha intenzione di investire una cifra almeno pari a 10 miliardi di yen (111 milioni di dollari) al fine di poter raddoppiare la propria capacità di cellule fotovoltaiche: l’investimento si è reso necessario a causa della crescente domanda all’interno della nazione asiatica di nuove fonti di energia. La capacità di produzione per quanto riguarda gli stabilimenti, in particolare quello situato nella prefettura di Hyogo, nel Giappone occidentale, dovrebbe in tal modo crescere fino a 150 megawatt, partendo da una condizione di 70 megawatt nell’estate del 2010, secondo quanto riferito dalla compagnia asiatica, la quale ha sede nella città di Osaka, in una dichiarazione nel suo sito web. Tra l’altro, la stessa Kaneka sta valutando e considerando l’opportunità per una ulteriore espansione della propria capacità di produzione all’estero: in tal caso si prevede di raggiungere 1 gigawatt a partire dal 2015.

La società asiatica sta dunque seguendo l’esempio di Sharp Corp. e dell’unità tedesca di produzione di cellule fotovoltaiche Robert Bosch GmbH per quanto riguarda l’aumento della capacità produttiva, al fine di venire incontro alla sempre maggiore domanda di energia alternativa. Sharp, seconda azienda produttrice al mondo, Enel Spa e un’altra compagnia europea stanno ora progettando di costruire un importante impianto per la produzione di energia solare in Italia: inoltre, l’unità della Bosch, Ersol Solar Energy AG, sta lavorando alla pianificazione di una spesa di circa 530 milioni di euro per poter accrescere la produzione.

Per l’economia della Gran Bretagna il 2009 è a rischio tracollo

 L’economia britannica potrebbe calare del 2,9% nel 2009, registrando la perfomance peggiore dal 1946. E’ questa l’ultima terrificante previsione di alcuni analisti sui risultati dell’economia del Regno Unito. Le misure promosse da Gordon Brown per far fronte alla crisi economica potrebbero perciò aver bisogno di nuovi interventi all’inizio dell’anno. Malgrado le esportazioni dovrebbero essere favorite dalla grande svalutazione della sterlina, che è ormai vicina alla parità con l’euro, si teme che i consumi all’interno del paese potrebbero avere un ulteriore peggioramento, dopo che diverse grandio catene di magazzini hanno registrato vistosi cali nelle vendite di Natale. Uno dei principali problemi poi riguarda il calo degli investimenti che secondo alcuni istituti di ricerca potrebbero avere un calo del 15% nella prima meta del 2009.

Asahi punta alle acquisizioni oltreoceano per superare la crisi interna di vendite

 Asahi Breweries Ltd., una delle più importanti aziende del Giappone attive nella produzione di birra, potrebbe raggiungere a breve un accordo per l’acquisto della sua unità australiana Cadbury Plc per una cifra vicina a 1,185 miliardi di dollari australiani (808 milioni di dollari), potendo in tal modo aggiungere anche il marchio per bibite analcoliche Schweppes: l’operazione è volta in particolare a fronteggiare il calo delle vendite interne di birra. Asahi, società che ha sede a Tokyo, potrà dunque acquisire anche le etichette del cordiale di Cottee e dei succhi di frutta della Spring Valley: tutto rientra nei piani dell’acquisizione, che dovrebbe ottenere i finanziamenti da nuovi prestiti bancari.

 

Tra l’altro, tale transazione permetterà il completamento della trasformazione di Cadbury in un’azienda del settore dolciario, anche a seguito della difficile situazione che ha vissuto recentemente la sua unità statunitense di bevande analcoliche. L’industria delle bevande giapponesi si sta sempre più rivolgendo nei confronti delle bibite analcoliche e sta tentando di effettuare acquisizioni oltreoceano, a seguito del declino subito dalla vendita di birre in Giappone. La compagnia asiatica ha espresso il suo interesse per l’acquisto di due unità oceaniche: la compagnia australiana Groupe Danone SA e quella neozelandese Frucor, la quale era stata già venduta lo scorso ottobre a Suntory Ltd per una cifra superiore ai 600 milioni di euro.